Ingresso S. Em.za card. Leonardo Sandri  al Santo Sepolcro

Saluto

Eminenza Reverendissima,

Il Signore Le dia Pace!

1. Benvenuto nel cuore della Terra Santa, benvenuto a Gerusalemme, Città Santa e amata da tutti i figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani; benvenuto nel luogo più santo per la nostra fede cristiana che è questa basilica che custodisce il Calvario e il Santo Sepolcro.
Qui – come ci ricorda san Francesco – “il Signore ha regnato dal legno” (UffPass VIII,9: FF 288), qui si è compiuto il sacrificio “nel quale le cose che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, sono state pacificate e riconciliate a Dio onnipotente” (LOrd 13: FF 217), qui “è venerato il sepolcro nel quale giacque per qualche tempo il corpo del Signore” (LOrd 21: FF 220), qui il Signore ha potuto salmeggiare nel giorno della sua Pasqua: “Mi ero addormentato e sono risorto, e il Padre mio santissimo mi ha accolto nella gloria” (UffPass VI,9: FF 287).

2. Questo luogo è caro a tutti i cristiani, e in questi ultimi anni abbiamo cercato di costruire relazioni più fraterne con le comunità sorelle che attingono alla santità di questo luogo e la esprimono attraverso la preghiera che qui sale a Dio nelle lingue dell’Oriente e dell’Occidente Cristiano, durante il giorno e in modo ancor più suggestivo e significativo durante la notte. Qui c’è l’unico altare su cui celebrano – non ancora insieme ma pure sempre nello stesso luogo – cristiani di Oriente e di Occidente, uniti nella stessa fede seppure ancor divisi alla mensa eucaristica.
In questi ultimi anni abbiamo avuto modo di dialogare e collaborare soprattutto grazie ai lavori di consolidamento e restauro, che hanno permesso di restituire ai fedeli e ai pellegrini l’Edicola del Santo Sepolcro interamente restaurata e bella. Ci approntiamo a iniziare una seconda fase di restauri che coinvolgerà il pavimento dell’intera basilica e la sua infrastruttura. Preghiamo ogni giorno anelando un giorno nuovo, quello in cui saremo capaci non solo di restaurare questa sua casa ma di accogliere da Lui il dono di tornare ad essere visibilmente un unico corpo; aneliamo il giorno in cui non ci limiteremo ad adorare il Risorto nello stesso luogo, ma sapremo adorarlo insieme e insieme riconoscerlo risorto nel gesto dello spezzare il pane.

3. Come Lei ben sa, questa è una città dove si concentrano le bellezze e le contraddizioni della nostra umanità. È una città per la quale il nostro Signore Gesù Cristo si è donato interamente e sulla quale ha pianto intravedendone la difficile storia. Qui attendiamo che la Gerusalemme Celeste discenda come una sposa e trasformi a propria immagine e somiglianza la Gerusalemme terrestre, rendendola finalmente luogo di adorazione per tutti i popoli, luogo di convivenza e di comunione, luogo dove l’Agnello dimora e inaugura la nuova creazione.

4. Come frati minori della Custodia di Terra Santa, qui presenti ormai da otto secoli, sempre abbiamo sentito la vicinanza della Chiesa di Roma che – ci dice san Francesco – “è la nostra madre”, attraverso i primi interventi risalenti ai tempi di papa Gregorio IX, amico personale dello stesso san Francesco d’Assisi; poi attraverso il mandato affidatoci da papa Clemente VI di vivere in questi luoghi, di pregare in questi luoghi, di renderli accessibili e di prendercene cura; infine in tempi recenti lo stesso papa Francesco ci ha confermati in questa missione e ci ha esortati a essere in questa terra “testimoni gioiosi del Risorto”. 
Come frati minori della Custodia di Terra Santa Le siamo vicini, Le assicuriamo la nostra preghiera costante e la nostra fedele e leale collaborazione. Che il Signore Risorto Le dia quotidianamente la forza di servire con amore, anche e soprattutto nel suo ufficio di Prefetto per la Congregazione delle Chiese Orientali, la Chiesa che vive in questa Terra e Le dia la capacità di incoraggiare tutti noi a vivere con fiducia e con speranza la nostra presenza, la nostra missione e il nostro servizio in questa Terra e in questa Città santa, aperti a relazioni fraterne con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, appartenenti alle varie confessioni cristiane, alle varie fedi e religioni, ai diversi popoli e nazioni che qui vivono e qui salgono.

Il Signore La ricolmi di ogni grazia e benedizione nel Suo ministero e Le doni la Sua pace!