Gerusalemme - Anche quest’anno, nel cuore del mese di Ramadan, alcuni frati della Custodia di Terra Santa insieme ad amici ebrei della comunità di Kehilat Zion hanno rinnovato un piccolo ma significativo gesto di fraternità: distribuire acqua e datteri ai musulmani pochi minuti prima dell’iftar, il momento che segna ogni sera la fine del digiuno.
Si tratta di un’iniziativa che negli anni è diventata un segno concreto nell’ambito delle attività di dialogo interreligioso. Pochi gesti semplici - una bottiglietta d’acqua, qualche dattero, un sorriso - che però racchiudono un messaggio forte: anche in una terra segnata da tensioni e divisioni, è possibile incontrarsi come fratelli e sorelle.
Come spesso accade a Gerusalemme, anche quest’anno il contesto non è stato semplice. Proprio nei primi giorni di Ramadan è infatti scoppiata la guerra con l’Iran, creando una situazione di forte incertezza e precarietà. Per questo motivo, dopo la distribuzione nella prima settimana, l’iniziativa si è dovuta fermare.
Oggi, però, approfittando di alcune ore di relativa tranquillità, senza allarmi né sirene, un piccolo gruppo di frati e amici ebrei ha deciso di tornare per strada e riproporre questo gesto di vicinanza.
È stato un momento semplice ma profondamente sentito. Le persone che si avvicinavano per ricevere acqua e datteri - lavoratori che rientravano a casa, passanti, famiglie - hanno accolto il gesto con gratitudine.
Molti hanno ringraziato, alcuni hanno benedetto chi offriva quel piccolo dono, altri ancora hanno espresso un augurio che risuonava sempre uguale: Alsalam lihadhih al'ard walijamie sukaaniha
(pace per questa terra e per tutti i suoi abitanti).
In un tempo segnato dalla paura e dall’incertezza, quel breve momento condiviso prima dell’iftar è diventato così un segno concreto di speranza. Un gesto piccolo, ma capace di ricordare che il dialogo non è fatto solo di incontri ufficiali o di grandi dichiarazioni, bensì di relazioni quotidiane, di gesti di attenzione reciproca e di fraternità vissuta.
E mentre il sole tramontava e il digiuno veniva spezzato, tra datteri condivisi e parole di pace, per qualche istante è sembrato possibile intravedere ciò che tanti, in questa terra, continuano a desiderare e a pregare: un futuro in cui persone di fedi diverse possano vivere insieme nella reciproca stima e nella pace.
Fr. Alberto Pari
