Verso l’incontro più importante

Transito del Serafico Padre e rinnovo professioni

1. Carissime sorelle e carissimi fratelli, il Signore vi dia Pace!

Stiamo celebrando il transito del Serafico Padre san Francesco in questo anno speciale dedicato al suo incontro con il Sultano al Malik al Kamil e all’interno di questa celebrazione viviamo anche il momento del rinnovo della professione dei nostri giovani fratelli di voti temporanei. È un momento bello e significativo per la nostra fraternità custodiale, perché in questo contesto facciamo memoria del nostro fondatore, del momento in cui il suo cammino vocazionale si è compiuto e al tempo stesso accompagniamo i nostri giovani fratelli, che sono ancora all’inizio del loro cammino vocazionale, nel momento in cui rinnovano il loro impegno a rispondere alla chiamata del Signore. 

2. Il celebrare il Transito in questa occasione mi ha fatto riflettere sul valore degli incontri personali nella vita di san Francesco, sul fatto che la sua vita è stata un susseguirsi e un crescendo di incontri personali.
Era stato un incontro oltremodo significativo quello che aveva avuto in gioventù con il lebbroso, un incontro che gli aveva cambiato la vita: l’amaro era diventato dolce e il dolce amaro.
Era stato importante l’incontro avuto con il Crocifisso di san Damiano, perché gli aveva offerto una prospettiva costruttiva, positiva, per la vita. Da giovani siamo spesso portati a voler distruggere tutto per rifarlo nuovo e invece il Crocifisso gli aveva detto: “Va’ e ripara la maia casa”.
Era stato poi fondamentale l’incontro col Vangelo alla Porziuncola, perché aveva fatto emergere il suo desiderio più profondo, quello che fino a quel momento lui non aveva ancora riconosciuto e messo a fuoco, il desiderio di vivere e annunciare il Vangelo.
Era stato consolante l’incontro coi primi fratelli, dono del Signore, che gli avevano fatto comprendere che non era solo nel camminare sulle orme di Gesù, nella via del Vangelo.
Era stato prezioso l’incontro con il vecchio prete di san Damiano, con il Vescovo Guido, con Papa Innocenzo, che lo avevano portato a sperimentare la maternità della Chiesa dopo che già aveva sperimentato la paternità di Dio.
E poi da lì in avanti quanti incontri, con gente di ogni tipo, compresi ladri e briganti, compreso il Sultano d’Egitto, comprese le creature animate e inanimate che lo aiutavano a comprendere qualcosa di Dio perché “di Lui portano significazione”.
E ancora, sul Monte della Verna, l’incontro trasformante con il Serafino bellissimo e crocifisso: quel Cristo amato e seguito che lo aveva progressivamente trasformato a sua immagine e somiglianza.
Eppure, mancava ancora l’incontro che celebriamo questa sera: l’incontro penultimo con “sora nostra morte corporale, dalla quale nullo homo vivente po’ scappare”, porta di accesso all’incontro ultimo, l’incontro col proprio Signore amato e cercato per tutta la vita, passaggio alla Vita piena e definitiva, ingresso nella comunione perfetta, nella felicità vera e senza incrinature, nella luce piena e senza ombre.

3. Cari giovani confratelli, che oggi rinnovate il vostro impegno a “osservare il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità” il Signore vi conceda la grazia di vivere questo momento come un incontro personale con Lui, un incontro che sta dentro una lunga catena di incontri, attraverso i quali Lui illuminerà la vostra vita e la vostra vocazione, fino all’incontro penultimo, quello del vostro stesso transito, che vi farà gustare, nell’incontro finale con Lui, il senso delle parole che vi sono state dette dopo la prima professione al termine del noviziato: “E io, se osserverai queste cose, da parte di Dio ti prometto la vita eterna”.
Il Serafico Padre san Francesco interceda per tutti noi questa grazia e la Vergine Maria nostra Regina e Avvocata, ma anche modello di vita consacrata, ci accompagni con la sua protezione.