I Domenica di Avvento
Betlemme
30 novembre 2025
Fratelli e sorelle carissimi,
il Signore vi doni la sua pace!
con oggi entriamo nel tempo dell’Avvento, il tempo dell’attesa. Tutti noi, in fondo, attendiamo qualcosa: attendiamo che la guerra finisca, che la vita torni ad essere dignitosa, che l’economia si risollevi, che la pace ritorni nelle nostre case e nei cuori. Questa terra, Betlemme, conosce profondamente l’attesa: come ai tempi di Gesù, quando il popolo aspettava un Salvatore capace di aprire strade nuove.
Le prime comunità cristiane vivevano esattamente questa tensione: Cristo è già venuto, ha dato la vita per noi, eppure la storia sembra continuare come prima. Rimangono ingiustizia, violenza, peccato. È il mistero del “già e non ancora”: Dio ha iniziato in Cristo la sua opera, ma la sua pienezza deve ancora compiersi. E così il cuore del credente diventa attesa viva, attesa fiduciosa, attesa che non si rassegna.
Per questo Gesù nel Vangelo ci dice: «Vigilate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.» La vigilanza non è stringere i denti o contare sulle nostre forze, ma è rimanere svegli e confidare in Dio, per affidarci a Lui. Non è un’azione da compiere, è un modo di guardare la vita.
E proprio qui risuona con forza il comando del Vangelo: “Guardate!”
Guardare per riconoscere i segni della presenza del Signore, che non sempre coincidono con le grandi notizie del mondo. Guardare con attenzione, senza lasciarci distrarre da ciò che passa. Guardare con lucidità, senza farci incantare dalle opere dell’uomo – anche quelle religiose – perché tutto è fragile, tutto è provvisorio: niente rimane “pietra su pietra”, se non la fedeltà di Dio.
Perciò l’Avvento ci dice: impara ad attendere e impara a guardare.
Noi siamo attesa: attesa di una presenza, di una luce, di un futuro migliore. Ma l’attesa cristiana non è passiva: è vigilanza, è discernimento, è speranza attiva. È guardare Betlemme e ricordarci che Dio entra nella storia con passi piccoli, silenziosi, spesso invisibili agli occhi del mondo.
Fratelli e sorelle, chiediamo oggi al Signore occhi vigilanti e un cuore capace di attendere. Per riconoscere la sua venuta anche quando tutto sembra uguale a prima, per accogliere la pace che solo Lui può dare, per credere che anche in mezzo alle ferite della storia Dio continua a venire verso di noi.
