Natale e Hanukkah: le feste della luce

In Terra Santa, le ultime settimane sono state ricche di incontri tra le comunità ebraiche locali e la Custodia di Terra Santa, vista la concomitanza di tante feste. Le due realtà sono da tempo impegnate in un rapporto di dialogo interreligioso che si esprime anche in piccoli gesti quotidiani. In questo periodo, sono stati soprattutto tre gli incontri che vogliamo ricordare: la due giorni dell'Open House il 19 e 20 novembre, la celebrazione di Hanukkah il 2 dicembre organizzato dalla comunità ebraica Sion e infine la conferenza ad Ain Karem con la comunità locale del 17 dicembre, diventato ormai una tradizione annuale.

Il primo evento dell'Open House ha avuto come protagonisti il convento di San Francesco Ad Coenaculum situato sul Monte Sion e il convento di San Salvatore nella città vecchia di Gerusalemme. Due spazi non abitualmente aperti al pubblico, ma che hanno visto giungere numerosi visitatori interessati a conoscere i conventi e a comprendere lo stile di vita dei frati francescani.
Il secondo evento, in occasione della festa di Hanukkah, si è tenuto presso la sala dell'Immacolata nel convento di San Salvatore a Gerusalemme. La festa ebraica si è celebrata dal 28 novembre al 6 dicembre ed ogni giorno è segnato dall'accensione delle candele dell'Hannukia, il tipico candelabro a nove braccia. "Le luci di Hanukkah ci ricordano i miracoli di Dio, la luce che stiamo attendendo con la nascita del Cristo" ha commentato Fr. Alberto Joan Pari, responsabile del dialogo interreligioso per la Custodia. “In ogni religione c’è un momento in cui una luce arriva. Per noi, è il Cristo, che tra qualche settimana celebreremo nel Natale”. 

Diventata ormai una tradizione consolidata, Ain Karem - quartiere nei sobborghi di Gerusalemme dove la tradizione fa risalire la nascita di Giovanni Battista e la Visitazione di Maria a Elisabetta - ha ospitato, ancora una volta, la conferenza annuale su Hanukkah e Natale che si è tenuta venerdì 17 dicembre. Il Custode Fr. Francesco Patton ha dato il benvenuto ai partecipanti ricordando che in un tempo in cui stiamo vivendo una crisi pandemica ma anche una crisi ecologica è importante saper generare speranza e attingere anche alle proprie tradizioni religiose l’impegno per trasmettere speranza. "È sempre un evento lieto, diventato ormai una tradizione consolidata e attesa" ha commentato Alon Orion, capo del Consiglio comunale di Ain Karem. "Abbiamo iniziato questi eventi in occasione della nascita di Giovanni Battista, ma l'amicizia e l'apertura e l'accoglienza francescana lo hanno fatto diventare un punto fermo per la nostra comunità. Questi incontri sono un'ottima opportunità nella quale le persone della comunità locale possono allargare i propri orizzonti, sia culturalmente che umanamente attraverso la conoscenza diretta dei francescani".

Un programma culturalmente nutrito, che ha visto l'avvicendarsi di diversi relatori che hanno approfondito alcuni aspetti della festa di Hanukkah quali i giochi, i canti e i poemi. 

Fr. Marco Carrara, segretario di Terra Santa ha portato la testimonianza delle tradizioni natalizie e il Rabbino David Pileggi il punto di vista dell'ebraismo messianico. 

"Di solito tendiamo a vivere a distanza, ma in questo luogo possiamo mescolarci e confrontarci per imparare qualcosa di nuovo l'uno dell'altro" ha concluso Orion. "Questo ci aiuta ad essere più uniti e ad esserci di sostegno in ogni aspetto, soprattutto ora, dopo le recenti pressioni che minano la fisionomia urbanistica di questo quartiere, polmone verde nella città di Gerusalemme".

 

 

Giovanni Malaspina