
Un primo segnale di speranza. Un primo ritorno alla normalità in una terra che spera di riabbracciare le migliaia di pellegrini che un tempo animavano Gerusalemme e i Luoghi Santi. A lanciare questo messaggio è stato un gruppo di viaggiatori spagnoli arrivato dalla provincia di Ciudad Real e di Siviglia. Cinquanta persone che hanno scelto di tornare sui luoghi del Vangelo guidati da fr. Luis Quintana, Vice Commissario di Terra Santa per la Spagna. “È stata davvero una grande gioia” ha commentato il padre parlando del suo ritorno in questi luoghi. “Siamo stati il gruppo pioniere dopo la prima fase della pandemia. Poi, quando è passato il Covid-19, siamo stati anche il primo gruppo dopo la prima parte della guerra. Siamo il ‘gruppo del ritorno’. Ma con gioia e ottimismo, perché crediamo e preghiamo affinché, a poco a poco, torni la pace. Siamo davvero molto contenti e non vediamo l'ora che si possa tornare a fare i pellegrinaggi”.
In una settimana, il gruppo di cittadini spagnoli ha potuto visitare tutti i luoghi tradizionali dei pellegrinaggi in Terra Santa. “Siamo potuti andare dappertutto: Gerusalemme, Nazaret, Cana, Haifa, i luoghi del Mare di Galilea, da quello della Moltiplicazione dei pani e dei pesci al Primato di San Pietro, Cafarnao, il Monte Tabor, Magdala, Gerico, Qasr al-Yahud per il battesimo del Signore. Insomma, non c'è stato alcun posto che non abbiamo potuto visitare” ha commentato Quintana. E tra i vari siti visitati dai pellegrini provenienti dalla Spagna ci sono stati anche posti in più rispetto ad altre occasioni, dalla Dormizione di Maria, che a volte era chiusa, a Qasr al-Yahud sul fiume Giordano.
A chi desidera di tornare in Terra Santa, fr. Quintana lancia un messaggio chiaro: “Fatevi coraggio e fidatevi del Commissariato di Terra Santa perché siamo il canale ufficiale della Santa Sede per coordinare i pellegrinaggi. Siamo in contatto diretto con la Custodia e disponiamo di canali ufficiali, oltre che di informazioni reali e veritiere. I frati della Custodia ci hanno accolto a braccia aperte. Quindi, che i pellegrini si fidino di noi: se diciamo che si può andare, è perché si può andare davvero”. Il coraggio è lo stesso che chiede Manuel, uno dei membri del gruppo partito da Ciudad Real. “Cosa direi a chi vuole visitare la Terra Santa? Che non ci pensi due volte: credo anzi che sia il momento ideale perché non ci sono le folle di un tempo e tutto risulta più accogliente” dice. “Nella mia vita, ormai un po' lunga visto che ho 73 anni, ho fatto diversi viaggi e vari pellegrinaggi. Il mio sentimento in questo viaggio però è stato molto diverso da tutto ciò che ho vissuto in passato: in ogni luogo ho sentito maggiormente la fede” ha continuato Manuel.
Il viaggio di questo gruppo può essere davvero un primo segnale di fiducia in una Terra Santa che ha bisogno che i cristiani tornino da tutto il mondo come negli anni passati. “Credo che possa essere un segno di speranza, certamente, sia per i pellegrini che per gli abitanti del posto” spiega fr. Quintana, che annuncia che dalla Spagna hanno già in programma altri viaggi nei prossimi mesi. Molta gente inizia già a chiedere informazioni, in tanti sono già iscritti e sperano di partire il prima possibile. E, come racconta Manuel dopo il suo ritorno in Europa, “è un viaggio che lascia sensazioni profondissime. Il luogo che mi ha colpito di più il cuore e la fede è stato il Santo Sepolcro, ma tutto, proprio tutto, lascia un segno profondo”.
Lorenzo Vita
foto per gentile concessione di Comisario de Tierra Santa - Madrid - Spagna. Provincia Immacolata Concezione
