Cafarnao: la festa della presenza, della predicazione e dei prodigi

Cafarnao è il luogo conosciuto anche come la "città di Gesù". Sabato 10 Ottobre le sue porte si sono aperte per ricevere Fr. Francesco Patton, Custode di Terra Santa, frati francescani e pochi partecipanti; tutti riuniti sulle rive del lago dove Gesù visse parte della sua vita pubblica.

Fr. FRANCESCO PATTON,ofm
Custode di Terra Santa
Qui a Cafarnao, Gesù educa alla fede, prima di tutto perché predica, annuncia la parola di Dio, e quindi chi ascolta la parola di Gesù, sente nascere dentro il proprio cuore questo desiderio di fidarsi di Lui, questo desiderio di affidarsi a Lui e di conseguenza anche questo desiderio di credere non solo in ciò che dice ma nella sua persona; questa è la fede, è una relazione personale.
E da questa fede poi nascono tutta una serie di conseguenze. Sappiamo che qui a Cafarnao, Gesù opera molti prodigi; di fatto la festa che noi celebriamo, è quella della presenza, della predicazione e dei prodigi che Gesù ha operato a Cafarnao.

Il pellegrinaggio, a numero chiuso a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus, ha visto la partecipazione di Mons. Girelli, Nunzio Apostolico in Israele, oltre che a sacerdoti di varie comunità religiose in Terra Santa.

Nell’Omelia Fr. Francesco Patton ha evidenziato alcuni aspetti della predicazione di Gesù in riva al lago, nella Sinagoga e nella casa di Pietro. Ha inoltre parlato dei miracoli che Gesù ha compiuto: “Questi prodigi nascono a volte per suscitare la fede, per incoraggiare a credere; a volte questi prodigi invece sono in qualche modo possibili, solo se uno crede in Lui; ad esempio quello della pesca miracolosa, o quello del centurione, che viene da Gesù per la guarigione del proprio servo, o quello della Resurrezione della figlia di Giairo, il capo della Sinagoga, o ancora quella donna che era afflitta da emorragia. Quindi - ha continuato il Custode - la fede fa nascere, permette a Gesù di operare i miracoli e al tempo stesso i miracoli di Gesù rafforzano la fede nelle persone, che capiscono che attraverso di Lui , Dio è presente, il regno di Dio è presente e accogliendo Lui , si accoglie Dio e il suo regno”

Il Custode di Terra Santa ha presieduto la Solenne Eucarestia a pochi metri dalla Sinagoga dove Gesù si presentò come “Pane vivo”. “Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. (Gv 6, 35)

Al termine della Messa tutti si sono recati in processione tra le rovine dell'Antica Cafarnao. La città di Gesù, che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini da tutto il mondo, oggi è chiusa a causa della Pandemia. Ma da questo Luogo Santo parte comunque un messaggio di speranza.

Fr. FRANCESCO PATTON,ofm
Custode di Terra Santa
Ma la più grande lezione è di imparare a fidarsi di Gesù. Poi un’altra lezione che viene a noi in tempo di Coronavirus è quella dell’esistenza di un virus più pericoloso del Covid, quello dell’indifferenza reciproca, il virus della mancanza di fiducia, di amore. Lo stesso Papa Francesco nella sua ultima Enciclica, “Fratelli Tutti”, l’ha sottolineato ed evidenziato.
Cafarnao ci dice che dobbiamo chiedere di essere guariti non solo dai mali fisici ma soprattutto da questi mali interiori e questi mali che vanno a toccare la nostra capacità di entrare in relazione uni con gli altri e anche con Dio
 

 

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