Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria - Feast of the Assumption of Our Lady

Veglia - Messa - Vespri - Vigil - Mass - Vespers

Assunta – trittico – 14 agosto veglia

La dignità del morire

  1. Carissime sorelle e carissimi fratelli, il Signore vi dia Pace!

La veglia di questa sera è dedicata a commemorare la “dormitio” o “transito” della beata Vergine Maria, cioè il momento della sua morte terrena. Il luogo dove si fa memoria del “transito” della beata Vergine Maria, lo sappiamo, si trova sul monte Sion, dove in sua memoria è edificato il santuario della “Dormitio Mariae”. Per aiutarci a visualizzare meglio questo evento, il nostro carissimo Fr. Benito ha provveduto a far realizzare una statua che raffigura Maria addormentata dolcemente nel sonno della morte. Il poter vedere la raffigurazione di questo mistero ha naturalmente lo scopo di ravvivare la nostra devozione a Maria, e poterla sentire ancor più vicina a ciascuno di noi – come preghiamo nell’Ave Maria – “ora e nell’ora della nostra morte”.

  1. La celebrazione di questa sera ha come base un testo molto antico, un apocrifo dedicato appunto al pio transito, cioè alla pia morte, della Madre di Gesù. È un testo molto bello, l’originale è probabilmente del II secolo, ma è giunto a noi in varie versioni del IV secolo. Questo testo racconta gli ultimi giorni della vita terrena di Maria, che dopo la morte in croce di Gesù era stata accolta in casa da Giovanni, il discepolo amato, che le era stato affidato e al quale era stata affidata. Due anni dopo la morte di Gesù, Maria desidera essere ricongiunta al suo divin Figlio. Sentendo l’avvicinarsi della morte Maria desidera avere accanto gli Apostoli, e gli apostoli, mossi da una misteriosa ispirazione, accorrono al suo capezzale dalle parti del mondo in cui si trovano. Appare anche il Cristo ormai vivente nella gloria a consolarla e infonderle coraggio. È lei stessa a dire nella versione latina del Transito: “Prima che sostenesse la passione, pregai mio figlio affinché alla mia morte foste presenti sia lui che voi; ed egli mi concesse questo favore. Sappiate dunque che domani avrà luogo il mio transito. Vegliate e pregate con me, affinché, quando il Signore verrà a prendere la mia anima, vi trovi vigilanti” (Transitus BVM A, v. 10).

Così, attorno al capezzale della Madre di Gesù, possiamo dire che si raduna tutta la Chiesa, della quale Maria era diventata Madre sotto la croce e nella Pentecoste. La morte di Maria è raccontata come la morte degli antichi patriarchi. Attorno a lei non ci sono i “figli secondo la carne”, ma il Suo divin Figlio e coloro che lo hanno accolto e per questo sono diventati figli di Dio “generati non da carne, né da sangue, né da volere di uomo, ma da Dio” (Gv 1,12-13).

  1. Nella recensione B del Transitus, Melitone di Sardi fa una descrizione poetica e spirituale della morte di Maria: “Venne improvvisamente il Signore Gesù Cristo con una grande moltitudine di angeli e sul luogo si diffuse un grande splendore, mentre gli angeli cantavano un inno e lodavano il Signore. Allora il Salvatore disse: «Vieni, preziosissima perla, entra nella dimora della vita eterna».

Maria si prostrò sul pavimento, adorò Dio e disse: «Sia benedetto il nome della tua gloria, Signore Dio mio, che ti sei degnato di scegliere me, tua ancella, e di affidarmi l'arcano tuo mistero. Ricordati di me, Signore della gloria! Tu sai che ti ho amato con tutto il mio cuore ed ho custodito il tesoro affidatomi. Prendi dunque questa tua serva, liberami dal potere delle tenebre, affinché non abbia ad affrontare alcuno scontro con Satana, né mi veda venire incontro gli spiriti tetri».

Il Salvatore le rispose: «Quando, inviato dal Padre per la salvezza del mondo, ero sospeso sulla croce, venne da me il principe delle tenebre, ma, non avendo potuto trovare in me alcuna traccia delle sue opere, si allontanò vinto e schiacciato. Quando tu lo vedrai, sarà soltanto in forza della legge del genere umano, in forza di quella legge dalla quale hai il destino della morte. Ma non potrà farti del male, giacché io sono con te per aiutarti. Vieni tranquilla! Ti aspetta la schiera celeste per introdurti nel gaudio del paradiso»” (Transitus B, 7,2-8,1-2).

