Peregrinazione al Santuario della Flagellazione

Nonostante gli ultimi decreti che impediscono la partecipazione numerosa a cui si è soliti assistere, lunedì 23 marzo presso il santuario della Flagellazione a Gerusalemme si è tenuta la tradizionale peregrinazione di Quaresima.

Di seguito le riflessioni di Fr. Enrique Bermejo, Superiore del convento della Flagellazione e uno dei francescani presenti alla Celebrazione Eucaristica.

 

" Pellegrinaggio nello spirito al Santuario della Flagellazione

23 marzo 2020

Oggi abbiamo celebrato nel santuario della Flagellazione la "Commemorazione della Flagellazione del Signore", titolo di una delle nostre cappelle.

A causa delle circostanze a tutti note, nella celebrazione di lunedì pomeriggio 23 marzo, è stata ridotta la presenza all'assemblea liturgica.

Il Vangelo del giorno raccontava la scena di Gesù nel pretorio davanti a Pilato quando viene deriso e frustato. Pilato cerca di salvare Gesù dalla condanna, perché non ha trovato in lui nessuna colpa, ma gli ebrei non lo ascoltano e salvano Barabba. Quindi Pilato consegna l'uomo, "Ecce Homo" (Gv 19,5), al "Re dei Giudei" (Gv 19,19).

Il profeta Isaia l'aveva già detto riferendosi a Gesù: “Non ha apparenza né bellezza, disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia…percosso da Dio e umiliato...il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,2-5).

Pertanto, visto che non può essere salvato dal suo popolo, salverà il suo popolo attraverso la sua passione e morte.

Oggi, di fronte alla situazione della coronavirus, il Cristo sofferente, l'uomo dei dolori, è presente nei tanti esseri umani lacerati dal dolore ("Ecco l'uomo") e, speriamo, non disperati.

Noi, oggi, siamo invitati dal Padre ad iniziare la nostra Via Dolorosa, il sentiero dell'amarezza, insieme a Gesù per far sì che con la fede, dono di Dio, possiamo portare alla guarigione tutti gli uomini attraverso la Resurrezione.

Noi, fratelli e sorelle di Gerusalemme, imploriamo Dio misericordioso di avere misericordia di noi, di avere compassione del suo popolo, dell'umanità intera per alleviare la sofferenza dei malati, superare la malattia e coloro che sono morti a causa di questo nemico invisibile siano portati nella gloria dei santi, con il resto dei giusti a partecipare alla Gloria di Dio.

Continuiamo a rimanere uniti a tutti voi, perché Dio ci ama, in modo che il volto del nuovo Uomo si manifesti in ogni essere umano che vive in questo mondo oggi, un mondo che deve essere ricreato dal soffio vitale di Dio. Amen.

 

Fr. Enrique"