La parrocchia di Ramle, dedicata a San Giuseppe d’Arimatea e San Nicodemo

Venne identificata dai crociati come la città di Arimatea citata nel Vangelo: si tratta di Ramle, a venti chilometri da Giaffa e quaranta da Gerusalemme. Considerata per molto tempo luogo di sosta per i pellegrini in viaggio, la presenza francescana a Ramle risale al 1296. La chiesa latina di oggi è dedicata a San Giuseppe d’Arimatea, l’uomo che offrì un sepolcro nuovo dove seppellire Gesù (cfr. Mt 27,57-60; Gv 19,38-42), mentre una cappella laterale è dedicata a San Nicodemo, l’altro discepolo nascosto di Gesù, anch’egli associato alla sua sepoltura (cfr. Gv 19,39).

“Il calendario della Chiesa Cattolica prevede la festa di San Nicodemo e San Giuseppe d’Arimatea il 31 agosto, ma noi della chiesa di Terra Santa abbiamo chiesto al Patriarca Latino di legare questa festa alla Pasqua, perché i due santi sono legati alla sepoltura di Cristo e alla Resurrezione”. Così Fr. Abdel Masih Fahim spiega il motivo della gioia di questi giorni nella chiesa latina di Ramle, di cui è parroco. La festa dei due santi è stata infatti celebrata il sabato della terza settimana di Pasqua, grazie a un decreto del Patriarca Latino di Gerusalemme. “La festa quest’anno prevedeva la messa solenne e attività per i bambini del catechismo e per i giovani. Abbiamo una banda musicale per la parrocchia e loro hanno preparato canti speciali per questa celebrazione”, continua il parroco.

Fr. Abdel Masih Fahim, con l’aiuto di Fr. Antonios Habib, gestisce la vita al convento francescano. “La nostra parrocchia è rispettata da tutta la città e abbiamo buone relazioni con tutti. Non mancano le attività che rendono viva la nostra scuola e la nostra parrocchia” spiega il frate. Ramle può contare infatti su una delle più antiche scuole gestite dai francescani di Terra Santa, in piedi dal 1728. Oggi 365 studenti, dalla classe quarta fino al secondo grado (dai 9 ai 18 anni), studiano alla scuola di Terra Santa, mentre quella primaria è gestita dalle suore di San Giuseppe. “Il 58% degli studenti della scuola sono cristiani, pur essendo noi una minoranza a Ramle - spiega Fr. Abdel Masih che è anche direttore della scuola -. Qui in città siamo circa 4000 cristiani (1400 latini, 300 greci-cattolici e poi di altre confessioni), 16 mila musulmani e 53 mila ebrei”.

In questo ambiente multireligioso, i francescani della Custodia di Terra Santa cercano sempre di condurre buone relazioni con tutti, impostate sulla fratellanza e il rispetto reciproco. Così anche a Ramle da tempo si portano avanti iniziative per educare al dialogo e testimoniare l’amore fraterno. “Dal 5 maggio in poi nella nostra scuola di Terra Santa inviteremo a turno alcune classi di studenti a tornare a scuola per consumare insieme il pasto dell’iftar, di rottura del digiuno del Ramadan”, continua il sacerdote. Condivideranno questo momento, dunque, ragazzi musulmani, cristiani e, se lo vorranno, anche alcuni degli insegnanti di religione ebraica. Così, anche in occasione delle feste ebraiche, il dialogo e l’invito alla condivisione continua ogni anno per il parroco di Ramle. Prima della pandemia di Corona virus era presente anche un gruppo interreligioso che si riuniva periodicamente e che tornerà a farlo non appena sarà possibile.

Oltre alla scuola, ogni settimana circa 130 bambini frequentano la chiesa latina per il gruppo del catechismo, oltre a 80 giovani del gruppo della Gioventù Francescana e a coloro che seguono l’attività spirituale della Legio Mariae.

“San Nicodemo e San Giuseppe d’Arimatea erano membri del Sinedrio che ha condannato Gesù, ma ebbero il coraggio di andare di notte a parlare direttamente con lui - ha ricordato Fr. Abdel Masih -. San Giuseppe d’Arimatea offrì un luogo di sepoltura a Gesù e entrambi i Santi sono importanti perché compirono un atto di misericordia verso Gesù crocifisso. Anche noi dovremmo imparare da loro”.

Beatrice Guarrera

 

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