  1. Maria chiude gli occhi e muore in un contesto umano e divino al tempo stesso; un contesto familiare, sereno, bello, consolante; un contesto di fede in cui è superata anche la paura della morte. Maria chiude gli occhi e muore dopo aver ancora una volta potuto rafforzare la fede dei discepoli. Maria chiude gli occhi e muore dopo aver potuto godere della vicinanza delle persone più care, salutate per l’ultima volta, prima di entrare definitivamente nel mistero pasquale assieme al suo Figlio Gesù.
  1. In questo modo di morire c’è una grandissima dignità e c’è il senso cristiano del morire. Una dignità che ai nostri giorni non sempre sperimentiamo, che durante la pandemia è andata perduta e che dobbiamo assolutamente ricuperare, se vogliamo ricuperare il valore umano di quell’ultimo atto del vivere che è il morire. Durante la pandemia quante persone sono morte sole, senza poter avere accanto i propri cari, senza poter dare un ultimo saluto, senza poter dire una parola di conforto alle persone amate, senza poter condividere l’ultimo e decisivo passaggio dell’esistenza! Quante persone in questo tempo non hanno potuto essere circondate dalla propria famiglia e dalla propria comunità nell’ora della morte. Quante non hanno potuto essere portate con affetto al luogo della sepoltura, come Maria è stata portata dagli Apostoli, in attesa di entrare nell’esperienza pasquale di essere uniti a Gesù non solo nella morte ma anche nel superamento della morte!
  1. La celebrazione del transito della beata Vergine Maria ci aiuti a riscoprire il valore e la dignità del nostro morire in modo umano e cristiano, da figli di Dio, che sono tali perché credenti nel Figlio di Maria. Maria, con il suo modo di morire, ci insegni come stare accanto a coloro che si trovano a vivere questo ultimo passaggio. Maria, con il suo modo di morire, ci accompagni un giorno e ci prenda per mano, quando sarà la nostra ora, perché sappiamo entrare con fiducia nel mistero della morte, assieme al suo Figlio Gesù, consapevoli che entrare nella morte con Lui significa in realtà, entrare nella vita, nella pienezza della vita, in Dio.

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Assunta – trittico – 15 agosto Messa

Il valore dell’anima e del corpo

Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 44; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56

  1. Carissime sorelle e carissimi fratelli, il Signore vi dia Pace!

Al centro della celebrazione odierna c’è il prodigio che Dio ha operato nell’anima e nel corpo di Maria. Il mistero che celebriamo è infatti l’assunzione al cielo di Maria in anima e corpo, non il solo ingresso della sua anima in Paradiso.

La festa dell'Assunzione della beata Vergine Maria nasce qui a Gerusalemme dove nel II secolo viene redatto il racconto della sua Dormizione o Transito.

Nel VI secolo, sempre qui a Gerusalemme, questo evento si comincia a celebrare come festa e la festa si estende prima in Oriente poi in Occidente con Papa Sergio (un papa di origine siriana del VII sec.). Nel 1950 è Papa Pio XII a proclamare il dogma dell'Assunzione di Maria al cielo in corpo ed anima. Il Vaticano II legge questo evento nella logica del segno: “La Madre di Gesù, come in cielo ormai glorificata nel corpo e nell'anima, è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (LG 68).

  1. In questa prospettiva va inquadrata tutta la liturgia dell'Assunta. La prima lettura presenta il «segno grandioso» della «donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie del parto» (Ap 12,1ss.). Al segno della donna si contrappone quello del Drago rosso desideroso di divorare il nascituro. Ma è Dio stesso ad intervenire per salvare il figlio e per donare un rifugio alla donna.

Maggior luce viene dalla seconda lettura che presenta Gesù Cristo come primo risorto. Il corpo glorioso di Gesù è la primizia dell'umanità nuova che non è più sotto il potere del peccato e della morte. La glorificazione dell'uomo nella sua totalità personale è riservata ad ogni cristiano, ma la prima a farne piena esperienza è Maria, che proprio per questo diventa per noi segno di speranza e di consolazione.

