Ricevimento di addio a Mons. Sambi

La Custodia di Terra santa e la Parrocchia Latina di Gerusalemme hanno organizzato un ricevimento d’addio al Nunzio e Delegato Apostolico S. Ecc. Mons. Pietro Sambi. L’evento si è tenuto ieri, mercoledì 4 gennaio 2006, presso l’Auditorium del “Notre Dame of Jerusalem Centre”. Riportiamo le parole rivolte al festeggiato dal Custode di Terra Santa.

Carissimo Arcivescovo, sono onorato di essere il portavoce della riconoscenza di noi tutti, e di porgerle le nostre congratulazioni per la nomina pontificia a Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America. Questo nuovo incarico segna il termine del suo mandato di Nunzio in Israele e di Delegato Apostolico a Gerusalemme e in Palestina che ha svolto dal 1998. E’ stato quindi in mezzo a noi sette anni e mezzo, un periodo di tempo utile a conoscere la complessa realtà di questi due Popoli fratelli e divisi, di questa Città madre delle Genti, di questa variegata presenza cristiana, e di questa Chiesa che rende qui testimonianza della sollecitudine della Chiesa universale, della trepidazione paterna del Papa e della particolare attenzione del Vaticano.

La vogliamo ringraziare, con affetto e gratitudine: vorremmo che lei portasse nel cuore, insieme all’amore per questa Terra Santa che certamente ha messo profonde radici nel suo animo, il senso della nostra gratitudine e del nostro affetto che in questi anni è cresciuto e si è consolidato, creando un’Amicizia che ci ha aiutati a cercare sempre quella comunione di intenti che costituisce il senso profondo del rapporto amicale.

Ha vissuto con noi anni belli e intensi (penso al Giubileo e alla visita di Giovanni Paolo II) e difficili come quelli della seconda Intifada; si è curvato sulle ferite che hanno insanguinato Gerusalemme con gli attentati degli anni scorsi; si è fatto portavoce del popolo palestinese e cristiano in particolare nel lungo periodo della guerra, della costruzione del muro; ha trepidato e sperato con noi una pace che sembrava impossibile, osando la speranza in tempi di disperazione. Siamo certi che lei è ancora con noi nella speranza che questo nuovo anno segni davvero l’avvio di operosi e faticosi giorni di dialogo e di più operativi accordi sulla via della pace.

Questa Terra ha visto il succedersi di tanti Delegati Apostolici operatori di pace: il Nunzio e Delegato Pietro Sambi è stato fra noi l’uomo della pace, ha operato per essa, l’ha desiderata con ferma speranza, l’ha costruita con umiltà e tenacia, l’ha esaltata e pregata. La pace per questa Terra, certo, ma anche la pace tra le diverse presenze cristiane che qui convivono, coabitano, si esprimono e manifestano l’infinita fantasia della sequela dell’unico Salvatore; e anche la pace fra i cattolici, che pur essendo presenza minoritaria, sono tutti ugualmente desiderosi di abitare questa Terra, e qui esprimono e manifestano l’infinita fantasia del loro essere Chiesa. Grazie, per aver saputo sempre richiamare ognuno e tutti al pensiero alto, alla Parola che non muta, all’unità della fede, al primato della carità.

Grazie per aver sempre cercato di radunarci insieme, appianando difficoltà, costruendo fiducia, auspicando fratellanza, prediligendo l’Amicizia, facendo percorrere a tutti la faticosa ed esaltante strada della comunione fraterna. Grazie per aver accompagnato la nostra Chiesa a celebrare con profonda interiorità il Giubileo del 2000, incoraggiando e seguendo con delicata attenzione lo svolgimento del Sinodo diocesano che si va attuando. E grazie di tutto cuore per aver sostenuto i passi di questa Chiesa nel gioioso cammino del Pellegrinaggio del Papa Giovanni Paolo II che, come Francescani, ricordiamo con commozione profonda per l’omaggio devoto e ammirato ai Luoghi Santi di cui siamo Custodi. Il viaggio del Giubileo, alle radici della fede e della Chiesa, è stato evento di grazia non solo per il Papa che tanto l’ha desiderato, ma per tutti, e vogliamo sperare che abbia toccato profondamente il cuore di quanti vi hanno partecipato, vi hanno lavorato, e della nostra gente, che si è sentita prediletta da quella Visita.

Grazie dunque, per aver vissuto in questa nostra amata Terra Santa, un’esperienza che vorremmo lei ricordasse sempre unita al grande affetto che le portiamo e che va ad arricchire il patrimonio della nostra Tradizione costituendo la base della buona volontà e della collaborazione che, attraverso il nuovo Nunzio e Delegato, la Custodia di Terra Santa può offrire alla Chiesa.

P. Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa