
Lo studentato francescano internazionale di Gerusalemme accoglie frati in formazione da diverse province francescane del mondo oltre ai frati della Custodia di Terra Santa.
Nello Studentato di San Salvatore ci sono 41 frati provenienti da entità diverse dall'Ordine: Angola, Congo, Brasile, Ghana, Guinea Bissau, Indonesia, Kazakistan, Libano, Messico, Mozambico, Nicaragua, Nigeria, Panama, Perù, Siria, Timor Est, Togo. Nelle case di formazione di Gerusalemme ed Ain Karem ci sono un totale di 61 frati in formazione.
Questi giovani si inseriscono nel percorso formativo che offre la Custodia e si preparano alla professione solenne e di poi ai ministeri ordinati (diaconato e sacerdozio).
Dall’amore per i luoghi santi che nasce dal percorso di studi fatto, una parte dei frati rimane a servire i santuari della Terra Santa, mentre altri tornano alle loro Province religiose di origine e spesso svolgono il servizio di Commissario di Terra Santa promuovendo i pellegrinaggi e la conoscenza della terra di Gesù.
Ci sono due immagini che accompagnano una comunità di frati così variegata e multietnica: è quella della Torre di Babele e della Pentecoste. Vivere in un ambiente multiculturale e multilingue è una sfida, non sempre è facile, vi sono mentalità completamente diverse. La stessa concezione di Dio può essere diversa, cioè il modo di concepire la divinità, di entrare in rapporto con il Signore.
Allo stesso tempo la ricerca di relazioni autentiche, che aiutano a vivere una Pentecoste, un incontro, una condivisione di percorsi fede.
Una delle barriere che potrebbe rendere la comunicazione meno efficace è l’uso della lingua comune italiana che viene impiegata nella preghiera, nello studio, nella vita fraterna. È un ostacolo molto concreto perché nessuno dei giovani frati è di madrelingua italiana.
Anche il cibo può essere una grande sfida e la capacità di adattamento non sempre è scontata. Anche vivere ora, in questo momento così particolare in Terra Santa, influenza la vita dei giovani frati, le stesse lezioni scolastiche sono, a volte, tenute online.
Per molti, però, la situazione non è molto diversa da quella dei loro paesi di origine. Per quelli, invece che per la prima volta si trovano a vivere una zona di guerra, con allarmi e detonazioni durante il giorno e la notte, è stato psicologicamente molto impattante.
Fortunatamente, negli ultimi tempi dopo la tregua si sono riattivate le attività di apostolato, nelle parrocchie, nella visita agli anziani e ammalati della città vecchia di Gerusalemme. È stato riattivato il servizio nei diversi santuari, soprattutto il Santo Sepolcro che è stato chiuso per diversi giorni.
Sono riprese anche le escursioni biblico-archeologiche. Infatti, negli anni di studio, oltre alle materie teologiche, lo Studio Teologico gerosolimitano (Studium Theologicum Jerosolymitanum - STJ) offre esperienze di conoscenza della Terra Santa attraverso escursioni che ogni anno fanno conoscere una parte della terra biblica.
In quest’aria di rinascita alla vita ordinaria, si è realizzata l'escursione in Giordania. Ventidue frati professi solenni che si stanno preparando ai ministeri ordinati e due formatori hanno percorso le strade della Giordania: Petra, Wadi Rum, Monte Nebo Um Rasas, Ashlun, Gedara, Gerash. È stato un momento intenso di fraternità e di spiritualità. Sono stati visitati soprattutto i luoghi santi e in modo particolare le chiese antiche dove hanno vissuto e pregato i primi cristiani.
È stato un momento di condivisione del vissuto, di ciò che è stato sperimentato in questo periodo di guerra, avendo l’opportunità di rilassarsi e distaccarsi dalla città di Gerusalemme. Un'esperienza profonda e arricchente in cui si è tornati a sperimentare la liberà di spostamento e la necessaria pausa in questo tempo di tensione.