  1. È proprio il racconto del “Transito della beata Vergine Maria” così come ce lo tramanda Melitone di Sardi, alla fine del II secolo, a fare una lettura di fede della morte e assunzione al cielo di Maria:

“Improvvisamente apparve il Signore Gesù Cristo con una grande moltitudine di angeli tutti risplendenti di grande fulgore, e disse agli apostoli: «Pace a voi!». Essi risposero: «La tua misericordia sia sopra di noi, Signore, avendo noi sperato in te»” (Transitus B, 16,1).

Secondo il racconto, a questo punto Gesù chiede ai discepoli cosa desiderano che Lui faccia.

“Pietro e gli altri apostoli risposero: «Tu, Signore, ti sei scelto questa ancella come camera nuziale immacolata e noi come tuoi servi nel tuo ministero. Tu, con il Padre e lo Spirito santo, costituenti una sola e uguale divinità ed una infinita potestà, sapevi tutto prima dei secoli. Se dunque con la potenza della tua grazia fosse possibile, a noi tuoi servi parrebbe giusto che come tu, superata la morte, regni nella gloria, così risuscitassi il corpicino di tua madre e la conducessi lieta in cielo»” (Transitus B, 16,3).

Sempre secondo la stessa narrazione Gesù accondiscende alla richiesta degli Apostoli e dà ordine all’arcangelo Michele di rotolare via la pietra dal sepolcro di Maria e così: “Maria, risorta immediatamente dal sepolcro, benediceva il Signore e distesa ai piedi del Signore l'adorava dicendo: «Non ti posso degnamente ringraziare, Signore, per gli immensi benefici che tu ti sei degnato di concedere a me tua ancella. Il tuo nome, redentore del mondo, Dio di Israele, sia benedetto nei secoli»” (Transitus B, 17,2).

  1. L'Assunzione di Maria in anima e corpo è, perciò, anche una delle «grandi opere» che l'Onnipotente si è degnato di fare per riguardo «all'umiltà della sua serva»: come Maria ha accolto e portato il Figlio di Dio nell'umiltà della condizione umana, così il Figlio ha voluto accogliere e portare, col medesimo amore, Maria nella pienezza della gloria di Dio.
  1. La vicenda di Maria però ci riguarda da vicino: ciò che è avvenuto in lei come primizia della redenzione avverrà in noi nel compimento finale della storia.

Maria è realmente per noi un segno di speranza e di consolazione: ci mostra che, se seguiamo Cristo in terra, lo seguiremo anche in Cielo; se lo accogliamo in questa vita, sarà lui ad accoglierci nell'altra, non come anime mutilate dei corpi, ma come persone che partecipano in pienezza ed interezza alla vita di Dio.

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Assunta – trittico – 15 agosto II vespri

Una tomba vuota ed un cordone

  1. Carissime sorelle e carissimi fratelli, il Signore vi dia Pace!

Nei racconti pasquali tramandati da san Giovanni, l’Apostolo Tommaso occupa un posto particolare ed esemplare, perché è il modello del credente che ha bisogno di essere aiutato a credere attraverso l’esperienza del vedere e del toccare. Diventa così il testimone che permette a noi di essere beati nel credere senza bisogno di vedere.

  1. Anche nel racconto del Transito della Beata Vergine Maria l’apostolo Tommaso occupa un posto particolare ed esemplare. Secondo la recensione latina del Transito, al momento della morte Tommaso è l’unico apostolo a non essere presente. Arriva al Monte degli Ulivi che Maria è già stata deposta nella tomba, chiede di poter vedere il corpo e, siccome sostiene che il corpo della Vergine non è nella tomba, riceve il rimprovero di Pietro: “Allora, quasi stizziti, [gli apostoli] andarono alla tomba che era nuova e scavata nella roccia, e tolsero la pietra. Ma il corpo non lo trovarono, e non sapevano che dire, vinti com'erano dalle parole di Tomaso” (Transitus A, 19).
  1. Nel racconto Tommaso riprende allora la parola e racconta la sua esperienza: “come mentre stava cantando la messa, in India, senza che se ne avvedesse, la parola di Dio lo trasportò sul monte degli Ulivi dove vide salire in cielo il santissimo corpo della beata Maria e le chiese di dargli una benedizione, come ella avesse esaudito la sua supplica e gli avesse gettato il cordone che la cingeva; e fece vedere il cordone a tutti.

