Oggetti che raccontano la storia: un'esposizione per la farmacia della Custodia

Inaugurata nel convento di San Salvatore una mostra di oggetti dell'antica farmacia della Custodia di Terra Santa. Un serie di vasi e libri antichi conservano la memoria del luogo, ancora oggi conosciuto in tutto il mondo, e che ha visto i propri oggetti esposti musei celebri come quello di Versailles. Nota fin dal 1353, la farmacia era importante in tutto il territorio, in quanto per lungo tempo unico punto di riferimento per la cura dei malati a Gerusalemme. La mostra, realizzata con il sostegno di ATS Associazione Pro Terra Sancta, è stata inaugurata il 30 novembre e sarà visitabile fino all'8 dicembre dalle 10 alle 17.

La farmacia della Custodia di Terra Santa è stata a lungo oggetto di studio della professoressa Paola Brusa dell'Università di Torino, che, in occasione dell'apertura dell'esposizione, ha comunicato i risultati della sua ricerca. Nella conferenza ha raccontato il percorso di progettazione e allestimento museale del Terra Sancta Museum per i vasi e gli oggetti della farmacia di San Salvatore. Una delegazione ha rappresentato il Comune di Torino, il cui coinvolgimento punta a collaborare all'apertura del Terra Sancta Museum, ed è frutto del progetto PMSP. Portato avanti dal Consolato Italiano su impulso del Ministero degli Affari Esteri, il PMSP (Palestinian Municipalities Support Program) sostiene le municipalità palestinesi attraverso l'aiuto di quelle italiane. Presente alla conferenza anche Antonio La Rocca, direttore del programma che lavora agli interventi di questo progetto anche per quanto riguarda quelli relativi ai beni culturali.

«Occupandomi delle farmacie e girando il mondo cerco sempre di andare a capire cosa facevano, come vivevano e gli oggetti ci dicono molto - racconta la professoressa Brusa -. Questo posto era un punto di riferimento per curare le malattie. Avendo una farmacia potevano preparare le medicine, invece di aspettare che arrivassero oltremare». Allo studio hanno collaborato anche il dottor Marco Parenti, visibilmente emozionato davanti agli oggetti della sua ricerca, e il dottor Pierangelo Lo Magno, esperto di storia della farmacia. Dall'esame dei vasi e dei componenti delle medicine si è arrivati fino alla progettazione della realizzazione di un laboratorio multimediale.

A collaborare alla mostra di San Salvatore anche Sara Cibin, di ATS, che si è occupata di scegliere materialmente i pezzi da esporre, insieme al restauratore, in base alla rappresentatività delle scuole e delle tipologie. «I vasi raccontano la storia della Custodia e il ruolo importante che hanno avuto i francescani in Terra Santa», racconta Sara Cibin. I pezzi esposti sono di un periodo che oscilla tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo e provengono da Venezia, Savona e Torino.

«Siamo molto contenti che il comune di Torino collabori con noi e siamo anche disposti ad accettare alcuni suggerimenti, che vanno discussi con coloro che stanno studiando il progetto del museo - commenta Padre Eugenio Alliata, archeologo della Custodia - . Il progetto del museo si svolge a poco a poco. È diviso in tre settori: il settore multimediale, situato alla Flagellazione, già aperto da alcuni mesi. C'è poi il settore archeologico, che è il rinnovamento di quello che esisteva prima, che speriamo di completare entro l'anno prossimo. C'è poi il settore storico artistico che verrà allestito al convento di San Salvatore con pezzi provenienti dal museo della Flagellazione, come quelli della farmacia, e altri nuovi».

Beatrice Guarrera