II Domenica di Pasqua - II Sunday of Easter

Festa della Divina Misericordia - Feast of the Divine Mercy

At 4,32-35; Sal  117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31

  1. Cari fratelli e sorelle,

Il Signore vi dia la Pace.

Questo è il dono di Gesù Cristo, il nostro Signore risorto, la sera della prima Pasqua. Questo è il dono che Egli ci offre ogni domenica, quando si rende presente in mezzo a noi nella celebrazione della Santa Eucaristia.

Questa domenica, la domenica dell'Ottava di Pasqua, celebriamo una festa speciale, cioè la festa della Divina Misericordia. Probabilmente sapete che questa festa è collegata alle apparizioni di Gesù a un'umile suora, suor Faustina  Kowalska. Ma fu nel 2000, durante il grande Giubileo dell’Incarnazione, che il santo Papa Giovanni Paolo II  stabilì che la devozione alla Divina Misericordia doveva diventare una festa liturgica per tutta la Chiesa cattolica, nella seconda domenica di Pasqua.

Desidero sottolineare ora solo due aspetti della Divina Misericordia che sono chiari nelle letture che abbiamo ascoltato in questa liturgia.

  1. In primo luogo, la Divina Misericordia è un dono di Cristo risorto, attraverso il ministero della Chiesa.

Leggiamo nel Vangelo di San Giovanni che il Signore Gesù risorto venne e si fermò in mezzo agli apostoli e disse loro: “La pace sia con voi”. E mostrò loro le sue mani e il suo fianco, il che significava mostrare il suo amore che aveva manifestato dando la sua vita per tutti noi sulla Croce.

Allo stesso tempo Gesù disse ai discepoli per la seconda volta: “La pace sia con voi”. E diede loro il ministero della misericordia, dicendo loro: “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. E alitando su di loro disse: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.

Quindi, è importante, prima di tutto che ricordiamo che la misericordia è un dono di nostro Signore Gesù Cristo, che è morto per noi vincendo la morte ed è risorto dalla morte donandoci il perdono e la vita eterna. Tutto questo Egli lo fa attraverso il dono dello Spirito Santo che ci rinnova e attraverso il ministero della Chiesa che ci offre il perdono dei nostri peccati.

  1. In secondo luogo, è molto importante scoprire che quando accogliamo la Divina Misericordia diventiamo in grado di cambiare profondamente i nostri atteggiamenti.

La Divina Misericordia è la fonte della nostra conversione, di una profonda conversione dall'atteggiamento egoista all'amore concreto attraverso una concreta forma di condivisione dei nostri beni.

Se prestiamo attenzione alla lettura degli Atti degli Apostoli, scopriamo che coloro che hanno accolto la predicazione di San Pietro, cioè l'annuncio della risurrezione di Gesù e la chiamata alla conversione, hanno ricevuto il battesimo e il dono dello Spirito Santo e hanno iniziato a vivere una vita nuova: “ La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune... Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno”.

Quando riceviamo misericordia, è necessario che poi diventiamo misericordiosi, in modo molto concreto. E se vogliamo ricevere misericordia è necessario che siamo disponibili ad offrire misericordia, questo è ciò che chiediamo nella preghiera del “Padre nostro”, quando preghiamo: “E rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori”.

Allo stesso modo possiamo pregare: “Sii misericordioso con noi, o Signore, come anche noi siamo misericordiosi con i nostri fratelli e sorelle”.

  1. Al termine di questa riflessione chiediamo al Signore una profonda esperienza della Divina Misericordia, usando una preghiera di santa Faustina Kowalska:

“Gesù misericordiosissimo, la cui prerogativa è quella d'avere compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma la fiducia che abbiamo nella Tua infinita bontà e accoglici nella dimora del Tuo pietosissimo Cuore e non lasciarci uscire di lì per l'eternità. Ti supplichiamo per l'amore che Ti unisce al Padre ed allo Spirito Santo” (Diario, 10.VIII.1937).

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Act 4,32-35;Ps 117; 1Gv 5,1-6;Gv 20,19-31

  1. Dear brothers and sisters,

May the Lord give you Peace!

This is the gift of our risen Lord Jesus Christ, the evening of the first Easter, this is the gift He offers us every Sunday, when He comes to us in the celebration of the Holy Eucharist.

This Sunday, the Sunday of the Octave of Easter we celebrate a special feast, which is the feast of the Divine Mercy. Probably you know that this feast is connected to the apparitions of Jesus to a humble Polish Sister, Sister Faustina Kowalska. It was in 2000, during the great Jubilee of Incarnation, that Saint Pope John Paul the Second established that the devotion to the Divine Mercy should become a liturgical Feast for all the Catholic Church, on the Second Sunday of Easter.

Let us now underline just two aspects of the Divine Mercy that are crystal clear in the readings we heard in this liturgy.

  1. First of all the Divine Mercy is a gift of the Risen Christ, through the ministry of the Church.

We read in the Gospel of Saint John, that the Risen Lord Jesus came and stood in the midst of the apostles and said to them: “Peace be with you”. And he showed them His hands and His side, which signified His love that was manifested in giving His life for all of us on the Cross.

At the same time Jesus said to the disciples for the second time: “Peace be with you”. And gave to them the ministry of mercy, saying to them: “As the Father has sent me, so I send you”. And, breathing on them, He said to them: “Receive the holy Spirit. Whose sins you forgive are forgiven them, and whose sins you retain are retained”.

So, it is important, first of all that we remember that mercy is a gift of our Lord Jesus Christ, who died for us conquering death and rising from death bringing us forgiveness and eternal life, through the gift of the Holy Spirit that renews us and through the ministry of the Church that offers us the forgiveness of our sins.

  1. Secondly it is very important to discover that when we welcome the Divine Mercy we become able to profoundly change our attitudes.

Divine Mercy is the source of our conversion, of a deep conversion from a selfish attitude towards concrete love through concrete sharing.

If we pay attention to the reading from the Acts of the Apostles, we discover that those who welcomed the preaching of Saint Peter, that is the announcement of the Resurrection of Jesus and a call to conversion, baptism and the gift of the Holy Spirit, they become able to live a new life: “The community of believers was of one heart and mind, and no one claimed that any of his possessions was his own, but they had everything in common… There was no needy person among them, for those who owned property or houses would sell them, bring the proceeds of the sale, and put them at the feet of the apostles, and they were distributed to each according to need”.

When we receive mercy, it is necessary that we become merciful, in a very concrete way. Therefore, if we wish to receive mercy it is necessary that we are available to offer mercy. This is what we ask in the prayer “Our Father who art in Heaven”, when we pray: “And forgive us our trespasses as we forgive those who trespass against us”.

In the same way we can pray: “Be merciful with us, as we are merciful to our brothers and sisters”.

  1. At the end of this reflection let us ask to the Lord to experience a deep sense of the Divine Mercy, using a prayer of Saint Faustina Kowalska:

“Most Merciful Jesus, whose very nature it is to have compassion on us and to forgive us, do not look upon our sins but upon our trust which we place in Your infinite goodness. Receive us all into the abode of Your Most Compassionate Heart, and never let us escape from it. We beg this of You by Your love which unites You to the Father and the Holy Spirit” (Diary, 1211).