Messaggio dal Card. Leonardo Sandri per i 600 anni dell’istituzione dei Commissari di Terra Santa

Reverendissimo Padre Custode di Terra Santa e Guardiamo del Monte Sion, fr. Francesco, Reverendi padri Commissari di Terra Santa,

il Signore vi dia pace!

 

Oggi celebriamo il 600 anniversario da quando Papa Martino V, tramite la Bolla “Hiis quae pro” autorizzava il Guardiano del Monte Sion, fra Giacomo di Antonio e i suoi successori, ad istituire, destituire e sostituire “Procuratori o Commissari” presso le Nazioni cristiane con l’obiettivo di procurare iI necessario per sostenere la missione iniziata dal Serafico Padre san Francesco, dopo aver visitato personalmente i Luoghi della nostra salvezza, e continuata finora, a nome della Chiesa, dalla vostra infaticabile opera.

I Luoghi Santi, in virtù del privilegio di essere lo scenario dei Misteri Salvifici, sono stati sempre tra le principali preoccupazioni dei Papi lungo la storia. Ne è prova l’innumerevole quantità di documenti pontifici emanati in favore dei padri francescani, custodi di Terra Santa. A questo scopo, San Paolo VI, facendo seguito alle decisioni di Papa Martino V e dei suoi predecessori, pubblicava nel 1974, durante la Solennità dell’Incarnazione del Verbo, l’Esortazione Apostolica “Nobis in animo”. In questo documento, Papa Montini, primo successore di Pietro a tornare pellegrino in Terra Santa, ricordava lo zelo dell’Apostolo Paolo verso i cristiani poveri di Gerusalemme che lo aveva spinto a diventare promotore di una colletta tra le Chiese della Macedonia e dell’Acaia e collegava questo evento storico con la dedizione dei Figli di Francesco i quali hanno ricevuto la missione di “... servire la Chiesa Locale e custodire, restaurare e proteggere i Luoghi Santi cristiani”.

Carissimi fratelli la celebrazione di un anniversario ci conduce alle origini di un evento che ha segnato la nostra vita e ci sprona a riflettere sul senso più profondo e nobile da esso espresso. Inoltre, ci invita a far memoria e valutare la corrispondenza tra l’obbiettivo primario e la realtà concreta del nostro oggi.

Per questo motivo, innanzitutto, mi sento nel dovere di ringraziare da parte del Dicastero tutti voi, cari Commissari che, come già vi dicevo durante il IV Congresso di Commissari di Terra Santa celebrato nel 2018, siete sparsi in ogni parte del mondo capillarmente e avete accolto il servizio di ridestare e accompagnare quell’attenzione che ciascun cristiano deve avere per la Terra Santa.

La vostra opera e vocazione è diversa, unica e specifica. Non siete chiamati a collaborare e contribuire alle missioni. No. Il vostro operato e strettamente collegato con l’identità di ogni cristiano, indipendentemente dal luogo di origine o residenza. Come dice il Salmo, “tutti là — cioè qui, a Gerusalemme siamo nati”. In questo senso, la vostra opera si identifica con la perla delle missioni dell’Ordine dei Frati Minori e, permettetemi dire, della Chiesa Universale. Voi siete gli “ambasciatori” dei Luoghi Santi sparsi dall’oriente all’occidente, dal settentrione al mezzogiorno. Avete ricevuto una missione che si realizza concretamente nella Chiesa locale. Siete chiamati a promuovere la conoscenza della Terra Santa e a diffondere la devozione verso quei luoghi al popolo di Dio. Nonostante ciò, non dimenticate mai che il vostro operato va oltre i limiti spaziali. È, infatti, una missione di carattere universale.

Tuttavia, questo privilegio affidato a Francesco e in conseguenza ai suoi figli, deve essere realizzato con dedizione, trasparenza, onesta, responsabilità e senza perdere di vista il carattere ecclesiale da esso rivestito. Voi siete membra distinte ma appartenenti ad un medesimo corpo che e la Chiesa e siete chiamati a collaborare instancabilmente. Ognuno di voi ha un posto diverso, ma ugualmente prezioso. Come dice l’apostolo Paolo: “Non può l'occhio dire alla mano. “Non ho bisogno di te”, la testa ai piedi. “Non ho bisogno di voi”. Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie, e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno” (1Cor 12,21-24). In questo senso, vi invito ad accettare con umiltà perfetta e a tenere sempre davanti at vostri occhi le disposizioni pontificie in materia, procedendo ed applicandole in modo trasparente e responsabile. Sentitevi Chiesa, un solo corpo: perché “se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme, e se un membro é onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte” (1Cor 12,26-27).

Carissimi commissari, davanti a Dio, che vi ha concesso questa missione, è importante presentarsi come incenso a lui gradito. In questo senso, è doveroso tenere sempre in considerazione che dietro le realtà materiali che passano tra le nostre mani e di cui siamo soltanto amministratori, ci sono nomi concreti e persone che per amore a Dio ripongono in noi la loro fiducia. Come vi dicevo tre anni fa: “Sono certo che come Congregazione e come Custodia e Commissari possiamo avere ben presente la scena di Gesù che loda la povera vedova che mette tutto quello che ha nel tesoro del tempio, e per questo viene lodata”.

Infine, carissimi fratelli, vorrei che facessimo memoria di tutti coloro che durante questi sei secoli hanno sostenuto quest’opera con sollecitudine: il Signore doni loro la ricompensa promessa ai servi fedeli del Vangelo.

Vi rinnovo la riconoscenza per il vostro prezioso servizio e vi incoraggio a continuare senza mai stancarvi di fare il bene. Come ambasciatori dei Luoghi Santi, ringraziate personalmente a nome della Chiesa tutti i benefattori della Terra Santa. Fatevi voce viva del Santo Padre verso tutti coloro che, in diversi modi, continuano l’opera iniziata dall’Apostolo Paolo e permettono la realizzazione della missione affidata dal Signore e confermata dai Successori di Pietro al Poverello d’Assisi e ai suoi figli.

Accompagno i vostri passi e la vostra missione con la mia preghiera e invoco su ciascuno di voi abbondanti doni celesti

 

Leonardo Card. Sandri
Prefetto