Un bambino che accoglie l’intera umanità

Epifania

Is 60,1-6; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12

Eccellenze, carissimi fratelli e sorelle,

il Signore vi dia pace!

  1. Oggi qui a Betlemme, nel luogo in cui è avvenuta la prima Epifania, celebriamo la manifestazione del Signore Gesù. In questa solennità possiamo contemplare la manifestazione di Gesù, figlio di Dio, che si presenta a noi come un bambino. Nella Epifania contempliamo anche la manifestazione della Chiesa come la famiglia che accoglie tutti i popoli della terra. E nella Epifania contempliamo anche la manifestazione della dignità che ha ogni persona umana. Se nel bambino Gesù si manifesta il volto stesso di Dio, si manifesta Dio, questo significa che ogni persona umana ha una dignità unica, straordinaria, grandissima.
  2. In questa solennità noi abbiamo visto in certo qual modo anche due cammini che si incontrano. Noi subito pensiamo al cammino dei Magi venuti dall’Oriente, che hanno probabilmente viaggiato per quasi due anni. Nei nostri presepi e nei quadri li immaginiamo e li raffiguriamo venuti a dorso di cammelli e con animali esotici. I Magi, questi sapienti venuti dall’Oriente sono semplicemente l’immagine di tutta l’umanità di tutti i popoli, che da sempre sono alla ricerca del Bambino nato a Betlemme. Nella solennità dell’Epifania il cammino di ricerca di tutti gli uomini e di tutte le donne di tutti i tempi trova la propria meta davanti alla mangiatoia, davanti al bambino Gesù. E nella solennità dell’Epifania il cammino dell’umanità alla ricerca di Dio si incontra con il cammino di Dio alla ricerca di ciascuno e ciascuna di noi. Dio ha fatto un cammino molto più lungo, molto più impegnativo, molto più costoso del cammino dei Magi. L’apostolo Paolo ci ricorda che per venire incontro a noi il Cristo si è spogliato del suo essere Dio, si è fatto uno di noi (cfr Fil 2) e nel Natale noi lo contempliamo nel volto, nel corpo, nella persona di un bambino. Perciò quando festeggiamo l’Epifania, ricordiamolo: certo noi siamo alla ricerca di Dio ma Dio è alla ricerca di ciascuno di noi ed è disposto a fare un cammino molto più impegnativo di quello che ha fatto ciascuno di noi. E in questo incontro si manifesta la misericordia di Dio nei confronti di ognuno e di ognuna di noi.
  3. Un ultimo pensiero: i Magi vengono portando doni al bambino Gesù, portano oro, incenso e mirra. Portano i doni più preziosi che hanno. Sono doni che poi abbiamo anche interpretato come il riconoscimento del fatto che quel bambino è re (il dono dell’oro), è figlio di Dio (il dono dell’incenso) ed è venuto a dare la vita per noi (il dono della mirra). I magi, nel momento in cui offrono questi doni al bambino Gesù ricevono un dono ancora più grande: il dono che fa quel bambino che accogliendoli li fa diventare figli di Dio. Davanti al bambino Gesù anche ognuno di noi può andare con i doni più belli, più significativi e più preziosi, ma non dimentichiamo che il dono più grande è quello che Gesù stesso ci fa: noi offriamo qualcosa di prezioso, lui ci dona la grazia di poter diventare figli di Dio, di poter partecipare alla vita stessa di Dio.
  1. E allora, concludendo: qual è il modo migliore per celebrare la solennità dell’Epifania? È ricordare che nel bambino Gesù ognuno di noi ha ricevuto una dignità straordinaria. E il bambino Gesù non ci chiede di essere accolto in una bella statuina ma ci chiede di essere accolto in ogni persona che incontriamo, perché da quando lui si è fatto bambino lui si identifica nel volto di ognuno di noi, senza distinzione di popolo, di cultura, di lingua e di nazione e per questo davvero possiamo gioire insieme perché in questa festa ci viene manifestato che siamo un’unica famiglia, la famiglia dei figli di Dio. Amen.