
Per la famiglia francescana, la memoria liturgica di Santa Chiara d'Assisi è un momento speciale. La donna che scelse di seguire San Francesco, di condividerne l’ideale della povertà radicale, di vivere nella clausura e nella contemplazione e di dare vita alle Povere Dame, rappresenta un pilastro di tutta la comunità legata al Poverello d’Assisi. E martedì 11 agosto, la Custodia di Terra Santa ha voluto celebrare la festa che ricorda la Santa nel monastero delle Clarisse di Gerusalemme con la Santa Messa presieduta da mons. William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Insieme alle sorelle del convento, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù (dedicata lo scorso 18 luglio) erano presenti i frati della Custodia di Terra Santa, religiosi, religiose e fedeli di tutta la Chiesa di Gerusalemme. E la celebrazione è stata anche l'occasione per ripercorrere la lunga storia della presenza clariana in Terra Santa, le cui radici affondano già nei primi decenni del movimento francescano. La presenza delle Clarisse, infatti, è attestata già nel XIII secolo a San Giovanni d'Acri, antica capitale del regno crociato. Caduta la città nel 1291, scomparve anche la comunità delle Clarisse che, secondo la tradizione, subirono il martirio condividendo così il destino di tutta la popolazione cristiana. Per secoli, l’Ordine voluto da Santa Chiara e San Francesco scomparve dalla Terra Santa, per ritornare invece stabilmente solo alla fine del XIX secolo, con il ritorno anche del Patriarcato Latino. Nel 1884 alcune Clarisse francesi giunsero in Terra Santa e nell’arco di alcuni anni fondarono il monastero di Gerusalemme. Un luogo immerso nel quartiere di Talpiot, tra la Città Vecchia e la strada che conduce a Betlemme, e dove ancora oggi le Clarisse conducono una vita di contemplazione forgiata sul carisma francescano.
Una testimonianza fatta di silenzio e di preghiera che ricorda come missione e contemplazione siano entrambe espressioni del Vangelo e della vita di Francesco e Chiara. Mentre i frati della Custodia custodiscono i Luoghi Santi, accolgono i pellegrini e accompagnano i cristiani locali e di tutto il mondo, le Clarisse sostengono quest’opera attraverso la preghiera, l'adorazione e l'intercessione. Una presenza silenziosa ma costante, che da secoli accompagna i fedeli in una terra ferita dalla violenza ma costruita anche sulla speranza. E per questo motivo, nel giorno di Santa Chiara, la Custodia ha reso grazie alle clarisse sottolineando il contributo delle sorelle come parte dell’unica famiglia francescana. Memoria viva e orante di un Ordine che arrivò in Terra Santa con poche decine di sorelle e che da secoli veglia in preghiera sui pellegrini e sui cristiani di Gerusalemme.
Lorenzo Vita
