Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

Assunzione di Maria

Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 44; 1 Cor 15,20-26; Lc 1,39-56

1. Carissime sorelle e carissimi fratelli, il Signore vi dia Pace!
“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, canta Maria nella casa di Elisabetta. E in verità tutta l’esistenza di Maria è attraversata da questo ritornello.
Certamente è una grande cosa il suo essere stata concepita senza macchia di peccato originale, così da poter essere totalmente disponibile alla grazia e alla volontà di Dio, per poter generare il nostro Salvatore.
Grande cosa operata da Dio è stata il suo aver concepito il Figlio di Dio per opera dello Spirito Santo, conservando intatta la sua verginità, segno di una nuova condizione della nostra carne e della nostra umanità, che il Cristo avrebbe portato a compimento con la propria risurrezione.
E certamente è una grande cosa operata da Dio l’aver portato Maria nella gloria di Dio in anima e corpo, cioè nell’interezza della sua persona, al termine della sua vita terrena, facendola partecipare pienamente alla risurrezione di Gesù, che comporta una completa trasformazione del suo corpo ormai assorbito nella vita divina.

2. Nel momento in cui cantiamo con Maria “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, dobbiamo farlo considerando che Dio ha fatto e vuole fare anche in noi grandi cose. Lo fa mediante l’azione del suo Santo Spirito, lo fa attraverso la grazia che ci dona il suo Figlio Gesù.
Noi non siamo nati senza macchia di peccato, eppure nel Suo Figlio morto e risorto e mediante l’azione dello Spirito Santo, Dio ci fa grazia, ci perdona e ci rende santi.
Noi non generiamo fisicamente il Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo e con un parto verginale come ha fatto Maria, eppure se siamo docili all’azione dello Spirito Santo noi accogliamo e generiamo realmente Gesù accogliendo e incarnando la sua parola. Al punto che è lo stesso Gesù a dire di noi, quando siamo docili alla volontà e alla Parola del Padre: “Ecco mia madre, ecco i miei fratelli. Perché chiunque fa la volontà del Padre mio, costui è per me fratello, sorella e madre”.
Noi non facciamo l’esperienza di partecipare fisicamente al mistero della risurrezione di Gesù immediatamente dopo la nostra morte, eppure già a partire dal battesimo il nostro corpo porta dentro di sé il seme della risurrezione. Vale la pena ricordare quello che ci ha detto l’Apostolo Paolo nella seconda lettura, quando ci ricorda che Gesù è risorto come primizia, ma tutti noi parteciperemo della sua risurrezione. E vale la pena leggere quel che dice anche nel seguito del capitolo quindicesimo della Prima Lettera ai Corinti, dove parla di questa nostra vita presente come di una vita in un corpo di carne. Parla della nostra morte come di un deporre il seme del nostro corpo nella terra. E parla della nostra risurrezione come dello sbocciare di questo seme mortale che è il nostro corpo in una realtà nuova, totalmente trasformata dall’azione dello Spirito Santo. San Paolo lo chiama “corpo spirituale” per dire che è come il corpo di Gesù risorto, non più soggetto ai limiti della nostra condizione umana naturale. È un corpo pienamente abitato da Dio e capace di partecipare alla vita di Dio, nella pienezza della comunione di amore, nella pienezza di vita, nella pienezza di beatitudine e di felicità. Questo è il corpo di Gesù risorto, questo è il corpo di Maria Assunta al cielo nella totalità della sua persona. Questo sarà il corpo delle persone che abbiamo conosciuto e amato, questo sarà il nostro corpo, quando si realizzerà pienamente il mistero della nostra risurrezione.

3. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.
Guardando a Maria assunta al cielo in anima e corpo, a pochi metri da dove noi ora ci troviamo a celebrare, penso che attraverso questa grande opera, Dio ha veramente voluto offrirci un segno di sicura speranza e di consolazione, come ci ricorda il Concilio Vaticano II.
Come ci esorta papa Francesco nell’enciclica Laudato Sii guardiamo a Maria assunta al cielo in anima e corpo, per avere uno sguardo nuovo, più sapiente, sulla nostra vita e sulla vita di tutto il creato: “Ella [Maria] vive con Gesù completamente trasfigurata, e tutte le creature cantano la sua bellezza. È la Donna «vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo» (Ap 12,1). Elevata al cielo, è Madre e Regina di tutto il creato. Nel suo corpo glorificato, insieme a Cristo risorto, parte della creazione ha raggiunto tutta la pienezza della sua bellezza. Lei non solo conserva nel suo cuore tutta la vita di Gesù, che «custodiva» con cura (cfr Lc 2,19.51), ma ora anche comprende il senso di tutte le cose. Perciò possiamo chiederle che ci aiuti a guardare questo mondo con occhi più sapienti” (LS 241).

