Restauri alla Tomba di Lazzaro: la visita del Console italiano a Betania

Un nuovo passo in avanti nella riscoperta e nel rilancio di Betania, l’araba Al-Azariya, il villaggio di Marta, Maria e Lazzaro. Dopo cinque mesi di lavori, sfruttando l’assenza di visitatori dovuta alla pandemia di Coronavirus, a risplendere di nuova luce è la tomba dalla quale Gesù fece risorgere l’amico Lazzaro.

OSAMA HAMDAN
Coordinatore del progetto “Betania Ospitale”
L’obiettivo principale era sopratutto quello di migliorare la visita per i pellegrini, in particolare per quelli meno fortunati di noi che sono più anziani e hanno difficoltà ad accedere al posto. Ma anche quello di migliorare il clima dentro la tomba, perchè c’era una grande umidità e un’atmosfera non confortevole: noi abbiamo cercato con i mezzi tecnologici di migliorare la visita e anche la preghiera dentro la tomba di San Lazzaro.

Tra le scoperte anche due ossari contenenti alcune ossa, ancora da studiare e da datare con precisione. Anche se la cosa più preziosa rimangono i rilievi e gli studi effettuati per approfondire la conoscenza di un sito archeologico davvero complesso: nei secoli sono sorte ben quattro chiese nei pressi della tomba di Lazzaro, che dal XIV secolo confina con la Moschea Al-Uzeir. Solo due secoli dopo i frati francescani hanno scavato il nuovo accesso, quello appunto appena restaurato.

A visitare tutta l’area interessata dal progetto “Betania ospitale”, portato avanti da oltre tre anni dal Mosaic Centre di Gerico e dall’Associazione “Pro Terra Sancta” con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, è arrivato il console generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele.

GIUSEPPE FEDELE
Console Generale d’Italia a Gerusalemme
La mia è un’impressione innanzitutto di orgoglio, perchè credo che l’Italia qui, con i suoi finanziamenti, con i finanziamenti della Cooperazione Italiana, stia promuovendo un progetto di grandissimo interesse e di grandissima potenzialità. Il sito ha un enorme interesse storico, archeologico e monumentale, e rappresenta anche oggi una bella testimonianza di convivenza, coesistenza e dialogo tra le religioni visto che ospita un sito religioso musulmano e una serie di siti cristiani.

ISSAM FAROUN
Sindaco di Betania
E’ un giorno molto importante per noi, per sviluppare l’unità tra musulmani e cristiani. Nella nostra mentalità qui è molto presente il concetto del “ritorno alla vita”. Vogliamo salvare questo patrimonio, di cui siamo molto orgogliosi: per questo siamo molto riconoscenti al governo e alla Cooperazione Italiana, a “Pro Terra Sancta” e a tutto il team di persone che hanno svolto questi importanti lavori, e intendiamo continuare a costruire nel futuro l’unità nell’antica città di Al-Azariya.