Gerusalemme - la città della Via Crucis storica

Pregare la Via Crucis a Gerusalemme è un’esperienza unica e speciale. Ai pellegrini di ogni parte del mondo è data l’opportunità di fare viva memoria di quanto Gesù ha vissuto nelle ultime ore della sua vita, ripercorrendo i suoi passi per quelle vie da dove tutto è partito. 

La Via Crucis, nel senso attuale del termine, risale al Medioevo. Il rifiorire dei pellegrinaggi è avvenuto a partire dal secolo XII e della presenza stabile, dal 1233, dei Frati minori francescani nei «luoghi santi».

Oggi chi visita Gerusalemme può seguire il percorso in 14 stazioni, dal luogo in cui secondo la tradizione Gesù incontrò Ponzio Pilato alle ultime quattro stazioni, situate nella chiesa del Santo Sepolcro, il luogo sacro della morte di Gesù sulla Croce e della sua rissurrizione.

Oggi anche tu sei invitato a percorrere questa via in orazione. 


Signore Gesù Cristo,
nel tuo cammino verso Gerusalemme,
per ben tre volte hai voluto preannunciare ai tuoi discepoli 
che stavi andando nella Città Santa
dove avresti trovato rifiuto, condanna e morte,
ma il terzo giorno saresti risorto.
Lungo il cammino hai pure invitato ognuno di noi 
a prendere ogni giorno la propria croce e seguirti,
ci hai ricordato che il seme, per portare frutto,
deve cadere a terra e morire
e ci hai fatto capire che solo chi offre la propria vita
entrerà con te nella Vita, 
quella vera, quella piena, quella beata,
quella eterna e di eterna comunione nell’amore.
Aiutaci a prendere sul serio il tuo invito,
per imparare a leggere tutto alla luce della Pasqua,
e per riuscire a seguire le tue orme
arrivando a fare della nostra vita un dono,
assieme a te, che col Padre e lo Spirito Santo
vivi e regni e sei glorificato,
Dio onnipotente, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.


PRIMA STAZIONE
Gesù è condannato a morte

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Disse loro Pilato: ‘Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?’. Tutti gli risposero: ‘Sia crocifisso!’. Ed egli aggiunse: ‘Ma che male ha fatto?’. Essi allora urlarono: ‘Sia crocifisso!’.
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.” (Mt 27, 22-23. 26)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
ti sei lasciato processare e giudicare come un malfattore.
Anche in questo modo 
prendi su di te il male e l’ingiustizia del mondo intero, 
come pure il male e l’ingiustizia presente nella mia vita 
e in quella di ogni persona.
Aiutaci a non giudicare per non essere anche noi giudicati.
Aiutaci a non lavarci le mani dell’ingiustizia,
per non diventare anche noi complici dell’ingiustizia e del male.
Aiutaci a consegnare nelle tue mani 
anche la nostra ingiustizia e il male che abbiamo commesso, 
per poter essere resi giusti da te, 
dalla tua innocenza, e dalla tua santità.


SECONDA STAZIONE
Gesù è caricato della croce

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: ‘Salve, re dei Giudei!’. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.” (Mt 27, 27-31)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
dentro di noi si annida la tendenza 
ad accanirci contro chi è debole e contro chi sbaglia, 
ma anche contro chi ci sembra troppo buono o troppo santo.
Dentro di noi, come al serpente cui qualcuno calpesti la coda, 
scatta anche la reazione immediata al minimo torto subito, 
alla più piccola parola che ci offende, 
a ciò che sembra sminuire la nostra immagine.
Tu porti e sopporti: 
chi ti deride e ti percuote, 
chi ti flagella e ti corona di spine, 
chi ti insulta e ti traveste in re da burla, 
chi ti carica sulle spalle una croce che certo non meriti.
Tu porti e sopporti anche ognuno di noi, 
la nostra poca fede, 
la nostra speranza incerta, 
la nostra intermittente capacità di amare.
Tu porti e sopporti, 
e desideri darci non solo l’esempio, 
ma anche la grazia e la capacità di agire come te.


TERZA STAZIONE
Gesù cade per la prima volta

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Egli si è caricato delle nostre sofferenze, 
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato, 
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, 
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.” (Is 53, 4-5).


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
noi sappiamo cosa significa cadere,
e cadiamo per tanti motivi,
talvolta è in un momento di disattenzione che noi cadiamo,
talvolta perché un carico pesante ci trascina a terra,
talvolta cadiamo perché inciampiamo in un ostacolo 
o perché qualcuno ci fa cadere,
talvolta ci mettiamo da soli, volontariamente e stupidamente, 
in situazioni che ci faranno cadere.
Tu cadi sotto il peso complessivo delle nostre cadute 
e delle cadute dell’umanità intera fin da Adamo.
Tu cadi per poterti fare carico di ciò che schianta noi.
Tu cadi per risollevarci e ridarci speranza.
Grazie, Signore Gesù.