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Gethsemane – 15th  August, 2019
The Assumption of the Blessed Virgin Mary
Ap 11,19; 12,1-6.10; Ps 44; 
1 Cor 15,20-26; Lk 1,39-56
“The Almighty has done great things for me”

1.  Dear Brothers and Sisters, 
May the Lord Give You Peace!

"The Almighty has done great things for me," sings Mary at Elizabeth's house. In truth the whole existence of Mary is manifested in this refrain.
Certainly, it is a great thing that Mary was conceived without the stain of original sin, so that she could be totally available to the grace and will of God, in order to be able to conceive our Saviour.
The Great thing worked by God was having conceived the Son of God in her through the work of the Holy Spirit yet keeping her virginity intact. It was and is a sign of a new condition of our flesh and of our humanity, which Christ would bring to fulfillment with His own glorious resurrection.
It is certainly a great thing done by God to have brought Mary into the glory of God in soul and body, that is, in the entirety of her person at the end of her earthly life, making her participate fully in the resurrection of Jesus, which involves a complete transformation of her body now absorbed in divine life.
2. At the moment in which we sing with Mary "The Almighty has done great things", we must do it considering that God has done and wants to do great things in us too. He does it through the action of His Holy Spirit, He does it through the grace that His Son Jesus gives us.
We are not born without stain of sin, yet in His dead and risen Son and through the action of the Holy Spirit, God grants us, forgives us and makes us saints.
We do not physically generate the Son of God, we accomplish it through the work of the Holy Spirit and through a virginal birth as Mary did, yet if we are docile to the action of the Holy Spirit we truly made welcome and generate Jesus by welcoming and incarnating His word. To the point that it is Jesus Himself who says to us, when we are docile to the will and the Word of the Father: "Here is my mother, here are my brothers. Because whosoever does the will of my Father, he is my brother, sister and mother ".
We do not make the experience of participating physically in the mystery of Jesus' resurrection immediately after our death, yet already starting from baptism our body carries within itself the seed of the Resurrection. It is worth remembering what the Apostle Paul told us in the second reading, when he reminds us that Jesus has risen as a first fruit, but all of us will participate in His resurrection. It is worth reading what he also says in the following chapter fifteen of the First Letter to the Corinthians, where he speaks of our present life as a life in a body of flesh. It speaks of our death like depositing the seed of our body in the earth. He speaks of our resurrection as the blossoming of this mortal seed, which is our body into a new reality, totally transformed by the action of the Holy Spirit. St. Paul calls it "the spiritual body” saying that it is like the body of the risen Jesus, no longer subject to the limits of our natural human condition. It is a body fully inhabited by God and capable of participating in the life of God, in the fullness of the communion of love, in the fullness of life, in the fullness of bliss and happiness. This is the body of the risen Jesus; this is the body of Mary assumed into heaven in the totality of her person. This will be the body of the people we have known and loved, this will be our body, when the mystery of our resurrection will be fully realized.

3. "The Almighty has done great things for me".
Looking to Mary taken up to heaven in body and soul, a few meters from where we are now celebrating this Liturgy, I think that through this great work, God really wanted to offer us a sign of sure hope and consolation, as the Vatican Council reminds us II.
Let us also look at how Pope Francis exhorts us in the encyclical Laudato Si, let us look at Mary taken to heaven in body and soul, to have a new, more wise look at our life and the life of all creation: "She [Mary] lives with Jesus completely transfigured, and all creatures sing of her beauty. It is the Woman "clothed with the sun, with the moon under her feet and a crown of twelve stars upon her head" (Rev 12: 1). Raised to heaven, she is Mother and Queen of all creation. In her glorified body, together with the risen Christ, part of the creation has reached the fullness in her beauty. She not only preserves in her heart the whole life of Jesus, whom she "guarded" with care (see Lk 2: 19.51), but now she also understands the meaning of all things. Therefore, we can ask her to help us look at this world with more knowing eyes "(LS 241).