Conferenza stampa al Getsemani

Care amiche e cari amici, permettetemi di salutarvi tutti col saluto caro a San Francesco: “Il Signore vi dia pace!”

Il Getsemani è uno dei più importanti santuari in Terra Santa. Come ho avuto modo di ricordare recentemente questo è un luogo di preghiera, di violenza e di riconciliazione: di preghiera perché qui Gesù veniva a pregare e ha pregato pure dopo la sua ultima cena coi discepoli prima di venire arrestato. Qui anche milioni di pellegrini ogni anno sostano in preghiera per imparare a sintonizzare la propria volontà con la volontà di Dio. È anche un luogo di violenza, perché qui Gesù è stato tradito e arrestato. È infine un luogo di riconciliazione, perché qui Gesù ha rifiutato di usare la violenza per reagire al suo arresto ingiusto. È un luogo di riconciliazione anche tra le nazioni che si erano combattute durante la Prima Guerra Mondiale e che hanno voluto contribuire all’edificazione della basilica moderna che proprio per questo si chiama: “Basilica delle Nazioni”.

Gli ultimi scavi archeologici condotti in questo sito dal Ministero delle Antichità Giudaiche in collaborazione con i Docenti dello Studium Biblicum Franciscanum confermano l’antichità della memoria e della tradizione cristiana connesse con questo sito.

Come ho detto anche in altre occasioni, noi non abbiamo paura di scavare e non dobbiamo avere paura di scavare, perché la ricerca stessa della verità, sia essa archeologica, scientifica o religiosa esige necessariamente il coraggio e la costanza di scavare: in un terreno, dentro le leggi della natura, nelle biblioteche, dentro la propria stessa anima.

Infine desidero salutare con grande piacere la fruttuosa collaborazione tra la Custodia di Terra Santa, lo Studium Biblicum Franciscanum e le Israel Antiquities Authority.

Come Custodia di Terra Santa, che è lo sviluppo storico della presenza francescana qui iniziata nel 1217, lungo i secoli abbiamo cercato di custodire e preservare luoghi che erano di interesse biblico e cristiano. È grazie alla prudente salvaguardia di questi luoghi lungo i secoli che è possibile ancora oggi compiere campagne di scavi in siti che sono di nostra proprietà.

Lo stesso Studium Biblicum Franciscanum è nato circa 100 anni fa, in seno alla Custodia, in un tempo in cui gli studi biblici e archeologici stavano facendo un salto di qualità perché adottavano le metodologie di studio e ricerca più moderne e scientificamente qualificate. In questi 100 anni sono innumerevoli gli scavi e le pubblicazioni curate dallo Studium Biblicum Franciscanum sempre intrecciando lo studio del testo biblico con l’approfondimento delle lingue bibliche e medio orientali, della storia e della geografia biblica e infine della archeologia biblica. Desidero qui ringraziare questa istituzione accademica ormai centenaria nella persona del suo Decano, il confratello Professor Rosario Pierri.

Infine le Israel Antiquities Authority che in questi ultimi decenni hanno dato a loro volta un contributo fondamentale allo scavo e alla conservazione di siti legati anche alla tradizione cristiana e giudeo cristiana dei primi secoli. La collaborazione tra la Custodia, lo SBF e le Israel Antiquities Authority non è una novità e ha già dato diversi frutti. Colgo l’occasione per ringraziare in modo particolare chi ha curato questo scavo Amit Re’em e David Yeger. 

Mi auguro che questa stessa collaborazione possa continuare fruttuosa anche per il futuro.

Mi congratulo per l’esito dello scavo e per i ritrovamenti fatti e lascio la parola a chi di competenza per l’illustrazione dei contenuti e delle scoperte.

 

Grazie.