
29 marzo 2026
Domenica delle Palme
Fr. Claudio Bottini
Il Signore vi dia pace.
Sono padre Giovanni Claudio Bottini dello studio biblico francescano e vi parlo dal santuario della flagellazione di Gesù sulla Via Dolorosa a Gerusalemme.
Se la Quaresima è per noi un cammino con Gesù verso la Pasqua, il Vangelo appena ascoltato ci ha condotti spiritualmente a pochi chilometri della città santa, la città del compimento. Presi per mano dal racconto dell'Evangelista San Matteo ci troviamo a Betfage sul fianco orientale del Monte degli Ulivi. Si tratta del brano proclamato all'inizio della liturgia della Domenica delle Palme, per la messa oggi è prevista infatti la lettura della passione secondo Matteo.
Il Vangelo proclamato ci fa presenti a ciò che Gesù fece in quel giorno unico, tanto singolare che tutta la tradizione evangelica lo riferisce con gli stessi elementi. Gesù si presenta come il re umile e povero, coerente con tutto ciò che fin qui ha detto e fatto. Il re messia entra nella sua città per questo acclamato come il figlio di Davide, il profeta di Nazareth e di Galilea. Non seduto sul cavallo dei potenti e dei ricchi, l'asino e il puledro ricordano la cavalcatura dei padri di Israele. Tanti brani biblici compreso quello di Zaccaria 9, 9 citato nel racconto. E i discepoli, questi come caratteristico di Matteo fanno puntualmente ciò che Gesù ha ordinato e stanno con lui il Maestro e Signore.
Con la consueta formula di commento Matteo poi afferma che in questo episodio della vita di Gesù si compiono le profezie sul Messia “Questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto dal profeta: ecco a te viene il tuo re mite seduto su un asino e su un puledro”. L'evangelista prepara così il lettore o ascoltatore del Vangelo all'umiliazione cui andrà incontro Gesù il Messia durante la sua passione.
L'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme è la manifestazione della venuta del Regno di Dio di cui lui è la personificazione. Gesù viene a realizzarlo con la sua Pasqua di morte e risurrezione, per questo è acclamato come colui che porta la salvezza: Osanna significa appunto ‘oh sì donaci la salvezza’. Molto bello ricordare che questo grido con l'acclamazione “Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Osanna nel più alto dei cieli!” fiorisce in ogni messa sulle labbra dei fedeli nel santo della liturgia eucaristica come solenne introduzione al memoriale della Pasqua di Gesù.
Papa Benedetto XVI di venerata memoria ha scritto “La Chiesa saluta il Signore nella santa eucaristia come colui che viene ora, che è entrato in mezzo ad essa e al contempo lo saluta come colui che rimane sempre il veniente e ci prepara alla sua venuta”. Fin qui il Papa.
Chi vi parla da Gerusalemme non può non pensare alla celebrazione solenne e pubblica che vi si svolge oggi pomeriggio. Tutta la Chiesa di Gerusalemme, Patriarca, vescovi, francescani, sacerdoti, fedeli locali e pellegrini provenienti dalla terra santa e da varie parti del mondo, quest'anno purtroppo molto pochi, si raccoglie oggi non solo idealmente ma fisicamente presso il santuario di Betfage per rivivere l'ingresso messianico di Gesù narrato da tutti i Vangeli.
Celebrato il rito della benedizione delle palme inizia una lunghissima processione allietata da canti e preghiere che sale il Monte degli Olivi e ne ridiscende attraversando il cedro per risalire e entrare nella città santa. E qui nel vasto cortile che racchiude i veneranti resti della piscina probatica e la chiesa medievale di Sant'Anna, il Patriarca rivolge la sua parola e benedice tutti con una reliquia della Santa Croce.
Questo l'augurio per voi amiche e amici in ascolto e per me: possa la Settimana Santa alla quale questa Domenica delle Palme dà inizio, disporci a celebrare con gioia e con frutto il mistero pasquale di Gesù nostra Pasqua nel tempo e nell'eternità.
Pace e bene da Gerusalemme.
