Cercare, adorare, donare - Seeking, adoring, giving

Solennità dell'Epifania - Epiphany

Is 60,1-6; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12

  1. Carissimi fratelli e sorelle,

il Signore vi dia pace!

Nei vangeli letti nella notte di Natale e alla Messa dell’Aurora erano in scena i personaggi del presepe che ci vengono proposti dall’evangelista Luca: al centro il bambino Gesù nella mangiatoia con accanto Maria e Giuseppe, poi gli angeli che annunciano la nascita del Salvatore e cantano la gloria di Dio e i pastori che accorrono per vedere il bambino. Nel vangelo dell’Epifania al centro del presepe sono ancora Gesù con Maria e Giuseppe ma vengono introdotti questi nuovi personaggi, i Magi venuti dall’Oriente, e la stella che li guida. Sullo sfondo le tenebre della notte e del cuore di Erode.

  1. Il racconto dell’Epifania ci fa riflettere sul cammino dei Magi, che possiamo riassumere con tre verbi: cercare, adorare e donare. Chi erano i magi? Erano dei sapienti di origine persiana. Infatti, nell’antichità venivano rappresentati con in testa il tipico cappello persiano. Ne è prova il fatto che quando i Persiani invasero la Terra Santa nel 614, distruggendo chiese e monasteri, lasciarono intatta la basilica della Natività perché sulla facciata un mosaico raffigurava l’adorazione dei Magi: “perché videro gente vestita come loro” (Geiger, Terra Santa, 706/1021).
  1. Come ho detto poco fa, il cammino dei Magi si può riassumere con tre verbi: cercare, adorare e donare. I Magi sono persone che cercano; hanno un grande desiderio nel cuore: il desiderio di poter incontrare il Re dei Re, il Signore. Per questo scrutano le stelle e per questo si mettono in cammino quando, guardando le congiunzioni degli astri in cielo, scoprono che questo re, finalmente, è nato. I Magi sono l’immagine di tutta l’umanità che è alla ricerca del bambino Gesù. Infatti, nella tradizione popolare i Magi sono raffigurati come appartenenti a popoli diversi e di età diversa, proprio per dire che ogni uomo è alla ricerca di questo bambino. Per trovarlo i Magi seguono la stella, cioè la loro conoscenza, ma non basta. A un certo punto devono mettersi in ascolto della Parola di Dio e solo allora capiscono che troveranno il Bambino a Betlemme: «perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”» (Mt 2,5-6). Anche noi dobbiamo seguire il desiderio che portiamo in cuore, ma non basta, dobbiamo seguire la Parola di Dio.
  1. Quando arrivano a Betlemme e trovano la casa dove ormai abitano Giuseppe, Maria e il Bambino Gesù provano una grandissima gioia e la prima cosa che fanno è prostrarsi per adorare il bambino.

Papa Benedetto, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 2005, ha spiegato in modo semplice e profondo cosa vuol dire adorare. Ascoltiamo le sue parole per poter anche noi, come i Magi, adorare il bambino Gesù: “La parola greca suona proskynesis. Essa significa il gesto della sottomissione, il riconoscimento di Dio come nostra vera misura, la cui norma accettiamo di seguire. […] La parola latina per adorazione è ad-oratio - contatto bocca a bocca, bacio, abbraccio e quindi in fondo amore. La sottomissione diventa unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Così sottomissione acquista un senso, perché non ci impone cose estranee, ma ci libera in funzione della più intima verità del nostro essere” (21 agosto 2005). Solo se impariamo ad adorare il bambino Gesù diventeremo persone autentiche. Solo se lo metteremo al centro delle nostre scelte le nostre scelte porteranno frutti di bene. Solo se la nostra volontà e il nostro amore saranno in sintonia con la volontà e l’amore del bambino Gesù saremo veramente liberi.

  1. I Magi poi donano ciò che hanno di più prezioso: oro, incenso e mirra. I Padri della Chiesa hanno sempre interpretato questi doni come il segno che i Magi riconoscono che quel bambino è Re (l’oro), è Dio (l’incenso) ed è venuto a dare la vita per l’umanità (la mirra). Ciò che conta è che, attraverso i doni che fanno, i Magi ci aiutano a capire quanto è importante Gesù e ci aiutano a capire che in realtà è quel bambino a farci il regalo più bello: l’inizio di un mondo nuovo, in cui Dio abita insieme a noi e dona a noi la possibilità di diventare suoi figli. I Magi offrono i propri doni, ma quel bambino dona se stesso, è Dio che si dona a noi come fratello, come salvatore, come Signore. Sarà Gesù a ricordarci che: “Si è più beati nel donare che nel ricevere” (At 20,35). Noi spesso chiediamo, ma cosa siamo disposti a donare? E, soprattutto, siamo disposti a donare noi stessi?
  1. Ricordiamo anche noi che solo trovando Gesù avremo la gioia vera nel cuore. Ricordiamo che adorarlo vuol dire trovare la vera libertà nel conformare la nostra volontà alla sua e nel metterlo al centro del cuore e amarlo. Ricordiamo che Lui è il grande dono che ci viene fatto e che noi siamo chiamati a offrirgli non oro, incenso e mirra ma la nostra vita.