QUARTA STAZIONE
Gesù incontra la Madre

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Simeone parlò a Maria, sua madre: ‘Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima’. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.” (Lc 2, 34-35. 51)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
Maria, tua madre, ti aveva portato al tempio di Gerusalemme
quando avevi solo pochi giorni, per presentarti al Padre,
precoce profezia di una vita offerta per amore,
alla quale lei stessa partecipava.
Ora ti incontra sulla via della croce,
sulla via del pieno compimento di quella profezia,
che sarà il dono d’amore di tutta la tua vita,
fino all’ultima goccia di sangue,
fino all’ultimo respiro.
Colei che ti ha dato la vita,
ti è accanto nell’ora di dare la vita.
Colei che ti ha dato la vita,
è accanto – ora – a ciascuno di noi
nostro materno sostegno nel dare la vita.


QUINTA STAZIONE
Gesù è aiutato dal Cireneo

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù (Mt 27, 32).
Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.’” (Mt 16, 24)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
Simone di Cirene non è un volontario
nel darti una mano a portare la croce,
è un uomo costretto,
dopo la fatica di un giorno trascorso nei campi.
Succede anche a noi, qualche volta,
il privilegio di essere chiamati a portare con te
il peso della sofferenza di un nostro simile,
all’inizio magari controvoglia,
perché ne abbiamo già abbastanza 
delle nostre fatiche e delle nostre croci,
poi, pian piano, scoprendo che è un dono
poter fare con te questo tratto di strada,
che darà un senso nuovo al nostro camminare,
al nostro faticare quotidiano,
al nostro dare la vita.


SESTA STAZIONE
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi, 
non splendore per potercene compiacere
Disprezzato e reietto dagli uomini, 
uomo dei dolori che ben conosce il patire, 
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.” (Is 53, 2-3)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
nel volto e nello sguardo di ogni uomo
è racchiusa l’essenza della sua anima
e la sintesi della sua vita.
Nel tuo volto e nel tuo sguardo
è circoscritto il volto e lo sguardo del Dio invisibile,
ferito e incrostato di polvere e sangue,
per irradiare su di noi la misericordia e la pace.
A Veronica hai donato
la prima e vera immagine tua,
da venerare in forma esistenziale,
per lasciarci anche noi ricreare
a tua immagine.


SETTIMA STAZIONE
Gesù cade per la seconda volta

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Noi non abbiamo un sommo sacerdote
che non sappia compatire le nostre infermità, 
essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, 
come noi, escluso il peccato.” (Eb 4, 15)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
cosa vuol dire essere solidali e condividere?
Tu ce l’hai mostrato:
significa abbassarsi fino alla nostra condizione umana,
sperimentare e sentire quello che proviamo noi,
nella nostra umanità e fragilità,
in tutto e per tutto,
fino in fondo,
eccetto il peccato.
È il tuo abbassarti che ci innalza,
è il tuo rimpicciolirti che ci rivela la nostra vera grandezza,
è il tuo cadere che ci solleva da ogni nostra caduta,
incluso il peccato.
Grazie, Signore Gesù.


OTTAVA STAZIONE
Le donne di Gerusalemme piangono su Gesù

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: ‘Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato... Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?’” (Lc 23, 27-29. 31)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
quante madri continuano a piangere
su se stesse e sui propri figli,
secondo la tua profezia,
nei Paesi devastati dalla guerra, dalla ingiustizia e dalla fame,
ma pure in quelli altrettanto devastati
dal miraggio di paradisi artificiali
e dalla cultura dello scarto.
Sii tu a consolare le troppe madri 
rimaste ormai senza lacrime,
perché possano nuovamente essere loro a consolare.
E anche a ciascuno di noi dona un cuore materno
per restituire umanità a questo nostro mondo.


NONA STAZIONE
Gesù cade per la terza volta

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore." (Mt 11, 28-29)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
la terza caduta è quella che fa intravedere la meta
e così ricordi a noi che non importa
quante volte cadiamo
ma quante volte ci lasciamo rialzare da te
per camminare sulle tue orme fino alla fine,
fino all’istante in cui tutto si compie, insieme a te.
Ci rimetti in piedi,
riprendiamo a camminare,
forse cadremo di nuovo,
ma ancora di nuovo ci incoraggi a rialzarci
per salire la Santa Montagna,
dove tutto si compie, insieme con te.
Grazie, Signore Gesù.


DECIMA STAZIONE
I soldati si dividono le vesti di Gesù

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.


