SOL Festival: la sesta edizione della Settimana Organistica Libanese

La sesta edizione del SOL Festival - Semaine de l’Orgue au Liban si è svolta regolarmente dal 13 al 18 aprile 2021 nonostante la varie difficoltà organizzative dovute alle restrizioni legate pandemia. La Settimana Organistica Libanese è una coproduzione tra la Notre Dame University – School of Music e il Terra Sancta Organ Festival. In un momento in cui il Libano sta attraversando una grave crisi economica, questa edizione non sarebbe stata possibile senza la collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut, l’ambasciata della Repubblica Ceca in Libano e Telelumiere/Noursat, che ha curato gratuitamente le riprese televisive per il live streaming.

“La cultura è sempre la prima attività a dare segni di ripartenza nei momenti di crisi  – afferma il co-direttore del festival Fr. Riccardo Ceriani - e per questo noi abbiamo fortemente voluto realizzare il SOL Festival anche quest’anno, nonostante le difficoltà organizzative: due organi erano stati messi fuori uso dall’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020; la data è stata posticipata due volte; una location ha dovuto essere cambiata e il concerto per organo e orchestra cancellato; gli orari sono stati anticipati per via del coprifuoco serale. Solo quattro giorni prima del primo concerto, l’ultimo decreto del governo ha autorizzato lo svolgimento di eventi con la presenza di pubblico, fino al 30% di capienza delle chiese, indossando le mascherine e rispettando il distanziamento sociale”.

L’idea del SOL Festival è quella di permettere a tutti di ascoltare il suono dell’organo e del repertorio per organo, un’esperienza che in Libano e nel Medio Oriente sarebbe preclusa a molti, visto che gli organi sono utilizzati quasi esclusivamente nelle chiese per le celebrazioni cristiane. Il SOL Festival è l’unico festival d’organo in Libano. In questi anni la Settimana Organistica Libanese ha costituito anche un incentivo per le chiese a curare la manutenzione dei propri organi e ne sono stati anche costruiti di nuovi.

Questa sesta stagione della Settimana Organistica Libanese presentava cinque concerti. Il concerto di apertura del 13 aprile nella città di Ajaltoun è stato riservato agli allievi della classe di organo della Scuola di Musica della Notre Dame University, che ha lo scopo di creare nuovi organisti per le chiese e per l’accompagnamento dei cori, con il supporto della Custodia di Terra Santa e dell’Istituto Italiano di Cultura di Beirut. A questo sono seguiti due concerti dell’italiano Eugenio Maria Fagiani, il primo nella chiesa della Custodia di Terra Santa il 14 aprile ad Harissa con il violinista libanese Mario Rahi e il secondo nella chiesa di Notre Dame de Louaize a Zouk Mosbeh. Il maestro Fagiani, concertista internazionale e organista dell’orchestra sinfonica “La Verdi” di Milano, ha offerto gratuitamente il secondo concerto come segno di solidarietà per il Libano e in un gradito fuori programma si esibito anche il coro della Notre Dame University con il soprano Lara Jokhadar. Il 17 aprile l’organo del Santuario del Bambino Gesù di Praga (Sanctuaire de l’Enfant Jésus de Prague) a Mayssra è stato naturalmente affidato al ceco Karel Martinek, direttore artistico  del Festival Internazionale di Organo di Olomuc e organista della cattedrale di San Venceslao. Il concerto di chiusura, che tradizionalmente si tiene di domenica nella National Evangelical Church di Beirut ha visto la partecipazione dell’organista svizzero Edmond Voffray, organista della cattedrale di Sion.

Tra il pubblico erano presenti diversi rappresentanti delle istituzioni internazionali come l’ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere accompagnata dal console Marco Di Sabatino, il nuovo padre generale dei monaci maroniti mariamiti Pierre Najem, il deputy ambassador della Repubblica Ceca Dagmar Minarikova, mons. Giuseppe Francone della Nunziatura Apostolica e Fr. Firas Lutfi, ministro regionale della Regione San Paolo della Custodia di Terra Santa.

 

FRC