Vivere la pienezza dell’Amore

Vespri nella commemorazione del transito di Sr. Maria della Trinità

Vivere la pienezza dell’Amore

Carissime sorelle, carissimi fratelli, il Signore vi dia pace!

1. Come ho fatto già lo scorso anno, nella riflessione collocata nel vespro, riprendo un pensiero di Suor Maria della Trinità che si trova nel Colloquio interiore. Si tratta del pensiero 304. Come molti pensieri di Sr. Maria costituisce una sintesi completa di spiritualità della vita cristiana, ma anche della vita consacrata. Mi limito a leggerlo e a fare alcune sottolineature. La voce che parla a Sr. Maria è naturalmente la voce di Gesù che usa l’immagine della stoffa, una immagine evidentemente vicina alla sensibilità femminile, per aiutare a capire come dev’essere la nostra vita.

2. “Quando comprate una stoffa, non guardate solo al colore e al disegno, voi cercate la qualità del tessuto. Anch'io, nelle vostre anime cerco la qualità del tessuto: il suo ordito, è l'ordito delle ore che vi sono date; la sua trama, è ciò con cui avete riempito queste ore. I vostri desideri formano il disegno, e in molte anime obbedienti questo disegno riproduce qualche cosa del mio Volto o del volto ineffabile di mia Madre. Il modo con cui mi servite, la vostra carità, dà il colore. Ma ciò che costituisce il pregio della stoffa è la qualità del tessuto.
Figliola mia, voi mi rallegrate più con la qualità delle vostre offerte che con la quantità, - è la qualità che mi onora”.

3. La stoffa è composta di trama e ordito. L’ordito, dice Gesù a Sr. Maria, è il tempo che vi è dato, la trama è ciò che fate per riempire il tempo che vi è dato. È una descrizione che vale per questa singola giornata come per l’arco di tutta la nostra vita. Il tempo che ci è donato da Dio è l’ordito della nostra vita, il modo in cui noi riempiamo questo tempo, ciò che facciamo in questo tempo, è la trama che noi tessiamo. È una descrizione che ci fa scoprire come la grazia di Dio e la nostra libertà e volontà sono talmente intrecciate da non essere separabili nel tessuto della vita, ma anche di questa singola giornata e di questo singolo attimo in cui ci troviamo.

4. Il tessuto della nostra vita non è però una stoffa a tinta unita, è un tessuto sul quale si trova un disegno. La voce interiore del Signore dice a Sr. Maria che questo disegno è formato dai nostri desideri: “I vostri desideri formano il disegno, e in molte anime obbedienti questo disegno riproduce qualche cosa del mio Volto o del volto ineffabile di mia Madre”. Cosa significa questo? Significa che dobbiamo imparare a educare la nostra capacità di desiderare, perché noi non desideriamo spontaneamente di riprodurre il Volto di Gesù e della Madre sua. È attraverso l’obbedienza: anzitutto a Dio e alla Sua Parola, ma poi anche alle mediazioni concrete di cui Dio si serve (situazioni, eventi, persone) che noi impariamo a desiderare in modo retto e corretto. Non dimentichiamo quel che dice la Lettera agli Ebrei dello stesso Figlio, cioè che “imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” (Eb 5,8-9). Educare i nostri desideri significa imparare a sintonizzare la nostra volontà sulla volontà del Figlio e di Maria, che a loro volta altro non hanno fatto se non sintonizzare la loro volontà sulla volontà del Padre. Ciò è possibile solo restando sempre totalmente docili all’azione dello Spirito. Più i nostri desideri sono in sintonia con quelli di Gesù e Maria e più il loro volto in noi appare in modo preciso; meno i nostri desideri sono in sintonia con quelli di Gesù e Maria e più il loro volto in noi appare sfuocato.

5. Una terza sottolineatura riguarda il colore del tessuto. Il colore, ci ricorda la voce di Gesù che parla a Sr. Maria della Trinità, è dato dal “modo in cui lo serviamo, dalla carità”. È come dire che quando facciamo le cose con poco amore, con poco spirito di gratuità, il volto di Gesù e Maria che noi offriamo è un volto in bianco e nero. Invece quanto più mettiamo amore, gratuità, intensità nel nostro obbedire all’ispirazione e all’azione interiore dello Spirito, tanto più diventiamo una bella icona di Gesù e di Maria, del Figlio e della Madre, attraverso cui chi ci accosta può vedere Dio, incontrarlo.

6. L’ultima sottolineatura riguarda allora la qualità di ciò che facciamo, che è molto più importante della quantità. E la qualità è una caratteristica che riguarda ciascun singolo aspetto del tessuto della nostra vita e della nostra vocazione.
L’ordito, la durata della nostra vita, può essere lunga o breve. Non è questo che importa e non dipende da noi. Il filo con cui Dio tesse l’ordito della nostra vita è sempre e comunque di un valore immenso e incommensurabile. Occorre che sia di valore anche il filo con cui noi tessiamo liberamente la trama. Se le nostre azioni corrispondono a ciò che ci viene chiesto dalla nostra vocazione, a ciò che ci vien chiesto di fare dal Vangelo, dalla Regola e dalle Costituzioni, allora anche il filo che usiamo per tessere la trama sarà di valore. Occorre che sia di buona qualità il disegno, che ci educhiamo cioè a desiderare volentieri ciò che Dio desidera per noi, non a seguire controvoglia la sua volontà. E allora anche la qualità del disegno sarà buona. Infine, occorre che impariamo a mettere un amore forte e profondo in tutto ciò che facciamo, perché sia di buona qualità anche il colore. Se il nostro amore è poco e poco profondo, anche il colore della nostra vita e della nostra vocazione tenderà facilmente a stingersi, a scolorare e potrà perfino scomparire. Se il nostro amore è forte allora l’immagine del Figlio e della Madre non si smarriranno in noi.

7. Chiediamo l’intercessione di Sr. Maria della Trinità, per poter diventare tessuto di buona qualità nel quale all’ordito del tempo che Dio ci dà si intrecci la trama di ciò che noi liberamente scegliamo di fare; tessuto di buona qualità sul quale lo Spirito possa disegnare il volto di Gesù e di Maria grazie alla nostra docilità e obbedienza e lo possa colorare con i colori indelebili della più ardente carità.
Così sia.