Gli apostoli, alla vista del cordone con il quale l'avevano legata, glorificarono Dio e tutti domandarono perdono al beato Tommaso per la benedizione datagli dalla beata Maria e per l'aver egli visto il corpo santissimo salire nei cieli. Il beato Tomaso li benedisse” (Transitus A, 20-21).

  1. Anche in questo caso Tommaso continua ad essere il discepolo che fa l’esperienza personale del mistero pasquale, questa volta non dell’incontro con il Risorto, ma dell’incontro con la Vergine Maria assunta al cielo in anima e corpo. Possiamo dire anche che l’apostolo Tommaso è colui che beneficia della prima apparizione mariana della storia della Chiesa. E ancora una volta la sua esperienza diventa una testimonianza per noi, un sostegno per la fede della Chiesa, che lungo i secoli ha saputo riconoscere nella tomba vuota di Gesù e nella tomba vuota di Maria un sostegno alla nostra speranza e la promessa che un giorno anche la nostra tomba sarà vuota, quando parteciperemo con tutta la nostra persona al mistero pasquale del Signore Gesù.
  1. In un tempo come quello che stiamo vivendo, colpito quotidianamente dagli artigli della morte aggrappiamoci anche noi al cordone che Maria ha lasciato a Tommaso e gettiamo lo sguardo nella tomba vuota, come faremo tra poco, per avere la certezza che Gesù ha vinto la morte non solo per sé, non solo per sua Madre, ma anche per ciascuno di noi.

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Assumption of Our Lady

14th August, 2020-II Vigil

Death with dignity

  1. Dear brothers and sisters,

May the Lord give you Peace!

This evening's vigil is dedicated to commemorating the “dormitio” or “transitus” of the Most Blessed Virgin Mary, that is, the moment of her earthly death. We know that the place where the “transitus”-the passing of the Blessed Virgin Mary is commemorated is located on Mount Sion, where the sanctuary of the “Dormitio Mariae”-the falling asleep is built in her memory. To help us better visualize this event, our dear Franciscan Brother Benito has arranged for a statue to be made that depicts Our Lady asleep, sweetly in the sleep of death. Being able to see the representation of this mystery naturally has the purpose of reviving our devotion to Mary, and being able to feel her even closer to each of us - as we pray in the Hail Mary - “now and at the hour of our death”.

  1. This evening's celebration is based on a very ancient text, an apocryphal one dedicated to her pious passing, that is, to the pious death, of the Mother of Jesus. It is a very beautiful text, the original is probably from the second century, but we also have various versions of the fourth century. This text recounts the last days of Mary's earthly life, who after Jesus died on the Cross was welcomed into the house of St. John, the beloved disciple, who had been entrusted to her and to whom she had been entrusted. Two years after the death of Jesus, Mary wished to be reunited with her Divine Son. Feeling the approach of death, Mary wishes to have the Apostles beside her, and the Apostles, moved by a mysterious inspiration, rush to her bedside from the parts of the world where they find themselves. Christ, now living in glory, also appears to console her and give her courage. She herself says in the Latin version of the Transitus: “Before He sustained His passion, I prayed to my Son that both He and you would be present at my death; and He granted me this favour. Know therefore that my transitus-passing will take place tomorrow. Watch and pray with me, so that when the Lord comes to take my soul, He may find you watchful.” (Transitus BVM A, v. 10).

Thus, around the bedside of the Mother of Jesus, we can say that the whole Church gathers, of which Mary had become Mother at the foot of the Cross and at Pentecost. The death of Mary is told as the death of the ancient patriarchs. Around her there are no “children according to the flesh”, but her Divine Son and those who welcomed Him and for this reason became children of God “begotten not from flesh, nor from blood, nor from the will of man, but from God” (Jn 1: 12-13).

  1. In review B of the Transitus, Melito of Sardi makes a poetic and spiritual description of Mary's death: “Suddenly the Lord Jesus Christ came with a great multitude of angels and a great splendour spread over the place, while the angels sang a hymn and praised the Lord. Then the Saviour said: “Come, most precious pearl, enter the abode of eternal life.”

Mary prostrated herself on the floor, worshiped God and said: «Blessed be the name of Your glory, O Lord my God, who has deigned to choose me, Your handmaid, and to entrust Your mysterious mystery unto me. Remember me, O Lord of glory! You know that I have loved You with all my heart and have guarded the treasure entrusted to me. Therefore take this servant of Yours, free me from the power of darkness, so that she will not have to face any clash with Satan, nor see me coming towards the gloomy spirits».

