Festa della Trasfigurazione del Signore

Riflettere il volto luminoso di Gesù

Dn 7,9-10.13-14; Sal 96; 2Pt 1,16-19; Mt 17,1-9

  1. Carissime sorelle, carissimi fratelli, carissimi amici che ci seguite attraverso la trasmissione del Christian Media Center,

il Signore vi dia pace!

Ci sono momenti nella nostra vita durante i quali il Signore Gesù si manifesta a noi in modo particolarmente intenso. A volte si tratta di un momento di preghiera o di adorazione, a volte un momento di contemplazione, a volte è un’intuizione che ci viene mentre stiamo ascoltando la Parola di Dio o mentre qualcuno ci parla di Gesù.

Sono momenti che oserei definire luminosi, momenti in cui Dio si manifesta e si rivela a noi in modo più evidente; sono momenti che lasciano dentro il cuore una certezza che riguarda la persona di Gesù e la nostra relazione con Lui.

  1. Viceversa, ci sono momenti in cui tutto sembra buio, senza senso. Sono momenti di sofferenza, di dubbio, di prova e di oscurità. Sono momenti nei quali pensiamo che la nostra fede sia frutto di un inganno, di una illusione, la proiezione di un desiderio più che il risultato di un’esperienza.

Basti pensare a quello che tante persone hanno vissuto e stanno tuttora vivendo, a causa della pandemia: l’angoscia di essere fragili e vulnerabili, l’esperienza di non poter stare accanto ai propri cari ammalati, il dramma di non poter neanche accompagnare un familiare negli ultimi istanti della sua vita, la percezione di essere disorientati anche nella propria fede.

  1. La Trasfigurazione di Gesù su questo monte, il Tabor, ci viene narrata nei vangeli e anche dall’apostolo Pietro nella sua “Seconda Lettera”, proprio per ricordarci che è necessario portare sempre nella memoria del cuore i momenti in cui Lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto l’esperienza di quanto sia bello e luminoso il Suo volto, una luce che ci fa intuire nell’uomo Gesù di Nazareth il Figlio eterno di Dio. Se non conserviamo queste esperienze luminose nella memoria del cuore la nostra fede sarà facilmente travolta nei momenti di prova, di dolore, di difficoltà.
  1. È stato così anche per gli apostoli. Ce lo ricorda un grande Papa e Padre della Chiesa del IV secolo, san Leone Magno che in uno dei suoi discorsi spiega: “Questa trasfigurazione, senza dubbio, mirava soprattutto a rimuovere dall'animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l'umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo” (Disc. 51, 3-4. 8; PL 54, 310-311. 313).
  1. Nel vangelo di questa festa scopriamo poi che questa esperienza, che fa parte del nostro cammino di cristiani, non è qualcosa di solitario ma qualcosa che condividiamo con altri: siamo in compagnia di Mosè ed Elia, di Pietro, Giacomo e Giovanni, i testimoni dell’Antico e del Nuovo Testamento che ci aiutano a scoprire chi è Gesù, qual è il suo vero volto.

Nel vangelo della trasfigurazione (e nel brano che abbiamo letto come seconda lettura) è condensata l’esperienza di tre testimoni privilegiati: Pietro, Giacomo e Giovanni. Ed è proprio attraverso la loro esperienza che noi scopriamo che la nostra vita cristiana consiste in un rapporto sempre più personale ed approfondito con Gesù: Egli ha invitato Pietro, Giacomo e Giovanni a seguirlo sulla via della croce (Mt 16,20-28) ed ora mostra loro che la croce non è la destinazione finale di questo cammino, ma solo la penultima tappa. La vita di Gesù, la vita dei discepoli, la nostra vita, la vita della Chiesa e dell’intera umanità ha come meta la piena partecipazione alla gloria della vita divina. L’esperienza della croce, della passione e della morte non è il punto di arrivo della vita di Gesù e della nostra, ma semplicemente il transito, il passaggio, verso la gloria della risurrezione.

  1. Anche noi oggi siamo saliti su questo santo Monte per contemplare il volto luminoso di Gesù e per ascoltare la sua parola. Con il gruppo di giovani frati che si preparano alla Professione perpetua e solenne ci fermeremo quassù per gli esercizi spirituali, cioè per vivere un tempo di profonda intimità col Signore e per accogliere e mettere in pratica quello che Lui ci dirà. Chiediamo già in questa celebrazione eucaristica, che durante questa settimana il Signore Gesù si manifesti in modo particolarmente intenso dentro la vita di ciascuno di noi.
  1. A voi giovani che vi preparate a dire il vostro “sì” definitivo alla chiamata del Signore, auguro che questi giorni possano essere davvero giorni nei quali scoprirete ancora di più il volto bello e luminoso di Gesù.

Vi auguro di riuscire ad ascoltare fino in fondo quello che Lui vi dirà, perché quello che Lui vi dirà diventi poi la base di ogni vostra scelta e del vostro donare la vita.

Vi auguro di saper conservare nella memoria del cuore l’esperienza di questi giorni, perché poi tutti noi dovremo scendere da questo Monte santo e luminoso e tornare a camminare nella vita di tutti i giorni, che contiene anche molto grigiore e inevitabilmente anche il buio profondo della passione e della croce.

Vi auguro soprattutto che, scendendo dal Monte, chi vi incontra possa vedere sul vostro volto almeno un riflesso della luce che brilla sul volto di Cristo.