Messaggio dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese di Gerusalemme per il Natale 2020

"Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele", che significa "Dio con noi". (Matteo 1,23)

Noi, Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme, vi salutiamo tutti nel nome del Bambino di Betlemme durante questo benedetto e santo Tempo di Natale, in cui facciamo memoria della nascita del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. La nascita di Gesù non è un semplice fatto storico, ma un dono perpetuo fatto a tutta la creazione. È l'Incarnazione del Verbo di Dio che ha abitato tra noi in forma umana per essere con noi, redimerci e trasformare la nostra vita a somiglianza della Sua gloria.

La nascita di Gesù e la celebrazione della sua Natività ci ricordano costantemente che Dio è con noi e lo sarà sempre. Con l'Incarnazione del Figlio di Dio, Parola fatta carne, il cielo e la terra si sono uniti e il Creatore di tutte le cose, visibili e invisibili, è stato avvolto in fasce e posto in una mangiatoia. I cieli e la terra si sono uniti perché Dio ha visitato nella carne la terra, sgabello dei suoi piedi, così che continua ad essere l'Emmanuele: "Dio con noi".

Questo trascendente e santissimo Dono al mondo è la nostra salvezza e la nostra speranza, perché ci dice che non siamo soli. La presenza di Dio con noi in tutte le circostanze è fonte di incoraggiamento e sostegno, specialmente in questi tempi eccezionali di pandemia, di crisi economica, di ingiustizie e violenza crescente contro i più deboli e vulnerabili. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le persone che nel mondo sono state colpite dalla pandemia e dalle sue innumerevoli implicazioni, in particolare alla gente di Betlemme e dell'area circostante. Preghiamo che l'imminente vaccinazione contro il COVID-19 possa porre fine alla pandemia e segnare un ritorno alla normalità.

La presenza delle comunità cristiane, insieme alle altre comunità di fede in Terra Santa, continua ad essere una parte essenziale del mosaico sociale, culturale e religioso del Medio Oriente. La recente profanazione della Chiesa dell'Agonia a Gerusalemme non ci scoraggerà dal continuare nella nostra pacifica missione e testimonianza di Cristiani.

Gesù è nato in un periodo di angoscia, di violenza, esclusione e povertà. Ha condiviso con noi la carne umana e i suoi limiti, eccetto il peccato, affinché attraverso la Sua passione, morte e risurrezione, tutti noi potessimo avere la vita e averla in abbondanza. Il dono che Dio ci ha fatto porta, in questi tempi difficili, speranza, rinnovamento e incoraggiamento all'intera creazione, perché, "se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?" (Rom 8,31)

Alleluia! Cristo è nato! Rendiamo a Lui gloria!

 

I Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme

Gerusalemme, 18 dicembre 2020