Da circa quattrocento anni la Custodia di Terra Santa è presente sul Monte Tabor, il luogo santo della Trasfigurazione. La missione dei francescani va ben oltre la semplice custodia delle rovine storiche: come ricorda il guardiano del monastero, padre Carlos Molina, queste pietre dove è passato Gesù invitano da sempre ad accompagnare e sostenere le "pietre vive", ovvero la comunità e le persone del luogo.
La presenza francescana si è strutturata nel tempo fino a trovare la sua massima espressione nel 1924, quando, a seguito di profondi scavi archeologici, venne eretta la basilica progettata dall'architetto Antonio Barluzzi. Oltre a custodire il santuario, la proprietà ospita una comunità di frati e la casa di aspirantato, il luogo dove i giovani compiono i primi passi di discernimento vocazionale.
A rendere ancora più viva la memoria del sito è una nuova campagna di scavi archeologici condotta da don Gianantonio Urbani dello Studium Biblicum Franciscanum. Lavorando sulle intuizioni lasciate dallo stesso Barluzzi, i ricercatori stanno indagando un sistema di grotte posizionate dietro la basilica. Queste cavità rivelano una suddivisione precisa degli spazi, organizzati sia per le necessità quotidiane dei monaci che vi abitavano, sia per la loro vita di preghiera e di liturgia.
Questi ambienti non raccontano solo l'organizzazione della vita monastica, ma ricompongono la storia più ampia della devozione cristiana. Come sottolinea padre Diego Dalla Gassa, anche i dettagli che richiedono di essere protetti o che sono rimasti celati agli sguardi per secoli narrano di una comunione profonda, e ogni singolo reperto riportato alla luce contribuisce a custodire l'intreccio tra storia, archeologia e fede.
Riccardo Curti