The Saviour answered her: «When, sent by the Father for the salvation of the world, I was suspended on the Cross, the prince of darkness came to me, but, not having been able to find in me any trace of his works, he went away conquered and crushed. When you see it, it will only be by virtue of the law of mankind, by virtue of that law by which you have the destiny of death. But it cannot hurt you, since I am with you to help you. Come peacefully! The celestial host is waiting for you to introduce you to the joy of paradise” (Transitus B, 7,2-8,1-2).

  1. Mary closed her eyes and died in a human and divine context at the same time; a familiar, serene, beautiful, consoling context; a context of faith in which even the fear of death is overcome. Mary closes her eyes and dies after having once again been able to strengthen the faith of the disciples. Mary closes her eyes and dies after having been able to enjoy the closeness of her dearest people, greeted for the last time, before definitively entering the paschal mystery together with her Son Jesus.
  1. In this way of dying there is a great dignity and there is the Christian meaning of dying. A dignity that in our days we do not always experience, which was lost during the pandemic and which we absolutely must recover, if we want to recover the human value of that last act of living which is dying. During the pandemic, how many people died alone, without being able to have loved ones next to them, without being able to say a last farewell, without being able to say a word of comfort to loved ones, without being able to share the last and decisive passage of existence! How many people in this time have not been able to be surrounded by their own family and community at the hour of death. How many could not be brought with affection to the place of burial, as Mary was carried by the Apostles, waiting to enter the Paschal experience of being united with Jesus not only in death but also in overcoming death!
  1. May the celebration of the transitus-passing of the Most Blessed Virgin Mary help us to rediscover the value and dignity of our dying in a human and Christian way, as children of God, who are such because they believe in the Son of Mary. May Mary, in her way of dying, teach us how to stay close to those who find themselves living this last passage of life. May Mary, with her way of dying, accompany us one day and take us by the hand, when our time comes, so that we know how to enter with confidence into the mystery of death, together with her Son Jesus, aware that entering into death with Him means in reality, to enter into life, into the fullness of life, into God.

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Feast of the Assumption of Our Lady

15th August, 2020.

The value of the soul and body

Ap 11.19; 12,1-6.10; Ps 44; 1Cor 15.20-26; Lk 1: 39-56

  1. Dearest sisters and dearest brothers,

May the Lord give you Peace!

 At the centre of today's celebration is the prodigy that God has worked in the body and soul of Mary. The mystery we celebrate is in fact the Assumption into heaven of Mary in body and soul, not only the entrance of her soul into Heaven.

The feast of the Assumption of the Most Blessed Virgin Mary was born here in Jerusalem where in the second century the account of her Dormitione-falling asleep or Transitus-passing was written.

In the 6th century, again here in Jerusalem, this event begins to be celebrated as a feast and the feast extends first to the East then to the West with Pope Sergius (a 7th century Syrian pope). In 1950 it was Pope Pius XII who proclaimed the dogma of the Assumption of Mary into heaven in body and soul. Vatican II reads this event in the logic of the sign: “The Mother of Jesus, in heaven now glorified in body and soul, is the image and beginning of the Church which must have its fulfillment in the future age, so she shines on earth now before the pilgrim People of God as a sign of sure hope and consolation, until the day of the Lord coming” (LG 68).

  1. The whole liturgy of the Assumption must be seen in this perspective. The first reading presents the “grandiose sign” of the “woman clothed with the sun, with the moon under her feet and a crown of twelve stars on her head. She was pregnant and was crying out in the pangs of childbirth “(Ap 12: 1ff.). The sign of the woman contrasts with that of the red dragon eager to devour the unborn child. But it is God Himself who intervenes to save the Son and to give the woman a refuge.

More light comes from the second reading which presents Jesus Christ as the first to be risen from the dead. The glorious body of Jesus is the first fruits of the new humanity which is no longer under the power of sin and death. The glorification of man in his personal totality is reserved for every Christian, but the first to experience it fully is Mary, who for this very reason becomes a sign of hope and consolation for us.

  1. It is precisely the story of the “Transitus passing of the Blessed Virgin Mary” as handed down to us by Melito of Sardi, at the end of the second century, that gives a reading of faith of the death and Assumption of Mary into heaven:

“Suddenly the Lord Jesus Christ appeared with a great multitude of angels all resplendent with great brilliance, and said to the Apostles:” Peace be with you! “They replied: «May Your mercy be upon us, O Lord, as we have hoped in you»“(Transitus B, 16,1).

