Holy Sepulchre: Statement on the work in progress (ITA/ENG)

Clarifications by Professor Francesca Romana Stasolla

Professor Stasolla explains the state of excavation work to church leaders
Professor Stasolla explains the state of excavation work to church leaders

L’11 gennaio 2023, in occasione della visita dei responsabili delle Comunità presso il cantiere archeologico nel complesso del Santo Sepolcro a Gerusalemme, sono stati presentati i lavori di scavo in corso a cura del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma Sapienza. Le indagini archeologiche sono collegate con il restauro del pavimento della basilica ed avvengono in aree diverse e progressive, così da non ostacolare lo svolgimento delle funzioni religiose delle diverse confessioni e la visita del complesso da parte dei pellegrini.

Gli scavi hanno avuto inizio nel maggio 2022 ed hanno interessato fino ad ora parte della navata nord, la metà settentrionale della Rotonda e l’area di collegamento fra le due zone. Si stanno attualmente concentrando nella porzione meridionale della Rotonda, oggetto della visita. I lavori si svolgono a ciclo continuo, di giorno e di notte, e il gruppo degli archeologi che opera a Gerusalemme si avvale del supporto remoto del resto dell’équipe che si trova a Roma, dover avviene l’elaborazione dei materiali prodotti, che viene realizzata in tempo reale.

Nella porzione meridionale della Rotonda è stato portato alla luce il fronte di cava, che come negli altri settori di scavo degrada da nord-ovest verso sud-est, con dislivelli anche molto importanti; la sua profondità in questa zona va da pochi cm ad oltre 2 m. Sono ben evidenti le tracce lasciate dei cunei da distacco e dei tagli per l’asportazione dei blocchi, anche di grandi dimensioni.

Direttamente sul banco di cava poggiano le fondazioni e le sostruzioni di età romana, da attribuire alle strutture collegate con i lavori promossi dall’imperatore Adriano (117-138) nell’area, dove le fonti scritte ricordano la presenza di una struttura templare. Tali strutture appaiono defunzionalizzate e ridotte a pochi filari, ed almeno in parte interessate da fenomeni di combustione. La maggior parte delle murature romane era già stata messa in luce nel corso delle indagini effettuate da Ch. Couasnon nel 1974 e documentata anche da V. Corbo. In occasione degli scavi attuali tutta l’area precedentemente indagata è stata riportata alla luce, rimovendo la soletta in cemento che la ricopriva, così da poterla documentare e rileggere in connessione con i nuovi ritrovamenti archeologici.

La pesante distruzione degli edifici romani si deve anche all’abbassamento di quota di tutta l’area in cui insiste la Rotonda nel momento in cui, nei primi decenni del IV secolo, venne presa la decisione di riportare alla luce e monumentalizzare la tomba venerata, identificata con quella di Cristo. Gran parte delle strutture romane venne distrutta, e la roccia venne tagliata sino alla base della tomba, originariamente scavata nel fianco di una collina, fino a creare attorno ad essa un’area pianeggiante. I resti di una prima monumentalizzazione della tomba sono stati rinvenuti al di sotto dell’attuale edicola ottocentesca. Si tratta di un pavimento di forma circolare in marmi di riutilizzo, lavorati con cura, la cui circonferenza abbraccia l’intera area nella quale insiste la tomba. La pianta circolare coincide con quanto noto dalle più antiche rappresentazioni dell’edicola.

Sono stati rinvenuti anche i resti di due fasi pavimentali, entrambi in opus sectile. La più antica utilizza lastrine di marmo bianco e grigio, ed una porzione di essa era già portata alla luce nel corso degli scavi di Couasnon; poggia direttamente sul banco roccioso e, ove questo è a quota più bassa, su interri e stratigrafie di preparazione. Una seconda, a quota più alta, è realizzata in marmi di riutilizzo, fra i quali compaiono porfido ed abbondante cipollino; frammenti sporadici di questa pavimentazione erano stati rinvenuti anche nell’area nord della Rotonda.

La complessità della stratigrafia determina la necessità di dover proseguire le indagini archeologiche e lo studio dei materiali rinvenuti, così da poter puntualizzare sequenze e cronologie e proporre quindi ricostruzioni filologicamente attendibili.

 

Prof. Francesca Romana Stasolla

 

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On 11 January 2023, on the occasion of the visit of the leaders of the Communities to the archaeological site in Holy Sepulchre complex in Jerusalem, we presented the excavations in progress. Archaeological investigations are conducted by the Department of Antiquities of the University of Rome Sapienza.

Archaeological investigations are connected with the restoration project of the floor of the religious complex and fellow it in different and progressive areas, to allow the religious performance of the liturgies by the various confessions and the visit to the complex by pilgrims. Excavations began in May 2022 and were focused part of the north nave, the northern half of the Rotunda and the intermediate zone.
The work is currently concentrated the southern part of the Rotunda. The work is carried out in a continuous cycle, day and night. The archaeologists that are working in Jerusalem are supported by the rest of the team in Rome, where all the data are processing in real time.

In the southern part of the Rotunda the quarry, as in the other areas, degrades from north-west to south-east, with very different heights; its depth in this area goes from a few cm to over 2 m. The traces of the wedges and the cuts to detach the stones, often very large, are clearly visible. Directly on the quarry are based the foundations and substructures of the Roman age. These can be attributed to the works promoted by the Emperor Hadrian (117-138): in this area written sources recall a temple. These structures are defunctionalised and kept for a few rows; part of them is set on fire.

Most of the Roman buildings were discovered by Ch. Couasnon in 1974 and documented by V. Corbo, too. Now this area has been investigated again, removing the old cover, for a new documentation and a correct connection with the new archaeological data.

The heavy destruction of the Roman buildings is also due to the lowering of the whole area of the Rotunda, in the first decades of 4th century, to discover and monumentalize the venerated tomb, identified as the tomb of Christ. Most of the Roman structure was destroyed, and the rock was cut to the base of the tomb, excavated in the hill, to create a flat area. The remains of the early monumentalization of the tomb were found under the present nineteenth-century aedicule. It is a circular floor in reused marble, carefully worked, whose circumference includes the whole area of the tomb. Even the most ancient representations of the tomb show a circular monument.

The remains of two floors, both in opus sectile, were also found. The oldest uses slabs of white and grey marble; Couasnon already found a part of it. This floor is place directly on the rock or, if the level is lower, on layers of earth. A second, higher floor, is by reused marble, with porphyry and abundant cipolin. Sporadic fragments of it were also found in the northern area of the Rotunda.

The complexity of stratigraphy requires that we continue the archaeological investigations and the study of the artefacts, to determine specify sequences and chronologies and to propose philologically correct reconstructions.

 

Prof. Francesca Romana Stasolla