
22 febbraio 2026
I Domenica di Quaresima
Fr. Matteo Munari
Pace e bene da fra Matteo Munari dal convento della Flagellazione a Gerusalemme.
Nel Vangelo della I domenica di Quaresima (A) ascoltiamo il racconto delle tentazioni secondo Mt. Dopo il battesimo nel fiume Giordano, Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto montagnoso della Giudea per essere tentato. Lo Spirito conduce Gesù ma il tentatore è il diavolo. Ciò significa che nella vita la tentazione è vista dal Signore come un’utile esperienza che ci fa crescere nella fedeltà, mentre dal diavolo è vista come un’occasione per separarci dal Padre celeste per distruggerci. Ognuna delle tentazioni, infatti, attraverso un sottile sarcasmo, mira a distruggere la nostra relazione di figli con il Padre che è in cielo.
La prima tentazione gioca in modo sarcastico sull’affermazione di Giovanni Battista rivolta ai farisei e ai sadducei nel luogo del battesimo: Mt 3,9 e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Il diavolo quindi intende: se Dio può far sorgere figli di Abramo dalle pietre, il figlio di Dio potrà almeno far sorgere pani dalle pietre. La risposta di Gesù, Mt 4,4 Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Dt 8,3) significa che è Dio colui che decide di cosa si nutre l’uomo, non satana che cerca si sostituirsi a lui.
La seconda tentazione, ridicolizza l’affermazione di Giovanni Battista: Mt 3,11 colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali. Giovanni, l’angelo mandato a preparare la via del Signore, non è degno di essere schiavo di Gesù. Se dunque Gesù è rivestito di una tale dignità, che si faccia riconoscere nel luogo più frequentato della Terra Santa, che esca cioè dall’anonimato. Il diavolo cita il Sal 91 che era usato negli esorcismi. Il sarcasmo quindi è questo: vediamo se il figlio di Dio è davvero capace di resistere alla tentazione della popolarità, attraverso la quale tanti uomini si perdono e svendono la propria dignità. Con la sua risposta (Dt 6,16), Gesù ci mostra la trappola da cui dobbiamo guardarci.
Nella terza tentazione, satana cerca di distruggere totalmente la relazione tra il figlio di Dio e il Padre. Egli offre a Gesù proprio quanto il Padre gli ha tolto nella spogliazione dell’incarnazione. Il diavolo scopre qui le carte mostrando che il suo obiettivo principale è quello di sostituirsi a Dio. Si tratta del modo nel quale egli ordinariamente distrugge la vita dell’uomo attraverso la tentazione delle ricchezze e del potere. Gesù anche questa volta ci aiuta a riconoscere il pessimo affare che ci è posto innanzi. L’universo appartiene a Dio e il potere di satana non è che una temporanea illusione. Il Signore ci aiuti a vivere la Quaresima nella luce della sua parola!
Amen
