La parrocchia latina di Betlemme a sostegno dei più fragili

Epiphany 2020: parishioners of St. Catherine's in Bethlehem venerate the statue of Baby Jesus, held up by parish priest Br. Rami Asakrieh
Epiphany 2020: parishioners of St. Catherine's in Bethlehem venerate the statue of Baby Jesus, held up by parish priest Br. Rami Asakrieh

Da più di ottocento anni, i frati francescani della Custodia di Terra Santa, oltre a custodire i Luoghi Santi della cristianità, si prendono cura delle “pietre vive” della Terra Santa: i suoi abitanti. In questi tempi di crisi economica mondiale, la parrocchia latina di Betlemme è diventata sempre di più un punto di riferimento per i più fragili. L’ufficio francescano dei servizi sociali, situato nei locali della parrocchia di Santa Caterina alla Natività, rappresenta una fonte di sostegno per tutti coloro che si trovano in difficoltà, che siano parrocchiani latini o di altre confessioni religiose.

Disoccupazione, problemi familiari, povertà: sono alcuni dei disagi con cui devono fare i conti quotidianamente gli abitanti di Betlemme, la città che duemila anni fa diede i natali a Gesù. La città palestinese, su cui già gravava l’isolamento imposto dalla presenza dei checkpoint tutto intorno alla sua area e del muro di separazione dai territori israeliani, ha visto la propria situazione economica aggravarsi ulteriormente con la pandemia di Covid-19. A questo si aggiunge un sistema sanitario pubblico molto carente, nella gamma dei servizi forniti e nel numero limitato di prestazioni sanitarie offerte.

“Come parroco, sono il direttore dell’ufficio dei servizi sociali e cerco di capire le motivazioni per cui le persone vengono a chiedere aiuto, per poi indirizzarle dove è meglio per loro  - spiega Fr. Rami Askarieh, parroco della chiesa latina di Santa Caterina a Betlemme -. La responsabile del nostro ufficio parrocchiale, dedicato ai servizi sociali, è un’operatrice sociale, suor Rosalia, che incontra fisicamente le persone una volta alla settimana e due volte telefonicamente”.

Specializzato in counseling, il parroco conosce molte delle situazioni di disagio in cui versano coloro che chiedono aiuto. Per rispondere alle richieste, Fr. Rami cerca anche di collaborare con altri uffici dedicati ai servizi sociali che si trovano a Betlemme: quello della ong Pro Terra Sancta, quello dell’ufficio del Patriarcato Latino, quello della casa di bambini orfani “La Crèche", etc.

“Incontriamo persone con storie molto difficili, perché, soprattutto a causa del Coronavirus, molti hanno perso il lavoro - spiega Fr. Rami -. Ad esempio, coloro che si occupavano di turismo o erano artigiani che producevano oggetti di legno di ulivo, oggi non riescono più a vendere nulla e sono rimasti con poche risorse economiche. Hanno bisogno di tutto: medicine, alimenti, latte per i bambini. Così, noi facciamo in modo che possano recarsi al supermercato e in farmacia, facendoci poi carico di coprire i costi. Valutiamo anche la possibilità di restauri in alcune case dei cristiani locali, come nel caso di una famiglia in difficoltà, composta da sette persone, che era in contatto con la parrocchia. Vivevano in due stanze, ma c’era un’area abitabile al piano inferiore non utilizzata, che abbiamo così deciso di rimettere a nuovo”.

La parrocchia latina di Betlemme, dunque, si impegna molto per sostenere il restauro delle case dei cristiani locali, insieme con la Franciscan Foundation for the Holy Land e Pro Terra Sancta, che opera anche su altri progetti sociali a lungo termine.

A Betlemme c’è anche la Società Antoniana, centro di assistenza agli anziani, dove il parroco di Betlemme celebra la messa e segue periodicamente l’andamento delle attività. Per i bambini e ragazzi che vivono situazioni di disagio familiare, la Custodia di Terra Santa a Betlemme ha un luogo dedicato: la Casa del Fanciullo.

La parrocchia di Betlemme può contare anche sulla Commissione Francescana della famiglia, un ufficio parrocchiale gestito da una religiosa, che si occupa di progetti di solidarietà e della pastorale di accompagnamento per le coppie di futuri sposi.

La formazione è un tema fondamentale, su cui costruire il futuro, secondo il parroco di Betlemme. “Per questo ho avuto l’idea di creare un centro di formazione umana - spiega Fr. Rami -. Sarà collocato in alcuni locali vicino alla parrocchia di Betlemme, che sono ancora da ristrutturare. Al primo piano si troveranno una clinica per cure di prima necessità, uffici di accoglienza e magazzini per cibo, vestiti e medicine. Al secondo piano si troverà un luogo per la formazione umana e cristiana e un piccolo studio per produrre contenuti per i nostri media”. Fr. Rami è deciso a continuare questa opera a favore degli abitanti locali, sperando di poter contare anche sul sostegno dei parrocchiani e dei fedeli di tutto il mondo. “Credo che il mio lavoro come parroco comprenda diversi aspetti, non solo quello di amministrare i sacramenti - conclude -. Il mio è un lavoro di accoglienza, di sostegno ai più deboli”.

 

 

Beatrice Guarrera