“I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte.” (Gv 19, 23-24)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
il primo uomo, creato a tua immagine e somiglianza,
era nudo nel giardino dell’Eden, e senza vergogna,
fino al giorno in cui fosti tu a dovergli donare una veste
per proteggerlo dalla paura e dalla propria fragilità.
Ora tu vieni spogliato,
è un gesto che manifesta il desiderio di umiliarti
e privarti della tua dignità.
Eppure, tu ti spogli 
per rivestire ciascuno di noi di una veste nuova,
del tuo vestito tessuto d’un pezzo,
di una dignità che non abbiamo meritato
e che nessuno potrà più strapparci.


UNDICESIMA STAZIONE
Gesù inchiodato sulla croce

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!’. Ma l'altro lo rimproverava: ‘Neanche tu hai timore di Dio benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male’. E aggiunse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose: ‘In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso.’" (Lc 23,33-43)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
ricordati di me quando sarai nel tuo Regno
e fa che anche per me si aprano, oggi,
le porte del tuo Paradiso,
per me che ancora porto le ferite del peccato,
per me che ancora fatico a fidarmi e affidarmi,
per me che vorrei scendere dalla croce
anziché rimanervi, giustamente, accanto a te.
Signore Gesù,
continua ad intercedere per noi peccatori,
che nemmeno sappiamo quello che stiamo facendo,
e chiedi al Padre 
che accogliendo l’offerta della tua vita,
faccia discendere su questa nostra incosciente umanità
la sua misericordia e il suo perdono.


DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore sulla croce

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Venuti [i soldati] da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.” (Gv 19, 28-30.33-34)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
quando chiedi da bere
è perché tu ci vuoi dissetare.
L’avevi già detto alla Samaritana.
Ora che tutto è compiuto,
ora che stai per realizzare il senso della storia,
ora che raggiunge il suo fine la tua incarnazione,
ora apri per noi una nuova sorgente,
dal tuo fianco sgorga l’acqua ed il sangue,
un fiume che purifica, disseta e risana;
una sorgente aperta che continuerà a scaturire
per tutta l’eternità
e fa del Golgota il cuore della Gerusalemme Celeste.


TREDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto dalla croce

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo... Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato.” (Mt 27, 55. 57-58)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
il tuo corpo inerte è calato dalla croce,
mentre tu Verbo eterno e immortale
discendi nell’abisso della morte.
Giuseppe, Nicodemo e le donne,
ricompongono in fretta le tue membra senza vita
mentre tu Verbo eterno e immortale 
stai già cominciando a risvegliare da morte
l’umanità delle origini e l’intero creato.
La morte sembra avere prevalso,
ma tu Verbo eterno e immortale
seme divino interrato nella nostra storia
già stai germogliando.


QUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto nel sepolcro

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, 
quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

“Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria.” (Mt 27, 59-61)


Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison


Signore Gesù,
per nove mesi ti ha custodito il grembo di Maria,
quando hai varcato la soglia 
che separava l’eternità dal tempo
e ti sei fatto carne.
Ora per tre giorni ti custodisce il grembo del sepolcro,
prima che tu varchi per sempre 
la soglia che separa questa nostra vita mortale
dalla pienezza del vivere in Dio
per far rinascere in Lui
per sempre
tutta la nostra umanità.
Deponiamo sulla nuda pietra,
accanto al tuo corpo esanime,
anche il nostro umano morire
ogni angoscia, paura e turbamento,
ogni lacrima e grido.
E vegliamo in silenzio.


Collochiamoci idealmente dentro l’Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme, nel luogo che ha accolto fisicamente il corpo di Gesù dalla sera del Venerdì Santo fino al mattino di Pasqua e lo ha visto passare dalla morte alla risurrezione. Sostiamo per qualche istante in silenzio in atteggiamento di adorazione. Quindi preghiamo: 


Signore Gesù,
appoggio le mani e la fronte
su questa coperta di marmo
che riveste e preserva la roccia
sulla quale il tuo corpo tre giorni
ha provato l’umana esperienza
del nostro deporre la vita e morire
consegnati al mistero supremo.

So che qui hai varcato la soglia
per entrare nel buio del nulla,
nell’angoscia di vivere appena
la breve giornata dell’erba,
nel nostro destino di morte.

So che qui, tra la notte e l’aurora,
lievito di eterno dentro il tempo,
hai dissolto per sempre la morte,
per riportarci finalmente al Padre,
che è grembo ed approdo di tutto.

Appoggio le mani e la fronte
su questa coperta di marmo,
mi inginocchio e bacio la pietra
e sento che qui posso credere, 
che posso fidarmi e affidarmi 
che qui posso attingere speranza di eternità 
nell’amore più forte della morte.
Amen.


Aiuta la Custodia di Terra Santa a preservare i santuari della Redenzione...
e a sostenere le pietre vive che continuano a raccontare la storia della salvezza.