Santo Domingo: Consiglio internazionale sull’Evangelizzazione e la Missione

Relazione da Santo Domingo

Il secondo consiglio internazionale sull’Evangelizzazione e la Missione, si è riunito a Santo Domingo dal 13 al 21 febbraio 2006, in occasione del quinto centenario della fondazione della prima provincia francescana d’America. Sull’isola di San Domingo i primi frati francescani arrivarono nel 1493, con il secondo viaggio di Cristoforo Colombo.

La struttura che ci accoglie è ampia e comoda, ma molto semplice e povera, rispecchia la condizione della capitale di un paese povero. Il tema proposto è: Memoria e profezia nelle missioni e nell’ evangelizzazione. Si incontrano i rappresentanti di 13 conferenze; il sottoscritto come rappresentate di Terra Santa; un definitore generale, fra Miguel VALLECILLO; il segretario generale del consiglio dell’Evangelizzazione, fra Nestor SCHWERZ; il moderatore generale, fra Vincenzo BROCANELLI; l’animatore generale per la pastorale educativa, fra Joaquim Arturo ECHEVERRI; un esperto, don Paolo SUESS; quattro traduttori; il Custode dei Caraibi: in tutto 26 frati.
Il lavoro si è svolto in una maniera molto densa. Si sono presentate le proprie esperienze missionarie con totale sincerità mettendo in luce le difficoltà, le gioie, gli insuccessi e i successi nell’attività evangelizzatrice dell’Ordine. L’Ordine riconosce la sua naturale vocazione evangelizzatrice e missionaria e vuole rinforzarla perché fa parte della natura stessa dell’essere francescano. Le giornate di ascolto e di partecipazione alle varie esperienze evangelizzatrici dei diversi continenti e culture, con i momenti intensi di preghiera e di ascolto della parola di Dio e la condivisione fraterna del suo messaggio, hanno portato a presentare delle proposte semplici ma efficaci perché tutto l’Ordine - a livello di organizzazione e di singoli frati - sia coinvolto nel grande compito della missione, frati inviati da Gesú e da San Francesco.

Proposte finali

Premessa: in tutto il discorso sull’evangelizzazione, non si deve mai dimenticare la domanda fondamentale: Come essere frate minore in tutte le nostre attività di evangelizzazione.

1) Far arrivare a tutte le entità dell’Ordine i sussidi sull’evangelizzazione e le missioni, in particolare la proposta di schema per il progetto provinciale per l’evangelizzazione, la proposta di schema per gli statuti peculiari della provincia, il nuovo formulario per la relazione annuale dei segretari provinciali al SGEM, attraverso il delegato della conferenza o il segretario rispettivo dell’Entità.

2) I segretari per l’evangelizzazione, in collaborazione con i segretari per la formazione e gli studi, inseriscano un programma di formazione sull’evangelizzazione e moderatori dell’evangelizzazione missionaria nella formazione iniziale e permanente e offrano ai frati la possibilità di fare una forte esperienza missionaria.

3) I delegati comunichino alle Conferenze i risultati del CIE e, dove è possibile, promuovano un incontro con i ministri di ogni Entità, i segretari dell’evangelizzazione ed i moderatori dell’evangelizzazione missionaria, per condividere ed approfondire contenuti e direttive di questo CIE.

4) Ogni Entità deve continuare il processo di elaborazione del progetto di Evangelizzazione.

5) Sia sviluppata la collaborazione tra i diversi servizi (evangelizzazione e missione, formazione e studi, giustizia e GPSC, dialogo, centri di studio) a tutti i livelli (Curia generale, conferenze ed Entità). Sia in particolare incoraggiata nelle Entità la collaborazione tra i commissariati per la Terra Santa e i Segretariati provinciali per l’evangelizzazione.

6) Il consiglio propone che i delegati dell’America ed il SGEM, in collaborazione con l’ufficio GPSC, facciano opera di sensibilizzazione sull’importanza della regione dell’Amazzonia presso le conferenze perché quella regione divenga un progetto missionario delle Conferenze d’America.

7) Il consiglio propone al Ministro generale con il suo Definitorio che, in occasione della celebrazione dell’VIII Centenario della fondazione dell’Ordine e nel desiderio di rinnovare il carisma missionario delle origini, faccia appello ad ogni entità sin dal prossimo Capitolo straordinario, perché inviino un frate per le missioni dell’Ordine oppure al futuro progetto missionario dell’Amazzonia.

8) Il consiglio incoraggia le conferenze dell’UCLAF ad aprire un centro di formazione missionaria in America Latina, e l’ITF di Petropolis a realizzare la proposta di un corso di specializzazione sull’Evangelizzazione missionaria francescana.

Non è mancata una giornata dedicata alla visita fraterna con i frati della Custodia dei Caraibi. Si sono visitate le rovine del primo convento francescano dell’America latina. Esiste tuttora, vicino al porto, una chiesetta chiamata la Porziuncola d’America dove arrivavano i frati e da dove, raccomandandosi alla Vergine, partivano ad annunciare la buona novella a tutta l’America. La Custodia dei Caraibi ha, attualmente, delle giovani vocazioni locali e il futuro appare molto confortante. I frati più anziani, come il P. Custode, sono tutti frati appartenenti alle province spagnole. La scelta missionaria della custodia dei Caraibi è quella tradizionale francescana dell’America Latina, cioè stare vicini ai poveri. Qui i francescani hanno due case, una in un quartiere povero di San Domingo, sede parrocchiale, e un’altra in un villaggio poverissimo dove risiede anche il noviziato e la sede della Custodia. Vicino a questa casa i frati dirigono un consultorio medico, che rende un servizio essenziale alla comunità locale ed un asilo infantile. I frati mi sono sembrati molto soddisfatti e realizzati, pieni di gioia, di quella gioia che viene dal contatto dei poveri che hanno fiducia nel Signore e ai quali per primi è annunciato il Regno.

Come conclusione direi, che le difficoltà per l’evangelizzazione sono comuni in tutte le parti del mondo! Anche noi in Custodia abbiamo le nostre difficoltà riguardanti la missione che non sono per niente inferiori alle altre missioni dell’Ordine. Quello che è importante è di continuare a sentirci profondamente missionari in tutte le opere che realizziamo. Questo spirito della presenza del Signore deve animare ogni nostra azione. Bisogna poi tradurre in pratica le proposte presentate dal CIE. Pace e Bene.

fra Arturo VASATURO OFM