L’intercessione dei santi Magi aiuti anche ognuno di noi a fare questo cammino e ci aiuti a coinvolgere altri in questo stesso cammino. Così sia.

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Is 60, 1-6; Eph 3, 2-3a.5-6; Mt 2, 1-12

1. Dear Brothers and Sisters,

May the Lord give you peace!

In the Gospels read on Christmas Eve and at the Mass of the Dawn St. Luke the Evangelist presents to us the main characters at the scene of the crib: in the centre we find the child Jesus in the manger with Mary and Joseph next to him, then the angels who announce the birth of the Saviour and sing of the glory of God and the shepherds who come to see the child. In the Gospel of the Epiphany we still find Jesus at the centre of the crib with Mary and Joseph but now new characters are introduced, the Magi from the East, and the star that guides them. Furthermore, in the background we see the darkness of the night and the heart of Herod.

2. The account of the Epiphany makes us reflect on the journey of the Magi, which we can summarize with three verbs: to seek, to adore and to give. Who were the Magi? They are scholars of Persian origin. In fact, in ancient times they were represented with the typical Persian hat on their heads. Proof of this is the fact that when the Persians invaded the Holy Land in 614, destroying churches and monasteries, they left the Basilica of the Nativity intact because on the façade a mosaic depicted the adoration of the Magi: "because they saw people dressed like them" (GEIGER, Holy Land, 706/1021).

3. As I mentioned a moment ago, the journey of the Magi can be summed up with three verbs: to seek, to adore and to give. The Magi are people who seek; they have a great desire in their hearts: the desire to be able to meet the King of Kings, the Lord. This is why they scrutinize the stars and why they set out when, looking at the conjunctions of the stars in the sky, they discover that this king has finally been born. The Magi are the image of all humanity that is in search of the baby Jesus. In fact, in popular tradition the Magi are depicted as belonging to different peoples and of different ages, it is to say that every man and woman is looking for this Child. To find Him, the Magi follow the star that is with their knowledge but it is not enough. At a certain point they have to listen to the Word of God and only then do they understand that they will find the Child in Bethlehem: "for this is how it is written by the prophet: «and you, Bethlehem, land of Judah, are not really the last of the principal cities of Judah: for from you will come a leader who will be the shepherd of my people, Israel»" (Mt 2:5-6). We too must follow the desire that we carry in our hearts, but it is not enough, we must follow the Word of God.

4. When they arrive in Bethlehem and find the house where Joseph, Mary and the Child Jesus are lodging, they feel a great joy and the first thing they do is prostrate themselves to adore this Child. Pope Benedict, on the occasion of World Youth Day 2005, explained in a simple and profound way what it means to adore. Let us listen to his words so that we too, like the Magi, may adore the Child Jesus: "The Greek word is proskynesis. It means the gesture of submission, the recognition of God as our true measure, whose norm we agree to follow. [...] The Latin word for worship is ad-oratio - mouth-to-mouth contact, kiss, hug and then ultimately love. Submission becomes union, because the one to whom we submit is Love. Thus submission acquires meaning, because it does not impose extraneous things on us, but frees us according to the most intimate truth of our being" (21st August, 2005). Only if we learn to adore the Child Jesus will we become authentic human persons. Only if we put Him at the centre of our choices will our choices bear good fruit. Only if our will and love are in tune with the will and love of the Child Jesus will we be truly free.

5. The Magi then give what is most precious to them: gold, frankincense and myrrh. The Fathers of the Church have always interpreted these gifts as the sign that the Magi recognize that that Child is King (gold), is God (incense) and came to give His life for humanity (myrrh). What matters is that, through the gifts they offer, the Magi help us to understand how important Jesus is and help us to understand that in reality it is that Child who gives us the most beautiful gift: the beginning of a new world, in which God dwells with us and gives us the possibility of becoming His children. The Magi offer their gifts, but that Child gives Himself, it is God who gives Himself to us as a brother, as a Saviour, as Lord. Jesus will remind us that: "It is more blessed to give than to receive" (Acts 20:35). We often ask, but what are we willing to donate? And, above all, are we willing to give of ourselves?

6. Let us also remember that only by finding Jesus will we have true joy in our hearts. Let us remember that adoring Him means finding true freedom in conforming our will to His and in putting Him at the centre of our heart and loving Him. Let us remember that He is the great gift that is given to us and that we are called to offer Him not gold, frankincense and myrrh but our lives.

May the intercession of the holy Magi also help each one of us to make this journey and help us to involve others in this same journey. Amen.