Nel primo pomeriggio di Mercoledì 30 Aprile, presso il monastero delle suore Clarisse a Gerusalemme, si è tenuta l’apertura della fase diocesana della causa di beatificazione della Serva di Dio Suor Maria della Trinità (Luisa Jaques).
Per l’occasione la comunità francescana di Gerusalemme, assieme al Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, si sono riuniti in preghiera presso il convento delle suore Clarisse.

Louisa-Elisa Jaques nacque nel 1901 in Sudafrica, fu una donna segnata da fragilità fisica e profonde crisi spirituali. Di famiglia Calvinista, si convertì al cattolicesimo nel 1928 e trovò compimento alla sua vocazione entrando tra le Clarisse di Gerusalemme nel 1938. Lì visse un’intensa vita mistica, documentata nei suoi scritti spirituali raccolti in “Colloquio interiore”. Morì nel 1942, offrendo la sua vita a Gesù Eucaristia.
La cerimonia è stata presieduta da Mons. William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Erano presenti tutti gli officiali dell’inchiesta: il Delegato Episcopale Mons. Ilario Antoniazzi, il Promotore di Giustizia don Filippo Morlacchi, il Notaio Sr. Marina Fisher e il Vicepostulatore fra Ulise Zarza.
La cerimonia è iniziata alle ore 15.00 con la preghiera dell’Ora Nona, seguita dal canto del Veni Creator. Mons. Shomali ha letto il discorso preparato per l’occasione dal patriarca latino di Gerusalemme, il Card. Pierbattista Pizzaballa, che non ha potuto presiedere la cerimonia come previsto originariamente.

Riportando le parole del patriarca, Mons. Shomali ha sottolineato l’importanza dell’esempio e testimonianza di fede lasciato da Luisa Jaques.
“In questi giorni bui della storia del nostro Paese e dell’umanità, l’esperienza di suor Maria della Trinità è una parola di luce e di speranza. Lei ci sprona ad ancorarci alla vera speranza: Quando << tutte le menti e i cuori sono assorbiti da questa terribile guerra, quanto è buono tendere verso ciò che sta al di là della distruzione e della morte, ciò che solo rimane in eterno, il Signore Dio nostro >>.”
Dopo la lettura della biografia della serva di Dio, il Vicario generale e tutti gli officiali dell’inchiesta hanno prestato giuramento toccando il Vangelo e firmando l’atto. Il Cancelliere ha quindi concluso la lettura e firmato il documento insieme al Notaio.

Al termine della cerimonia l’abbadessa del convento, Sr Maria di Nazareth, ha espresso parole di gratitudine per tutti i religiosi e fedeli presenti. La comunità delle suore clarisse, era presente e ha partecipato attivamente alla cerimonia intonando inni e preghiere da dietro la grata che separa l’esterno dalla clausura.

L'abbadessa del monastero ha infine ricordato la consorella, indicandola come esempio quotidiano di santità per tutta la comunità del monastero e per tutti i fedeli a lei devoti.
“La Serva di Dio Maria della Trinità è stata una sorella come noi, - ha affermato Sr Maria di Nazareth - ha professato i voti come noi, ha sentito la voce del Signore e ha seguito la sua chiamata. La sua storia è un incoraggiamento a dire che la nostra vita ha come traguardo la santità e la felicità piena che solo Cristo ci promette. L'unione con Cristo è il traguardo verso il quale tutti noi siamo in cammino.”

Lucia Borgato
