Famiglia di Dio, famiglia dell'uomo - Family of God, family of man

Festa Santa Famiglia di Nazareth - Feast Holy Family of Nazareth

Gn 15,1-6; Sal 21,1-3; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40

1. Carissimi fratelli, carissime sorelle,

il Signore vi dia pace!
Oggi è la festa della Santa Famiglia di Nazareth: Gesù, Giuseppe e Maria. Celebriamo la Santa Messa nel luogo dove loro hanno vissuto per tanti anni una vita umile e semplice fatta di amore reciproco, di servizio reciproco, di lavoro silenzioso, di preghiera e di ascolto attento della Parola di Dio. 
È un’occasione speciale per pregare anche per le nostre famiglie e per tutte le famiglie del mondo. Un pensiero e una preghiera speciale sono per le famiglie che durante quest’anno hanno sofferto particolarmente a causa della pandemia, per la malattia o la perdita di qualche persona cara, per la perdita del lavoro, per le restrizioni che hanno dovuto subire i bambini e i giovani. È l’occasione anche per pregare per le nuove famiglie, perché non si scoraggino nell’affrontare le difficoltà del presente, ma vadano incontro al futuro con speranza. Dio vi accompagna. Dio ci accompagna.

2. Quando leggiamo la Parola di Dio rimaniamo sorpresi dal fatto che Dio stesso desidera entrare dentro la nostra storia e dentro una famiglia. Ed è proprio la Parola di Dio di questa festa che illumina anche la realtà e il cammino delle nostre famiglie e della famiglia umana.
Dio desidera immergersi nelle nostre vicende umane e al tempo stesso ha un paziente rispetto per i nostri tempi, le nostre lentezze, le nostre povertà. Le letture che abbiamo ascoltato sono esemplari e ci insegnano a guardare al futuro con una speranza paziente.
Ad Abramo ormai vecchio negli anni Dio promette una discendenza impensata e insperabile: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle. Tale sarà la tua discendenza». In realtà Abramo vedrà nascergli un solo figlio: ma quell’unico figlio è pegno e garanzia che Dio mantiene le promesse; quell’unico figlio è sufficiente per insegnarci che bisogna fidarsi di Dio e di Lui soltanto. Ma nel momento in cui promette ad Abramo una discendenza così numerosa, Dio sta già pensando di diventare lui stesso discendenza di Abramo perché la discendenza di Abramo possa diventare la famiglia di Dio.

3. Riflettendo su questa vicenda, che segna l'inizio del popolo eletto, l'autore della lettera agli Ebrei ci svela il segreto attraverso il quale noi pure possiamo diventare discendenza di Abramo, famiglia di Dio: è per mezzo della fede. 
È la fede ad inserirci nell'albero genealogico di Abramo, nella famiglia stessa di Dio. 
È per fede che noi accogliamo Dio e gli "permettiamo" di inserirsi dentro la famiglia umana; è per fede che ci lasciamo accogliere da Dio e da lui introdurre nella famiglia divina.

4. Il Vangelo di Luca poi ci ricorda che, incarnandosi, Dio ha voluto nascere dentro una famiglia assolutamente normale, una famiglia che è vissuta proprio qui duemila anni fa o poco più. Maria e Giuseppe, i genitori di Gesù, osservano le stesse tradizioni dei loro vicini e si stupiscono per quello che si dice del loro bambino ma si stupiscono anche per quello che fa e dice il loro bambino. È il senso di meraviglia che sempre accompagna il dono della vita e che ben conosce chi vede crescere i propri figli. Quante sorprese e quanta meraviglia.
Se all’inizio sono loro a educarlo, a insegnargli cosa vuol dire diventare uomo, poi invece cominciano a imparare da lui, seguendolo nella sua crescita e nel suo maturare. C'è qualcosa di straordinario in tutta questa normalità: Dio preferisce abitare in una famiglia normale; sceglie di evitare situazioni di privilegio; è talmente umile che si lascia educare come uomo per potersi donare come Dio, proprio Lui che è il Maestro e la Via al Padre.

5. L'altro grande miracolo che ci viene manifestato nell’incarnazione del Figlio di Dio sta nella rivelazione della dignità della famiglia. Se Dio stesso ha voluto nascere dentro una famiglia normale, ogni nostra famiglia, con un atto di fede, di speranza, di amore, può accogliere Dio, è invitata ad accogliere Dio, ha la sua ragion d'essere ed è famiglia nel suo significato più vero solo quando accoglie Dio accogliendo il suo figlio Gesù.

6. In questa festa della Santa Famiglia di Nazareth chiediamo allora la grazia di saper accogliere Gesù nelle nostre case e nelle nostre famiglie proprio come lo hanno accolto Maria e Giuseppe. 
Chiediamo per tutte le famiglie della nostra comunità e del mondo intero, la grazia di saper vivere nell’amore e nel servizio reciproco, di poter vivere di un lavoro onesto e dignitoso, di coltivare sempre quella profonda fiducia in Dio e nella sua Parola che porta ad affrontare con speranza anche i momenti difficili della vita e della storia, come quello che le nostre famiglie hanno vissuto quest’anno.

7. Desidero concludere con una preghiera composta da San Giovanni Paolo II in occasione del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, del 1980:

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, / Padre, che sei amore e vita,
fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi,
mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, “nato da donna”,
e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità,
un vero santuario della vita e dell’amore
per le generazioni che sempre si rinnovano.

Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi / verso il bene delle loro famiglie
e di tutte le famiglie del mondo.

Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno / per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore.

Fa’ che l’amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio,
si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi,
attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.

Fa’ infine, te lo chiediamo per intercessione della sacra famiglia di Nazaret,
che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra
possa compiere fruttuosamente la sua missione
nella famiglia e mediante la famiglia.

Tu, che sei la vita, la verità e l’amore,
nell’unità del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

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Gn 15,1-6; Ps 21,1-3; Heb 11,8.11-12.17-19; Lk 2,22-40

1. Dear brothers and sisters,

May the Lord give you peace!
Today is the feast of the Holy Family of Nazareth: Jesus, Joseph and Mary. We are celebrating Mass in the very place where they lived for many years in a humble and simple way of life, characterised by their mutual love, their reciprocal service, their silent work, prayer and attentive listening to the Word of God.
This is a special occasion to pray also for our families and for all the families of the world. A special thought and prayer go for those families who, during this year, have suffered in a particular way because of the pandemic, or because of sickness and the loss of a loved one, or because they lost their job, or because of the restrictions that children and young people had to endure. This is also an occasion to pray for the new families, that they may not be discouraged when they face the difficulties of the present life, in order to face the future with hope. God is accompanying you. God is accompanying us.

2. When we read the Word of God we remain surprised by the fact that God himself desires to enter into our own history and into our own family. It is precisely the Word of God for this feast that enlightens also the reality and the journey of our families and of the human family.
God wishes to delve deep into our human events and at the same time he patiently respects our own time-frames, our own sluggishness, our own poverty. The reading that we have heard are exemplary in teaching us to look towards the future with patient hope.
God promises to Abraham, who was already an old man, a descendance that Abraham could never think or hope that would be possible. «Look up at the sky and count the stars, if you can. Just so shall your descendants be». In truth, Abraham would only see the birth of his only son: however, that only-begotten son is a pledge and a guarantee that God will keep his promises; that only son is enough to teach us that we need to trust in God and in Him alone. But in the moment in which God promises to Abraham such a numerous descendance, God is already thinking of becoming Himself a descendant of Abraham, in order that Abraham’s descendance might become the family of God.

3. Reflecting upon this event, which marks the beginning of the chosen people, the author of the Letter to the Hebrews uncovers to us the secret through which we can also become descendants of Abraham, family of God: this happens through faith,
It is faith that inserts us in the family tree of Abraham, in the same family of God.
It is through faith that we welcome God and we “permit” Him to come into our own human family; it is through faith that we let ourselves be welcomed by God and introduced by Him in the divine family.

4. The Gospel of Luke reminds us that, by becoming incarnate, God wanted to be born in a family which is absolutely normal, a family that lived right here in this land some two thousand or more years ago. Mary and Joseph, the parents of Jesus, observed the same traditions of their neighbours, and they marvelled at the words they were hearing being uttered regarding their child, as they also marvelled at what their own child was doing and saying. This is the sense of wonder that always accompanies the gift of life and which is well known by those who see their own children growing up. How many surprises and how many wonderful things.
If, at the beginning, it is the parents who educate the child, who teach him how to do things in order to become a man, then the same parents begin to learn from their child, following him in his growth and in his process of maturing. There is something extraordinary in all this normality: God prefers to dwell in a normal family; He chooses to avoid situations of privilege; He is totally humble and lets himself be educated as a man in order to offer himself as God, precisely He who is the Master and the Way to the Father.

5. The other great miracle that is manifested in the incarnation of the Son of God is found in the revelation of the dignity of the family. If God himself wanted to be born in a normal family, then each and every family of ours, with an act of faith, of hope, of love, can welcome God. Each and every family is invited to welcome God, it finds its meaning of existence and becomes a family in the most real meaning only when it welcomes God by welcoming his son Jesus.

6. In this feast of the Holy Family of Nazareth let us then ask for the grace to be able to welcome Jesus in our homes and in our families precisely as Mary and Joseph welcomed him.
Let us ask for all the families of our community and of the whole world, the grace to know how to live, in love and in service to one another, to live with an honest and dignified work, to cultivate always that profound trust in God and in his Word which leads us to face with hope also the difficult moments of life and of history, such as the moment which our families are living during this year.

7. I would like to conclude with a prayer composed by Saint John Paul II on the occasion of the Synod of Bishops on the family, in 1980:

O God from whom descends all paternity in heaven and on earth, / Father who are love and life, / we ask you that each and every human family on earth may become, through your Son, Jesus Christ, “born of a woman”, and through the Holy Spirit, / a fountain of divine charity, / a true sanctuary of life and of love / for the generations who always renew themselves. 

May your grace guide the thoughts and the works of married couples / towards the good of their families and of the families of the whole world.

May the young generations find in the family a strong support / for their humanity and for their growth in truth and in love.

May love, strengthened by the grace of the sacrament of matrimony, / show itself to be stronger than any weakness and any crisis, through which our families sometimes go through.

Finally, we ask you through the intercession of the  Holy Family of Nazareth, / that the Church, in the midst of all nations of the earth, / may carry out its mission fruitfully / in the family and through the family.

You, who are the life, the truth, and the love
in the unity of the Son and of the Holy Spirit.

Amen.