
Nella sera di giovedì 7 maggio si è tenuta a Gerusalemme l’inaugurazione della mostra “Io, Frate Francesco: 800 anni di una grande avventura”. L’esibizione, allestita presso la Curia del Convento di San Salvatore a Gerusalemme, fa parte delle iniziative portate avanti nel contesto del Giubileo Francescano, che celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco di Assisi.
L’esposizione originale è stata organizzata nel contesto del quarantaseiesimo Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, a Rimini. In seguito, la Custodia di Terra Santa ha voluto riproporre la mostra anche a Gerusalemme, per offrire una nuova prospettiva sulla vita di San Francesco. Infatti, lo scopo della mostra non è quello di mostrare delle opere d’arte sulla figura del Santo, bensì di offrire ai visitatori una prospettiva nuova sulla vita del poverello di Assisi, una prospettiva che porti alla conoscenza approfondita della sua figura e alla riscoperta dei valori di pace e amore secondo cui San Francesco ha vissuto.
L’inaugurazione della mostra ha visto una grande partecipazione di religiosi e laici che vivono a Gerusalemme, così come alcuni diplomatici di vari Paesi, tra loro il Nunzio Apostolico Mons. Giorgio Lingua e il Console generale d’Italia Domenico Bellato. L'evento si è aperto con un’esibizione offerta dal Coro della Custodia di Terra Santa, al quale è seguito il primo intervento del Padre Custode, fra Francesco Ielpo. Quest’ultimo ha sottolineato come l’invito di San Francesco a una vita più vera, libera, e completa, rimanga attuale ancora oggi dopo 800 anni dalla sua morte.
A seguire, hanno parlato fra Enrico Maiorano e fra Francesco Ravaioli due frati minori appartenenti a due famiglie francescane diverse, fr. Enrico Cappuccino e fr. Francesco Conventuale. Nei loro discorsi hanno offerto ai presenti alcuni spunti di interpretazione della particolarità della spiritualità francescana, in particolare donando tre approfondimenti sulla dimensione della povertà, della vita in fraternità e dell’umiltà di San Francesco.
Infine, è stato trasmesso il video messaggio di fra Luca di Pasquale, che ha presentato la storia dietro alla mostra “Io, Frate Francesco”. fra di Pasquale ha spiegato che la mostra è nata dall’esigenza di decostruire le tante etichette che sono state accostate alla figura di San Francesco. Infatti, ha ricordato fra di Pasquale, le definizioni di San Francesco come l’ecologista o l’amico degli animali, e tante altre ancora, sono, per quanto vere, estremamente limitanti. Da qui è nato il desiderio di presentare la figura del Santo sotto una nuova luce. E per fare ciò - spiega fra di Pasquale - è stato deciso di lasciar che lo stesso San Francesco si presentasse ed esprimesse con le sue parole, attraverso il suo Testamento.
In questo documento, che Francesco ha donato ai suoi confratelli poco prima della sua morte, egli ripercorre la sua esperienza di incontro con i più poveri, gli ultimi, e quindi con Dio.
In conclusione, la mostra “Io, Frate Francesco” non si limita dunque a presentare un resoconto storico, ma si propone come punto di incontro fra San Francesco e chiunque voglia conoscerlo. Attraverso le parole del suo Testamento, Francesco continua a parlare al cuore dell'uomo moderno, per restituirgli l'essenza di un messaggio basato sulla fraternità e sull'umiltà. In un mondo che oggi più che mai ha bisogno di amore e concordia, la testimonianza del “Poverello di Assisi” rimane un faro di speranza e un invito a ritrovare la pace.
Riccardo Curti
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