Fra Pierbattista Pizzaballa si è recato alla prigione di Nazareth

Il padre Custode, fra Pierbattista Pizzaballa, ha incontrato oggi, lunedì 6 marzo, i componenti della famiglia autrice dell’attentato nella Basilica di Nazareth (sera del 3 marzo). “Mi sono chiesto ciò che era da fare. – ha detto il Custode – Ho esitato.

La pressione dei mass-media mi infastidiva: vogliono fare di tutto uno spettacolo. Ma volevo incontrare questa famiglia per ascoltarla, cercare di capire, perdonarla. Penso che, in quanto responsabili dei Luoghi Santi, abbiamo anche la responsabilità di manifestare un’attitudine ed uno stile cristiano. E la voce della pace è quella del perdono. Le Letture della Messa del giorno, ci dicono (dal Libro del Levitico, 19, 11-18) ‘non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello’; e nel Vangelo di oggi (Mt 25, 31-46), ‘ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi piccoli, è a me che l’avete fatto’, mi hanno confortato nel fare ciò che il Signore aspettava che noi facessimo”. L’incontro è avvenuto al posto di polizia di Nazareth, dove la coppia con la loro figlia, è tenuta in arresto. La pressione mediatica era tale che il padre Custode ha potuto vederli in privato solo per qualche minuto.

Alla domanda: “Perché un attentato contro una chiesa, e per la seconda volta (a Betlemme, due anni fa)”, il Custode non può rispondere altro che “Non lo sanno spiegare. Lei (Violette Habibi) insiste a dire di essere cristiana. E’ una famiglia in difficoltà – continua il Custode – lacerata dal fatto che uno dei loro figli le è stato tolto dai servizi sociali. Si tratta veramente di povera gente. Mi hanno commosso molto.

Hanno chiesto perdono per ciò che hanno fatto e ho accordato loro questo perdono”.

Informazione raccolta da MAB