
In occasione del centenario della notte che ricorda la conversione al cattolicesimo della Serva di Dio Suor Maria della Trinità, si è svolto sabato 14 febbraio un convegno accompagnato da una mostra pensata per raccontare in modo semplice, ma incisivo, la figura della Clarissa vissuta a Gerusalemme.

Suor Maria della Trinità, al secolo Luisa Jaques, nacque in una famiglia di religione protestante in Sudafrica all’inizio del ventesimo secolo. La morte della madre durante il parto spinse il padre a inviare la figlia in Svizzera, dove fu cresciuta nella famiglia della zia. In quel periodo, una crisi profonda portò Luisa ad abbandonare la fede e a pronunciare una dura sentenza: “Dio non c’è!”.
Proprio nel momento più buio, nella notte fra il 13 e il 14 febbraio 1926, la giovane sentì una presenza che entrò come luce nella sua disperazione. Iniziò così un cammino spirituale che la porterà ad abbracciare il cattolicesimo e trasferirsi nel Monastero delle Clarisse di Gerusalemme.

La mostra su Suor Maria della Trinità, curata nella parte grafica dai giovani della Compagnia dei Tipiloschi di San Pier Giorgio Frassati di San Benedetto del Tronto (Italia), nasce da un attento lavoro sulle fonti custodite nell’archivio del Monastero delle Clarisse di Gerusalemme. I componenti della Compagnia hanno messo a disposizione competenza e passione, realizzando un percorso visivo che intreccia fotografie storiche, riproduzioni di manoscritti, brani musicali composti o trascritti dalla religiosa e persino esempi dei ricami eseguiti da lei.
La Compagnia dei Tipiloschi si ispira a San Pier Giorgio Frassati, canonizzato il 7 settembre 2025 e nato nel 1901 a Torino, appena venti giorni prima di Suor Maria della Trinità: un “gemellaggio” ideale che unisce due giovani vissuti nello stesso periodo e accomunati da una profonda esperienza di fede.

La mostra si articola in 26 pannelli, organizzati secondo un criterio prima cronologico e poi tematico, suddivisi nelle quattro grandi fasi della vita della religiosa, scomparsa a soli 41 anni il 25 giugno 1942. Il percorso si apre raccontando l’infanzia in Sudafrica, dove nacque nel 1901 in una famiglia protestante missionaria. Seguono gli anni trascorsi in Svizzera.
Una terza sezione documenta il periodo vissuto tra Milano e Bergamo, dove ha vissuto per motivi di lavoro, fino all’approdo definitivo a Gerusalemme. Proprio la parte dedicata alla Terra Santa è la più ampia: vi sono esposte le fotografie della comunità che la accolse, l’unica immagine conosciuta di lei con l’abito di Clarissa e pannelli di approfondimento sulla sua spiritualità, con particolare attenzione al tema dell’ascolto della voce interiore e al voto di vittima, inteso come il grado più alto di disponibilità e di non-resistenza al volere di Dio, in un atteggiamento profondamente eucaristico.
Un ulteriore spazio è riservato ai suoi talenti e alla sua creatività: grande lettrice, musicista - suonava l’organo - e abile ricamatrice, Suor Maria della Trinità emerge come una figura ricca di sensibilità artistica oltre che spirituale. Per l’occasione sono esposti anche manoscritti originali e alcuni abiti monastici conservati nell’archivio del monastero di Gerusalemme. Ciò rende la mostra non solo un omaggio storico, ma anche un incontro diretto con le tracce concrete della sua vita.
Riccardo Curti
