
“Un gesto semplice, ma ricco di speranza”. Sono queste le parole con cui il Custode di Terra Santa, fr. Francesco Ielpo, ha commentato la posa della prima pietra della futura cappella polacca nel Campo dei Pastori a Betlemme, lì dove gli angeli annunciarono la nascita di Gesù. Il nuovo luogo di preghiera dedicato a San Giuseppe arricchisce il complesso delle cappelle delle nazioni con quella di uno dei Paesi più radicati nella fede cattolica. Quella Polonia rappresentata per l’occasione dal cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, invitato a presiedere l’evento.
Nel suo discorso, il Padre Custode ha voluto sottolineare il forte legame tra Varsavia e la Terra Santa e il profondo significato di avere scelto che questa cappella fosse dedicata al padre putativo di Cristo. Nella sua discrezione, costante in tutti i racconti evangelici, San Giuseppe si è reso “custode della Sacra Famiglia, uomo del silenzio e dell'ascolto”, capace di accogliere il progetto di Dio “con umiltà e coraggio”. Un uomo che ha accettato ciò che Dio aveva deciso per lui e lo ha testimoniato non con le parole, ma con la sua intera esistenza.
Proprio sull’esempio del Santo del silenzio, la cappella diventa così simbolo concreto e testimonianza oggettiva della fede cattolica. Con la posa della prima pietra, con la sua capsula del tempo che custodisce l’atto di nascita e le firme dei presenti, la Terra Santa si arricchisce di un nuovo luogo di preghiera e di accoglienza. Una cappella per la comunità locale e per i pellegrini che, si spera, presto torneranno di nuovo a visitare i luoghi del Vangelo. Confidando in quella pace “di cui oggi il mondo e questa Terra hanno così profondamente bisogno”, ha ricordato fr. Ielpo, e per la quale servono “umiltà e coraggio”. Le due caratteristiche che hanno contraddistinto la vita di San Giuseppe, alla cui intercessione, il Custode ha affidato la nuova costruzione che rafforza l’unione tra la Chiesa polacca e i luoghi di Gesù Cristo.
Lorenzo Vita
