Intervento del Custode di Terra Santa

Eccellenza Muhammad Ahmad Hussein, Gran Muftì di Gerusalemme,
Em.za Rev.ma Cardinal Leonardo Sandri,
Eccellenza Azzam Al-Ahmad, Responsabile dei Waqf
Dr. Ramzi Khoury, Presidente del Comitato Presidenziale per gli Affari della Chiesa
Eccellenze e autorità qui presenti,
permettetemi di salutare tutti voi con il saluto caro e abituale a san Francesco d’Assisi:
Il Signore vi dia pace!

1. Unendomi alle parole di Sua Eminenza Reverendissima il cardinal Leonardo Sandri anch’io, in questa sede, a nome dei frati della Custodia di Terra Santa, qui noti come “frati della corda”, desidero esprimere un ringraziamento particolare alla Casa Reale di Giordania per aver favorito questo incontro e a Sua Eccellenza Muhammad Ahmad Hussein e alle autorità del Waqf di Gerusalemme per essersi resi disponibili a realizzarlo.
Questo anno è per noi particolarmente significativo, perché commemoriamo l’ottavo centenario della venuta in Terra Santa del nostro fondatore, san Francesco d’Assisi, come pellegrino di pace nel 1219.

2. Quel pellegrinaggio di 800 anni fa fu particolarmente importante per il nostro fondatore, perché in quella occasione ebbe la possibilità di visitare e venerare i Luoghi Santi di Gerusalemme e Betlemme. La sua esperienza qui in Terra Santa lo spinse a dare a noi Frati Minori delle indicazioni preziose per vivere qui in modo pacifico e mettendoci al servizio di tutti per amore di Dio (Rnb XVI), ciò che abbiamo cercato di fare lungo questi otto secoli.

3. Francesco d’Assisi, il nostro fondatore, è il santo della fraternità e della pace, e ci spinge a cercare di vivere relazioni fraterne con ogni persona, al di là di quelle che sono le differenze di lingua, di cultura e di religione. Anzi, Francesco d’Assisi, nel nome dell’unico Dio Creatore ci spinge a riconoscere nelle stesse creature dei fratelli e delle sorelle di cui siamo chiamati a prenderci cura e con cui siamo chiamati a far salire a Dio una lode incessante.
Come lui stesso canta nel “Cantico di Frate Sole”: “Altissimu, onnipotente e bon Signore, / tue son le laude, la gloria, l’onore et ogni benedizione. / A te solo Altissimo se konfanno (= si addicono) / et nullo home ène digno te mentovare (nessun uomo è degno di nominarti)”.

4. Oggi, a distanza di otto secoli, sentiamo che la nostra presenza fraterna in Terra Santa continua ad avere un significato profondo, sia nel nostro dare lode a Dio nei Luoghi Santi, sia nel cercare di tessere relazioni fraterne con ogni persona, sia nel continuare a metterci a servizio di tutti per amore di Dio.
L’esperienza maturata in questi secoli continua a farci privilegiare i più piccoli, come nella scuola Hellen Keller di Beit Hanina, dove ci prendiamo cura dell’educazione scolastica di bambini ciechi e ipovedenti, tutti musulmani, che grazie all’impegno della Custodia di Terra Santa possono avere un’istruzione e un futuro, e le cui famiglie si sentono confortate e aiutate dalla nostra opera.
L’esperienza maturata ci porta a valorizzare un luogo come Betania, il luogo in cui Gesù sperimentava l’ospitalità e l’amicizia di Lazzaro e delle sue sorelle, attraverso la collaborazione con l’Università di Al Quds nel campo della ricerca archeologica e dello sviluppo per il benessere della locale comunità, tanto cristiana, come musulmana, in stretta collaborazione con le autorità locali.
L’esperienza maturata ci porta a credere che sia possibile e necessario fare passi di collaborazione sempre ulteriori, per il bene di questa Città Santa, per il bene dei fedeli di tutte le religioni, per il bene della Terra Santa e di tutti i suoi abitanti.

5. Concludo ringraziando ancora una volta tutti voi per averci accolti, questa mattina, in questo luogo così importante e sacro per i fedeli dell’Islam, ricordando insieme il pellegrinaggio di pace che san Francesco fece 800 anni fa qui in Terra Santa.
Il Signore vi ricolmi della sua benedizione e della sua pace. 
Grazie.