Il Presidente dello Stato di Israele Rivlin incontra i capi delle Chiese

Photo by Mark Neyman/GPO on 30 December, 2019
Photo by Mark Neyman/GPO on 30 December, 2019

Il 30 dicembre, il Presidente dello Stato d'Israele Reuven Rivlin ha ospitato un incontro con i capi delle Chiese di Terra Santa presso la sua residenza, per salutarli e fare i suoi auguri per le celebrazioni appena passate e quelle che arriveranno.

Dopo averli ricevuti, gli invitati e il Presidente si sono spostati presso la sala conferenze per i discorsi. A prendere la parola per primo è stato il padrone di casa. Nel suo discorso il presidente Rivlin ha parlato della bellezza di Gerusalemme in questo periodo di festa, durante il quale Cristiani ed Ebrei celebrano le rispettive feste legate alla celebrazione della luce che viene da Dio: Natale e Hanukkah. Rivlin ha sottolineato la centralità dei santuari nel corso dell'ultimo biennio, che sono stati visitati da più di 900.000 turisti durante il 2018, stimandone una crescita notevole anche per il 2019. Ha ricordato, poi, il problema dell’antisemitismo a 75 anni di liberazione del ghetto di Auschwitz e le celebrazioni che si terranno allo Yad Va Shem. "Domandate pace per Gerusalemme" ha detto citando il salmo 122, 6-7, dopo aver condannato ogni forma di violenza a causa della religione"sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi", augurandosi che Gerusalemme possa essere modello di pace e convivenza tra le religioni. Il presidente ha concluso il suo discorso invitando ognuno a prendere iniziative e ad essere parte attiva di questa convivenza.

Intervallati da alcuni canti natalizi in arabo, i discorsi sono continuati. "La mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli (Is 56, 7)" con questa frase ha introdotto il suo discorso Rav. Aryeh Makhlouf Deri, il Ministero dell'Interno dello stato di Israele, augurandosi che Gerusalemme sia sempre più aperta  alle diverse religioni che vi vivono. Il Rav. Deri ha poi continuato il suo discorso ricordando la triste vicenda accaduta il 29 dicembre presso la città di Monsey, a 50 km da New York, durante la settima giornata di Hanukkah, sottolineando l'importanza della lotta all'antisemitismo, dilagante anche ai giorni nostri. In conclusione, il Ministro Deri ha elogiato l'operato dei cittadini che hanno abbellito e trasformato la città di Gerusalemme in favore del dialogo e della solidarietà tra le religioni: "Gerusalemme - ha detto - è una delle città più belle del mondo".

Il terzo a prendere la parola è stato Teofilo III, attuale Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme, che ha parlato in rappresentanza di tutti i capi religiosi cristiani. Teofilo III ha iniziato esprimendo il suo sentimento di gratitudine sia per il supporto che le autorità israeliane offrono alle comunità cristiane che per il lavoro svolto in questi anni, in favore della tolleranza religiosa e la promozione del multiculturalismo. Il Patriarca Greco ha citato come esempio il lavoro svolto in collaborazione presso il sito del Battesimo, che diventerà un'oasi di pace e accoglienza per tutti. 

L'incontro è terminato con un canto natalizio in inglese e in arabo che ha preceduto i saluti.