
26 marzo 2026
V Giovedì di Quaresima
Fr. Amjad Sabbara
È questa parola che Gesù cerca di darla un altro nome dalla previsione sua, della sua vita, che è la Pasqua. Perché la morte non è più con Gesù, è l'ultima parola per l'uomo. Ma è il passaggio da una realtà a un'altra realtà. La morte che parla e finisce con la vita limitata, che passa alla vita eterna e immortale.
Noi sappiamo che, come anche al tempo di Gesù e anche nel nostro tempo in cui viviamo attualmente, l'uomo non guarda in questa realtà qua, cerca di vedere che la verità più logica è la morte. Allora non vede oltre. Ma noi dobbiamo veramente saperci fidare della parola di Gesù, come il popolo si è fidato della parola di Mosè quando è uscito dall'Egitto, ha passato il Mar Rosso e lì ha capito che nel passaggio di questo Mar Rosso, fidandosi della parola di Mosè, ha oltrepassato dalla schiavitù alla libertà, dalla realtà limitata alla realtà promessa da Dio, data a noi.
E questo non solamente il popolo di Israele ha spermentato. Noi abbiamo anche il nostro fondatore, San Francesco, che ha sperimentato e ha capito che nell'incontro con Gesù e osservando la sua parola, noi possiamo sperimentare la vita e avere anche una nuova visione, un nuovo orizzonte per la vita quotidiana. Per questo vediamo San Francesco che si è riconciliato con tutto, con tutte le creature, con tutta la creazione e ha fatto questo cantico delle creature in cui loda tutte queste realtà che in cui si incontra ogni giorno.
E alla fine ha saputo dire che la morte è sorella perché ci permette di incontrarsi con la persona che noi amiamo in questa terra e noi cerchiamo anche di incontrarsi con lui. E la sorella morte ci apre questa porta all'incontro con questo divino reale e di Gesù con tutti i santi che oltrepassiamo in quella realtà là. E noi come quest'anno anche celebriamo gli 800 anni della morte di San Francesco e quello che noi dobbiamo veramente meditare, che dobbiamo veramente crescere è nel capire che la morte non è più una parola che finisce la nostra vita ma una Pasqua che oltrepassiamo e viviamo questa realtà.
Allora in questa realtà qua noi siamo tutti chiamati a non tirare i sassi perché i farisei, gli scribi non hanno capito questa parola di Gesù e hanno pensato che Gesù sta uscendo fuori strada. Hanno pensato che nel tirare i sassi finiscono con questa persona qua. Ma cosa ha fatto Gesù in quel momento? Si è nascosto e dopo è uscito dal tempio.
Allora questo momento qua nella nostra meditazione durante questa quaresima è vivere questo nascondimento di Gesù. Nascondersi non vuol dire scappare o ritirarsi da questa realtà qua ma saper meditare su questa realtà perché anche se il mondo non capisce attualmente noi capiremo un giorno, ma chi ci farà capire, chi ci farà intendere? Il nascondimento. Allora in questa quaresima ci vuole la preghiera personale, la meditazione e far crescere questa realtà che è il momento vero, è il momento anche giusto che sarà svelato questa realtà qua.
Prima per noi e cerchiamo anche di dimostrarlo per gli altri. E questa è l'esperienza che noi dando questa realtà qua nella realtà con tutti i santi che noi cerchiamo di conoscere e noi vivremo anche questa realtà qua della santità vera nella nostra vita. Allora approfittiamo in questa quaresima di capire meglio questa realtà qua della Pasqua e che ci faccia diventare capaci di crescere con Gesù di capire le sue parole e che facciamo da queste sue parole una nuova cultura personale e cerchiamo anche di viverla qua anche con gli altri.
Allora da questo luogo così santo che è la Basilica dell'Annunciazione vi mandiamo i nostri migliori saluti e i nostri migliori auguri perché come il bambino che è cresciuto in grazia e sapienza questa località che diventa questa quaresima una scuola nella crescita della sapienza divina e nella grazia divina e così possiamo anche sapere essere i suoi discepoli nella nostra vita.
