Assisi: inaugurata la mostra "Madaba: città dei mosaici"

Il 18 giugno, presso la sede dell’Università degli studi di Perugiaad Assisi (Italia), è stata inaugurata la mostra “Madaba, la città dei mosaici”. La mostra, patrocinata dalla Custodia di Terra Santa e parte del progetto di turismo sostenibile “Scoprire Madaba”, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e implementato dall’Università degli studi di Perugia, contiene anche una parte dedicata all'archeologia francescana e una riproduzione calpestabile in scala 1:1 della pavimentazione mosaicata del Memoriale di Mosè.

Diverse le sale dedicate all'instancabile lavoro archeologico condotto dallo Studium Biblicum Franciscanum. "In una delle sale sono stati esposti dei pannelli che trattano le diverse attività della Custodia di Terra Santa per il recupero archeologico e culturale nel territorio di Madaba, incluso il Monte Nebo" ha commentato il prof. Andrea Polcaro, direttore scientifico del progetto. "Visto il suo ruolo essenziale, una delle sale è dedicata al lavoro di Fr. Michele Piccirillo, archeologo dello SBF che ha condotto diverse campagne di scavi nell'area di Madaba".

All’interno della mostra sono esposte le riproduzioni 1:1 dei mosaici della pavimentazione del santuario del Monte Nebo calpestabili, e le riproduzioni 3D effettuate con dei laser scanner 3D virtuali. "Volevamo donare ai visitatori la sensazione di essere realmente sul luogo e per questa ragione abbiamo utilizzato diverse tecniche innovative per far rivivere a livello olfattivo, tattile, visivo, la sensazione di entrare a contatto con uno spazio sacro del settimo secolo D.C." ha continuato il prof. Polcaro.

Il Memoriale di Mosè sul Monte Nebo, a cui è dedicato uno spazio particolare all'interno dell'esibizione, è il luogo in cui, secondo la Bibbia (Deuteronomio 34), Dio mostrò a Mosè la Terra Promessa e in cui il Profeta venerato dalle tre religioni monoteiste, morì. In questo luogo, dal IV al IX secolo, una comunità di monaci continuò a perpetuare la memoria di Mosè. Nel corso del 1900 gli archeologi della Custodia di Terra Santa portarono alla luce l'antico Monastero, la Basilica e i mosaici in essa contenuti. I lavori iniziarono con da Fr. Sylvester Saller per poi continuare dal 1963 con Fr. Virgilio Corbo, e dal 1973 con Fr. Michele Piccirillo. Gli scavi sono terminati sotto la supervisione di Fr. Eugenio Alliata e con la costruzione del Memoriale nel 2012. Questi ultimi lavori hanno portato alla luce diverse evidenze archeologiche che stanno stimolando nuove ipotesi di ricerche archeologiche.

Alla cerimonia inaugurale della mostra, il 18 giugno,sono intervenuti, Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), S.E. Fabio Cassese, ambasciatore d’Italia in Giordania, S.E. Fayiz Fahran Saleh Khouri, ambasciatore della Giordania in Italia, Ahmed Ash-Shami, direttore generale del dipartimento delle Antichità di Giordania. Dal dipartimento di Lettere, Lingue, letterature e Civiltà antiche e moderne sono intervenuti il prof. Andrea Polcaro, direttore scientifico del progetto e la prof.Donatella Scortecci, co-curatrice della mostra.

Tra i presenti anche il Custode di Terra Santa Fr. Francesco Patton, Fr. Ibrahim Faltas, discreto della Custodia di Terra Santa, la presidente della Regione Umbria Donatella Tesi, Fr. Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, Fr. Francesco Piloni, ministro provinciale dei Frati minori della Provincia di San Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna.

"Questa mostra si configura come il primo risultato del processo di studio, analisi e progettazione condotti in loco" ha commentato il prof. Andrea Polcaro, direttore scientifico del progetto finalizzato a divulgare la conoscenza della ricchezza della città di Madaba. "La finalità del nostro progetto rientra tra gli obiettivi posti nell'agenda ONU 2030, ed è il potenziamento del turismo sostenibile al fine di supportare l'economia dei paesi terzi".

Il progetto “Scoprire Madaba” prevede, infatti, due punti principali. Il primo riguarda la promozione turistica con il miglioramento di diversi strumenti come i pannelli esplicativi posti sui luoghi, ma anche la copertura e il restauro delle pavimentazioni musive di epoca bizantina e la copertura degli stessi, nel caso in cui non fossero adeguatamente protetti. Il secondo, invece, prevede 21 corsi di alta formazione e diversi laboratori pratici effettuati in collaborazione con la scuola del mosaico di Madaba per la formazione del personale locale del dipartimento di Antichità giordano. "La nostra intenzione è fare un lavoro completo di ricerca, per permettere la fruizione dell'arte non solo ai turisti ma anche agli studenti e cittadini locali" ha concluso Polcaro.

L'esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì fino al 30 agosto, dalle 9 alle 17:30.

 

Giovanni Malaspina