Conventi
Santuari
Contatti
Faq
Dona ora

Festa della Trasfigurazione del Signore - Monte Tabor, 6 agosto 2026

Omelia del Custode di Terra Santa, Fr. Francesco Ielpo



Cari fratelli e sorelle,

il Signore vi doni la sua pace!

Celebrare la Trasfigurazione qui, sul Monte Tabor, è una grazia particolare. Questo monte ci ricorda che Dio entra nella nostra storia e, per un istante, apre il velo che nasconde il mistero di Cristo.

Il Vangelo ci racconta che Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni su questo alto monte. Qui il suo volto diventa splendente come il sole e le sue vesti candide come la luce. I discepoli vedono ciò che normalmente rimane nascosto: Gesù non è soltanto il Maestro di Nazaret, non è soltanto un profeta. È il Figlio di Dio.

Infatti, il centro del racconto non è la luce, non è la nube, non è nemmeno Mosè ed Elia. Il centro è la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!» È questa l’unica parola che il Padre pronuncia nel Vangelo. Non dice: ammiratelo. Non dice: costruite qui tre tende. Dice semplicemente: ascoltatelo. 

Perché il rischio dei discepoli è lo stesso che abbiamo anche noi: fermarci alla bellezza di una esperienza e dimenticare il cammino che porta a Gerusalemme. Infatti, Pietro vorrebbe rimanere sul monte. Vorrebbe trattenere quella luce. Ma Gesù non è venuto per restare sul Tabor. Dal Tabor bisogna scendere. Davanti a Lui c’è ancora Gerusalemme, c’è la passione, c’è la croce.

La Trasfigurazione non elimina la croce ma la illumina.

Il Padre mostra ai discepoli la gloria del Figlio perché, quando lo vedranno “sfigurato” sul Calvario, ricordino il volto “trasfigurato” del Tabor e non perdano la fede. Lo stesso Gesù che oggi appare luminoso sarà il Servo sofferente che dona la vita per noi.

Anche la nostra vita conosce il Tabor e il Calvario. Ci sono giorni di luce e giorni di fatica, momenti di consolazione e momenti in cui Dio sembra tacere. La festa di oggi ci ricorda che la luce di Cristo è più vera delle nostre oscurità. La gloria che oggi contempliamo è la meta verso cui siamo incamminati.

La Trasfigurazione di Cristo anticipa la nostra. Il Signore non ci promette una vita senza croci, ma una vita trasfigurata dall’amore. Ogni volta che ascoltiamo la sua Parola, ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, ogni volta che perdoniamo, serviamo e amiamo, la luce del Tabor comincia già a risplendere dentro di noi e intorno a noi. Non siamo chiamati a costruire tende sul Tabor, ma a portare la luce del Tabor nelle valli della vita quotidiana.

Fra poco scenderemo da questo monte. Torneremo alle nostre case, alle nostre comunità, ai nostri impegni, forse anche alle nostre preoccupazioni. Ma torneremo alla nostra quotidianità con la luce del Tabor nei nostri occhi e con la certezza che il volto glorioso di Cristo è la meta del nostro cammino.

Chiediamo oggi la grazia di ascoltare sempre il Figlio amato del Padre. Solo Lui può trasfigurare il nostro cuore e renderci, in mezzo al mondo, riflesso della sua luce.

< Torna a tutti i Documenti del Custode
Rimaniamo in contatto

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato

Subscription Form IT

@custodiaterraesanctae

© 2024 Custodia Terrae Sanctae | CF: 02937380588 |
Privacy Policy
-
magnifiercrosschevron-down