Roma: la Giornata per le Associazioni di Terra Santa

Si è tenuta sabato 26 ottobre all’Auditorium della Pontificia Università Antonianum di Roma la XII Giornata per le Associazioni di Terra Santa, l’incontro annuale delle associazioni di volontariato che sostengono progetti in Terra Santa, che ha riunito oltre un centinaio di volontari da tutta Italia.

Il tema della giornata di quest’anno è stato «Accoglienza e fedi» nella prospettiva dell’ottavo centenario del viaggio di san Francesco d’Assisi in Oriente. Quando Francesco andò a visitare al-Malik al-Kamil nel campo che era, per i crociati, nemico, tra il santo e il sultano ayyubide vi fu un eccezionale momento di reciproca accoglienza che sfociò in un dialogo. Fede e accoglienza sono dimensioni che toccano l’esistenza quotidiana di chi oggi vive nei Luoghi santi e di chi li ha a cuore anche a distanza. 

Denso e di alto profilo culturale il programma della giornata introdotta da Giuseppe Caffulli, direttore della rivista Terrasanta. Fra Giuseppe Buffon, professore di Storia della Chiesa e decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università Antonianum ha tenuto una relazione dal titolo «Francesco, un nuovo pazzo nel mondo». Autore di un saggio sull’incontro di Damietta del 1219 (Francesco, l’ospite folle), padre Buffon ha riflettuto su questa «pazzia» di Francesco che ancora inquieta noi contemporanei: desiderio di oltrepassare, disarmato, le linee nemiche, chiedere ospitalità, senza ottenere né una conversione né il martirio. Nella sua analisi ha voluto presentare l’antropologia dell’ospite disposto a lasciarsi trasformare dall’accoglienza altrui. 

Dal punto di vista artistico e iconografico, la riflessione è stata sviluppata da Rosa Giorgi, storica dell’arte e direttrice del Museo dei Cappuccini di Milano, che ha parlato di «Francesco e il sultano nell’arte». Attraverso i secoli quell’incontro è stato interpretato in vario modo e la sua lettura per immagini parla anche di noi. Il pomeriggio si è aperto con un momento di condivisione da parte delle Associazioni partecipanti. Attraverso una decina di interventi sono state condivise esperienze, idee, proposte, richieste per migliorare il servizio in Terra Santa. 

Ha poi portato dal Libano la sua testimonianza Caterina Ferrua, volontaria di Operazione Colomba a Tel Abbas, dove è impegnata nell’aiuto ai rifugiati siriani, in prevalenza musulmani. Operazione Colomba fa capo alla Comunità Giovanni XXIII e vive una esperienza di vita «con» i siriani in Libano, quasi tutti irregolari, 

promuovendo i progetti di corridoi umanitari e aiutando concretamente tutti, specialmente chi si è sacrificato nel nome della non violenza. 

Alcuni dei Commissari di Terra Santa hanno raccontato storie concrete di azione solidale: Fra Sergio Galdi, Commissario generale di Napoli e dell’Italia meridionale, ha raccontato l’esperienza di aiuto ai rifugiati mediorientali a Rodi, promossa insieme dai Commissariati di lingua italiana e che ha sostenuto il lavoro dei francescani nelle isole dell’Egeo nei periodi più difficili dell’esodo verso l’Europa di tanti siriani, e non solo. Fra Francesco Ielpo, Commissario del Nord Italia, ha sottolineato come – visitando Operazione Colomba in Libano – abbia trovato in quella esperienza di vita condivisa il vero carisma francescano. «Ho capito che l’opera più grande che compie la Custodia – ha detto fra Ielpo – è la presenza». Parlando quindi di solidarietà con i siriani, ha ricordato i frati che hanno scelto di rimanere vicino alla loro gente nella Valle dell’Oronte, dove la guerra non è ancora finita. 

Il Padre Custode, fra Francesco Patton, ha concluso i lavori ringraziando tutti i volontari, importanti per la vita della Custodia. Ha ripercorso le tappe di un anno speciale, nell’ottavo centenario del pellegrinaggio di Francesco nei Luoghi santi. Un anno in cui si sono moltiplicate le occasioni di dialogo e di approfondimento della conoscenza. Anche i musulmani, come ha ricordato il Custode, hanno potuto riscoprire la figura di al-Malik al-Kamil, oltre a conoscere meglio Francesco. Ripercorrendo gli elementi salienti di alcune esperienze di dialogo, come quella tra gli ebrei e i frati a Ein Karem, o quella tra i frati e il muftì di Aleppo, ha invitato tutti a proporre la speranza nel dialogo e nell’incontro. Anche con la «follia» di Francesco d’Assisi, che con la sua apparente ingenuità gettò i semi di una presenza durata fino a oggi. Smontò lo schema homo homini lupus per trasformarlo in un evangelico homo homini frater. 

Il Custode ha infine presieduto la celebrazione dell’Eucaristia per la Terra Santa presso la Delegazione di Terra Santa. Nell’occasione, ha benedetto l’Altare della Cappella della Delegazione che negli scorsi mesi è stata profondamente rinnovata.