
Anche quest’anno la Custodia di Terra Santa ha voluto rendere omaggio alla Repubblica Italiana con una solenne celebrazione eucaristica a Gerusalemme, in occasione della festa nazionale italiana che ricorre il 2 giugno.
Secondo una tradizione ormai consolidata, la Santa Messa viene celebrata nella domenica più vicina alla data in cui l’Italia ricorda il referendum istituzionale del 1946 che segnò la nascita della Repubblica. Quest’anno, tuttavia, la concomitanza con altre celebrazioni liturgiche nella giornata del 31 maggio ha suggerito di posticipare l’appuntamento alla domenica successiva, permettendo così una più ampia partecipazione dei fedeli.
La liturgia è stata presieduta dal Custode di Terra Santa, che nella sua omelia, commentando il Vangelo del giorno, la chiamata di Matteo, ha usato queste parole: “oggi celebriamo questa Eucaristia in occasione della Festa della Repubblica Italiana. Essere italiani a Gerusalemme, in questo tempo così complesso per la Terra Santa, ci aiuta a ricordare alcuni valori che stanno alla base della convivenza civile: il rispetto della dignità di ogni persona, la solidarietà, la partecipazione al bene comune, la ricerca della pace e della giustizia.
La Repubblica è nata dalle macerie di una guerra devastante. I nostri padri e le nostre madri hanno saputo ricostruire il Paese non partendo dalla vendetta o dall’esclusione, ma dalla convinzione che fosse possibile edificare insieme una società più giusta, più libera e più umana.
Qui a Gerusalemme, città amata da Dio e ferita dalle divisioni degli uomini, questa parola evangelica assume un significato ancora più forte. La pace non nascerà dall’esclusione reciproca, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona, una storia, una possibilità. La pace nasce quando qualcuno trova il coraggio di fare il primo passo, come Gesù che si avvicina a Matteo”.
Alla celebrazione hanno preso parte il Console Generale d’Italia a Gerusalemme, S.E. Domenico Bellato, insieme ad alcuni membri dello staff del Consolato italiano, numerosi connazionali residenti e lavoratori a Gerusalemme e diversi religiosi italiani presenti in Terra Santa.
Come ricordato anche in precedenti celebrazioni, questo appuntamento non è soltanto un omaggio all’Italia, ma si inserisce in una tradizione più ampia della Custodia, che ogni anno prega in modo particolare per le quattro nazioni cattoliche - Italia, Francia, Spagna e Belgio - che nel corso della storia hanno sostenuto e protetto le comunità cristiane di Terra Santa. Si tratta di un legame antico e profondo, che continua ancora oggi attraverso molteplici forme di collaborazione culturale, pastorale e caritativa.
Celebrare la Festa della Repubblica in chiesa, e in modo particolare in Terra Santa, assume così un significato speciale: è un invito a riconoscere che la vita dei popoli e delle nazioni trova il suo fondamento nei valori più alti della dignità umana, della solidarietà e della responsabilità condivisa.
Nel contesto unico di Gerusalemme, città dell’incontro tra popoli e religioni, questa celebrazione acquista un valore ancora più universale: affidare l’Italia al Signore significa pregare per un mondo più giusto e fraterno, dove le differenze non dividono ma arricchiscono, e dove ogni nazione può contribuire al bene comune dell’umanità.
In questo anno particolare, in cui ricorre l’80° anniversario della Repubblica Italiana, la preghiera si fa ancora più intensa e riconoscente: per il cammino compiuto, per i doni ricevuti e per la responsabilità di costruire il futuro nella pace.
La celebrazione si è conclusa in un clima di fraternità e condivisione, segno tangibile del legame vivo tra la Custodia di Terra Santa e l’Italia, un legame che continua a rinnovarsi nel tempo attraverso la fede, la storia e l’impegno comune per la presenza cristiana nei Luoghi Santi.
Fr. Alberto Joan Pari
