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17 marzo 2026 - IV Martedì di Quaresima - Fr. David Grenier

Il Vangelo del giorno meditato da Fr. David Grenier, Commissario di Terra Santa a Washington

17 Mar 2026

17 marzo 2026
IV Martedì di Quaresima
Fr. David Grenier

Sono Fra David Grenier, commissario di Terra Santa per gli Stati Uniti, e vi parlo da Washington. Alla piscina di Bezzata si trovava un uomo paralizzato da 38 anni. 38 anni di speranza, di speranza spesso delusa, perché l'aveva riposta nelle cose svariate, cioè nelle sue superstizioni.

Si era convinto così tanto che l'unico modo per lui di essere guarito fosse di entrare per primo nella piscina quando l'acqua si agitava, e quando Gesù richiede se volesse guarire, lui non risponde direttamente alla domanda. Cosa sarebbe successo se fosse entrato nell'acqua per secondo? O se si fosse immerso quando non era agitata? A volte mettiamo anche noi condizionamenti all'azione di Dio. Inseriamo superstizioni nella nostra preghiera.

Facendo così mettiamo limiti a Dio nel nostro pensiero, mentre la sua misericordia, il suo amore, la sua potenza sono senza limiti. Comunque siamo fortunati perché il Signore vede oltre i nostri limiti e esaudisce non necessariamente ciò che gli chiediamo, ma ciò che davvero desideriamo, ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Ci guarisce dalle nostre paralisi.

Per noi forse non sarà fisica, ma abbiamo tutti qualche paralisi spirituale, cose che ci impediscono di andare avanti. Che ci bloccano nella nostra crescita spirituale. Quando ci lasciamo toccare da Gesù ci aiuta a rimetterci in piedi e ad andare avanti.

Questo non accade però sempre subito. Ci vuole pazienza, ci vuole perseveranza e fede. Il paralitico ha aspettato 38 anni, la morbosa 12.

Nel mondo di oggi vogliamo avere tutto subito, ma Dio non è così. Ha l'eternità davanti a sé, non ha fretta come noi. Poi ha i suoi tempi.

Non è per caso che Gesù ha guarito quest'uomo un giorno di sabato. L'uomo era lì da tanti anni. Gesù sarebbe potuto tornare la domenica per guarirlo.

Così non avrebbe offeso nessuno. Oppure avrebbe potuto dire al paralitico alzati, cammina, ma non troppo perché oggi è sabato e quindi non devi camminare più del previsto. Ritorna domani a prendere la tua barella perché oggi non ti è recito portarla.

Gesù non ha fatto così. Voleva suscitare l'ira dei giudei. Era venuto per dare la sua vita.

Doveva provocarli, provocare la sua condanna a morte, la sua crocifissione. Allo stesso tempo voleva anche insegnarci che non c'è un giorno, neanche il sabato, in cui Dio non ci è vicino, in cui non ha cura di noi, in cui non ha compassione per noi. È sempre con noi, desiderando il meglio per noi anche di sabato.

Infine un'altra domanda che ci possiamo fare è perché lui? Perché Gesù ha guarito questo paralitico? Il Vangelo ci dice che lì giaceva un grande numero di infermi. Allora perché lui e non gli altri? C'è ovviamente una parte di mistero in questo, ma nel Vangelo e anche nella nostra vita Dio sembra avere due motivi principali per operare guarigioni e miracoli, o come risposta alla nostra fiducia e alla nostra fede, oppure per aiutare la gente ad avvicinarsi a lui. Nel caso del nostro paralitico non sembra essere tanto il primo motivo.

Egli infatti pare avere più fiducia nell'acqua che si agita che in Gesù. Ma dopo la sua guarigione lo ritroviamo nel Tempio, si è avvicinato a Dio e è andato a pregarlo, a lodarlo per ciò che aveva fatto per lui. E ha pure il coraggio di darne testimonianza anche davanti a coloro che gli sono ostili, rischiando di essere ridicolizzato per chi riconosce la grazia che c'è in Gesù Cristo.

In questa quaresima, mentre ci avviciniamo a Pasqua, impariamo da Lui a lasciarci toccare da Gesù, affinché ci liberi dalle nostre superstizioni, dalle nostre paralisi fisiche e spirituali, per immetterci in piedi, per permetterci di camminare, di andare avanti, di avvicinarsi al Signore. In questa quaresima, mentre ci avviciniamo a Pasqua, impariamo da Lui a lasciarci toccare da Gesù, affinché ci liberi dalle nostre superstizioni, dalle nostre paralisi fisiche e spirituali, per immetterci in piedi, per permetterci di camminare, di andare avanti, di avvicinarci al Signore e da testimoniarlo anche quando è difficile con tutta la nostra vita.

Pace e bene a tutti.

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