La chiesa greco cattolica di Gerusalemme ha accolto il suo nuovo vescovo

La diocesi greco cattolica di Gerusalemme ha accolto il suo nuovo vescovo, Mons. Georges Bakar.

Eletto dal sinodo il 9 febbraio scorso, il suo arrivo dal nativo Egitto era atteso già da alcune settimane; è stato però trattenuto da delle formalità burocratiche, che hanno dato al padre Mtanios Haddad l’opportunità di servire ancora per un tempo la comunità su cui ha vegliato come vicario patriarcale per sei anni. Una volta ottenuto il visto, Mons. Bakar ha potuto fare il suo ingresso ufficiale nel patriarcato greco cattolico il 1° giugno.

Come vuole la tradizione, i capi di tutte le chiese di Gerusalemme — o il loro rappresentante — sono venuti ad accoglierlo alla porta di Jaffa, e così pure una numerosa folla di fedeli.

Erano presenti tutti i sacerdoti della diocesi greco cattolica di Gerusalemme, dalle parrocchie di Jaffa, Taybeh, Beit Sahour, Ramallah e dalla stessa Gerusalemme, e anche Mons. Elias Chakour, lui pure di recente ordinato vescovo di questa stessa chiesa per la Galilea.

Il delegato apostolico per la Palestina Mons. Antonio Franco, sua Beatitudine Mons. Michel Sabbah e i suoi ausiliari, come il padre Custode Pierbattista Pizzaballa e anche molti altri sacerdoti, religiosi e religiose di rito latino, hanno attorniato Mons. Bakar in questa marcia fino al vicino patriarcato greco cattolico.
Più di 500 persone hanno dunque assistito alla lettura delle lettere ufficiali del patriarca Gregorio III Laham, istituenti il nuovo vicario patriarcale di Gerusalemme con il titolo di arcivescovo titolare di Pelusium, e della lettera del vescovo d’Egitto che presentava ai fedeli Mons. Bakar. Il Padre Mtanios, che prima di lui aveva l’incarico di vicario patriarcale, ha quindi — come lui stesso ha detto — «offerto i suoi amati fedeli» a Mons. Bakar.

Nel suo discorso ha descritto il proprio operato per questa Chiesa che ha amato con tutto il cuore e ha servito in questi tempi difficili per i cristiani palestinesi di Terra Santa. Del resto il suo impegno per la Chiesa di Palestina è stato applaudito a più riprese dai fedeli commossi.

Quindi ha detto al nuovo vescovo: «Ti offro questa comunità, abbine cura», prima di riprendere a proprio riguardo le parole del Cantico di Simeone «Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua Parola.» Non è sicuro che possa andar via in pace, perché Mons. Bakar, accettando l’offerta, ha risposto «Non tu me li hai affidati, ma devi restare al mio fianco.» Poi indirizzandosi ai fedeli, Mons. Bakar ha detto: «sono pronto a servirvi, sono pronto ad amarvi, sono qui per voi, non esitate a venire a cercarmi, a sollecitarmi». Non sarà forse facile per tutti i fedeli della Chiesa greco cattolica venire a trovare il loro vescovo, perché la maggior parte di essi non ha potuto ottenere l’autorizzazione di uscire dai Territori sotto l’autorità palestinese per partecipare alla sua prima messa due giorni dopo. Ma scommettiamo che Mons. Bakar riuscirà a spostarsi, perché alcuni giorni più tardi era già accanto al parroco di Betlemme per celebrare un funerale nella parrocchia.

MAB