According to the account, at this point Jesus asks the disciples what they want Him to do.

“Peter and the other Apostles answered: «You, Lord, have chosen this handmaid as Your immaculate bridal chamber and we as Your servants in Your ministry. You, with the Father and the Holy Spirit, constituting One and the Same Divinity and an infinite power, You knew everything before the centuries even began. If, therefore, with the power of Your grace it were possible, it would seem right to us Your servants that as You, having overcome death, reign in glory, so You would raise Your mother's  body and lead her joyfully to heaven»“ (Transitus B, 16, 3).

Again according to the same narrative, Jesus complies with the Apostles' request and orders the archangel Michael to roll away the stone from Mary's tomb and thus: “Mary, immediately rises from the tomb, blesses the Lord and stretches herself out at the Lord's feet and adores Him. saying: «I cannot worthily thank you, O Lord, for the immense benefits that You have deigned to grant to me Your handmaid. Your name, Redeemer of the world, God of Israel, be blessed forever and ever»“ (Transitus B, 17,2).

  1. The Assumption of Mary in body and soul is therefore also one of the “great works” that the Almighty deigned to perform out of respect for “the humility of His servant”: how Mary welcomed and carried the Son of God in the humility of our human condition, so the Son wanted to welcome and bring, with the same love, Mary in the fullness of God's glory.
  1. The story of Mary, however, concerns us closely: what happened in her as the first fruits of the redemption will take place in us in the final fulfillment of history.

Mary is truly for us a sign of hope and consolation: she shows us that if we follow Christ on earth, we will also follow him in Heaven; if we welcome Him in this life, He will be the one to welcome us in the next, not as souls with mutilated bodies, but as persons who participate fully and wholly in the life of God.

Assumption of Our Lady

15th August, 2020-II Vespers

An empty tomb and a cord

  1. Dear brothers and sisters,

May the Lord give you Peace!

In the Easter narratives handed down by St. John, the Apostle Thomas occupies a particular and exemplary place, because he is the model of the believer who needs to be helped to believe through the experience of seeing and touching. He thus becomes the witness that allows us to be blessed in believing without the need to see.

  1. The Apostle Thomas also occupies a particular and exemplary place in the story of the Transitus-passing of the Most Blessed Virgin Mary. According to the Latin account of the Transitus, at the time of his death Thomas was the only Apostle not present. He arrives at the Mount of Olives and Mary has already been laid in the tomb, he asks to be able to see the body and, since he claims that the body of the Virgin is not in the tomb, and he receives Peter's reproach: “Then, almost angry, [the Apostles] they went to the tomb which was new and hewn out of the rock, and took away the stone. But they did not find the body, and they did not know what to say, conquered as they were by the words of Thomas” (Transitus A, 19).
  1. In the story, Thomas then takes up the word and recounts his experience: “that while he was singing the Mass, in India, without his noticing it, the word of God carried him to the Mount of Olives where he saw the most holy body of the blessed Maria ascend into heaven and asked her to give him a blessing, as she had heard his plea and had thrown him the cord that encircled her; and showed the cord to all.

The Apostles, at the sight of the cord with which they had tied her, glorified God and all asked forgiveness from Blessed Thomas for the blessing given to him by Blessed Mary and for having seen the most holy body ascend into heaven. Whereupon, Blessed Thomas blessed them” (Transitus A, 20-21).

  1. Also in this case Thomas continues to be the disciple who has the personal experience of the Paschal Mystery, this time not of the encounter with the Risen One, but of the encounter with the Most Blessed Virgin Mary assumed into heaven in body and soul. We can also say that the Apostle Thomas is the one who benefits from the first Marian apparition in the history of the Church. And once again his experience becomes a witness for us, a support for the faith of the Church, which over the centuries has been able to recognize in the empty tomb of Jesus and in the empty tomb of Mary a support for our hope and the promise that one day even our tomb will be empty, when we participate with our whole person in the paschal mystery of the Lord Jesus.
  1. In a time like the one we are experiencing in these days with the pandemic, struck daily by the claws of death, let us too cling to the cord that Mary left to Thomas and let us look into the empty tomb, as we will do shortly, to be ever sure that Jesus has overcome the death not only for Himself, not only for His Mother, but also for each one of us.