Cambiamento a capo delle chiesa armena cattolica di Gerusalemme

Sabato 14 gennaio 2006, nella chiesa armeno-cattolica di Gerusalemme, alla terza stazione della Via Dolorosa, è stata celebrata una S. Messa per salutare Sua Ecc.za Monsignor Kevork Khazoumian, nominato vescovo coadiutore a Istambul.

Era stato nominato esarca patriarcale di Gerusalemme ed Amman nell’aprile del 2002 e terminerà il suo servizio a Gerusalemme giovedì 20 gennaio. La liturgia celebrava, nello stesso tempo, il benvenuto e l’intronizzazione di Monsignor Raphael Minassian, che gli succede nella responsabilità ministeriale, ma che non ha potuto partecipare alla celebrazione. “E’ una buona occasione per onorare e ringraziare Monsignor Kevork. Gli dobbiamo davvero molto!”: questi i commenti unanimi al termine della Messa.

Ha officiato con Mons. Khazoumian, il padre Basilio Talatinian OFM, francescano armeno della Custodia di Terra Santa. L’assemblea era costituita da numerosi Vescovi delle Chiese cattoliche: Mr. Gianfranco Gallone in rappresentanza del Nunzio Apostolico; S.B. Mons. Michel Sabbah, patriarca latino, accompagnato da Mons. Kamal Bathish; Mons. Paol Sayah esarca patriarcale maronita; Mons. Andreas Laun, vescovo ausiliare di Salisburgo, rappresentante la conferenza episcopale del suo Paese, l’Austria. Erano presenti preti e religiosi di diverse comunità di Gerusalemme, e rappresentanti della Chiesa armena ortodossa ed un responsabile della Chiesa copta ortodossa.

La S. Messa è stata celebrata in armeno, ma per favorire la partecipazione dell’assemblea, le Letture e il Vangelo sono stati proclamati in francese. Anche l’omelia, dopo l’avvio in armeno, è proseguita in lingua francese. Mons. Khazoumian ha ringraziato la qualificata rappresentanza della chiesa cattolica che l’ha sostenuto nel trovare il coraggio e la saggezza di prendere decisioni utili per meglio servire i cristiani di questo paese. A loro pensava Mons. Khazoumian durante il brindisi in onore dell’ospite austriaco: “Oggi è per me anche un giorno di tristezza e di commozione perché lascio una famiglia”. Gli faceva eco la commozione e le lacrime dei suoi fedeli che dicono: “Quando lui è arrivato, noi eravamo dispersi come pecore senza pastore. Lui ci ha riuniti, ci ha aiutato a superare le nostre divergenze, ci ha ridato speranza. Veramente, oggi, perdiamo un padre”. La Chiesa armeno cattolica conta in Terra Santa circa cinquecento fedeli: oggi hanno salutato colui che – dopo averli guidati in questi ultimi tre anni, va a svolgere un delicato incarico in Turchia, e attendono l’arrivo del nuovo pastore.

MAB