Visita di cortesia al Custode del neo Arcivescovo melchita di Galilea

La visita di mons. Chakour, Arcivescovo Melkita di Galilea, al Padre Custode, mercoledì 15 marzo: mons. Elias Chakour è venuto a presentarsi alla Custodia di Terra Santa, anche se, per la verità, egli - recentemente eletto e intronizzato Arcivescovo della Chiesa melkita di Galilea - non è sconosciuto né al padre Custode Pierbattista Pizzaballa che lo ha accolto, né della Custodia.

Ma qui è usanza che un nuovo Vescovo venga a visitare i capi delle Chiese locali. La Custodia non è una chiesa nella Chiesa cattolica, tuttavia la sua presenza plurisecolare nel Paese e il mandato ricevuto dai Papi che si sono succeduti ne fanno una istituzione incontestabile.

Parroco da molto tempo in Galilea, mons. Chakour ha giustamente sottolineato, da Vescovo, l’importanza della presenza della Custodia non solo nella sua responsabilità di conservare e animare i Luoghi Santi, ma anche nel suo carisma spirituale. “Amiamo i francescani, amiamo la loro spiritualità” ha dichiarato il prelato. “Il vostro aiuto materiale è importante, ma il vostro aiuto spirituale è molto più importante. Abbiamo bisogno di questo per dare nuovo impulso allo spirito di preghiera e di povertà, ai nostri fedeli che hanno sete di spiritualità”. Il Padre Custode gli ha rinnovato l’intenzione della Custodia di operare a loro fianco come è sempre stato fatto da secoli.

“Noi speriamo di cooperare con voi al servizio dei cristiani del Paese, migliorando ancor più le relazioni con la vostra Chiesa. D’altra parte abbiamo molto da imparare da voi e dalla vostra esperienza di vita fra i cristiani israeliani”, gli ha detto padre Pierbattista Pizzaballa. Mons. Chakour era accompagnato da una piccola delegazione, tra cui il curato di Maghar, appena nominato come vicario generale, e i parroci di Giaffa di Nazareth e di Reneh. Il padre Custode era, da parte sua, insieme a fra Artemio Vitores, vicario custodiale, fra Atanasio Macora, responsabile dello status quo, e da qualche altro frate tra cui fra Gabriele Baireyr, melkita, ai quali mons. Chakour ha reso omaggio.
Il padre Custode e mons. Chakour prima di salutarsi hanno esaminato insieme la situazione di tensione che continua a interessare la comunità cristiana di Nazareth, dopo i recenti disordini attorno alla Basilica dell’Annunciazione.

MAB