Giovedì 4 giugno, nella Basilica del Santo Sepolcro, cuore della cristianità, la solennità del Corpus Domini è stata celebrata anche quest’anno secondo le antiche consuetudini dello Status Quo a sessanta giorni dalla Pasqua, di giovedì, in un clima di raccoglimento e profonda preghiera.
Le celebrazioni sono state presiedute da Sua Beatitudine il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Nel pomeriggio di mercoledì, il Patriarca ha fatto il suo ingresso solenne nella Basilica, accompagnato dai frati della Custodia di Terra Santa, secondo il cerimoniale tradizionale. Un gesto che richiama una presenza viva e continua della Chiesa nel luogo della Risurrezione.
Davanti all’Edicola del Santo Sepolcro, sono stati celebrati i primi vespri solenni, seguiti dalla processione quotidiana all’interno della Basilica. Le celebrazioni pomeridiane si sono conclusa con la recita della compieta, l’ultima preghiera della liturgia delle ore della tradizione cattolica, pregata davanti alla tomba di Cristo.
Nella notte, i frati della Custodia hanno celebrato l’Ufficio notturno, presieduto dal Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo prolungando la preghiera nella continuità della tradizione liturgica che caratterizza le grandi solennità al Santo Sepolcro.
La mattina del giovedì, il Patriarca ha presieduto la Santa Messa solenne, concelebrata da una cinquantina di sacerdoti e religiosi, tra cui il Nunzio Apostolico, i Vescovi ausiliari della Diocesi e l’abate del monastero benedettino della Dormizione. L’Eucaristia, cuore della festa del Corpus Domini, è stata vissuta con particolare intensità, pur in un contesto segnato da una partecipazione ridotta. Il Patriarca nella sua omelia ha ricordato il grande miracolo di ogni Eucaristia, durante la quale riviviamo il dono di Cristo per noi come quel giorno sul Calvario, dono completo di tutto se stesso per amore della sua Chiesa.
L’assenza dei pellegrini e il fatto che i fedeli delle parrocchie locali celebreranno il Corpus Domini nella domenica successiva hanno reso le liturgie più intime, con una presenza contenuta di fedeli. Tuttavia, negli anni, queste celebrazioni hanno suscitato una crescente curiosità anche tra la popolazione locale.
La processione eucaristica, con i suoi segni distintivi - l’ostensorio, il baldacchino e il percorso attorno al Sepolcro - rappresenta infatti un momento di forte testimonianza visibile. Non di rado, amici israeliani e numerosi fotografi assistono alle celebrazioni, documentando i riti e condividendoli sui social media.
Questa attenzione si traduce in una forma nuova e significativa di incontro: attraverso immagini e racconti, molti scoprono aspetti della liturgia cattolica e della presenza cristiana a Gerusalemme. Un modo contemporaneo per far conoscere, anche al mondo ebraico, la ricchezza della tradizione cristiana custodita nei Luoghi Santi.
La processione eucaristica svolta all’interno della basilica si è conclusa con la triplice benedizione che il Patriarca ha impartito ai fedeli presenti davanti alla tomba, presso l’altare dell’incontro con Maria Maddalena e all’interno della cappella dei Francescani.
In questo contesto, la solennità del Corpus Domini al Santo Sepolcro continua a essere non solo un momento di adorazione e fede, ma anche un segno di dialogo e di testimonianza silenziosa nel cuore della Città Santa.
Fr. Alberto Joan Pari
Photos by lpj.org.
